Bitcoin AFFONDA ancora verso gli $86k: cosa sta succedendo?
Gli analisti descrivono il mercato come “illiquido”: sarebbe questa la ragione del nuovo crollo di Bitcoin, che ora attende nuovi dati macro chiave
Le difficoltà di Bitcoin
Dopo un weekend al ribasso, il calo di Bitcoin non si ferma e BTC scende verso gli $86k. La liquidità sul mercato di fa sempre più “sottile”, e gli investitori sembrano in attesa di nuovi dati “macro” chiave.
Per le altcoin va anche peggio, con Solana, XRP e Dogecoin che hanno esteso perdite mensili già a due cifre, mentre i volumi sono rimasti bassi su tutta la linea.
Come preventivato già sul finire della scorsa settimana, siamo entrati in uno degli scenari peggiori, ovvero la perdita del supporto dei $91k e l’entrata nella zona che va dagli $88.000 agli $85.000, dove è ora importante osservare la reazione del prezzo e in cui si nasconde l’ultima speranza dei bulls.
E le cose potrebbero farsi ancora più complicate. Se davvero vogliamo mettere fine a questo breve bear market, occorre che un forte impulso direzionale per riconquistare i $100k, e le news in arrivo dalla Fed (su tutte, l’incertezza sul nuovo presidente in entrata a maggio) non aiutano. Finire sotto gli $85k ci porterebbe a testare la precedente area di lateralizzazione.
Si attendono i segnali macro
Soffre l’industria anche sul mercato azionario, con Strategy (MSTR) e Circle (CRCL) entrambe in calo di circa il 7% e Coinbase (COIN) che perde oltre il 5%. Per non parlare del mining, legato ormai al mondo delle infrastrutture e dei data center, colpito negli ultimi giorni da nuove preoccupazioni sull’intelligenza artificiale. CleanSpark (CLSK), Cipher Mining (CIFR), Hut 8 (HUT) e TeraWulf (WULF) hanno tutti registrato cali di oltre il 10%.
In rapporto al mondo crypto, i titoli tecnologici hanno registrato cali modesti, a sottolineare la debolezza specifica del settore delle criptovalute.
Si aspettano, a questo punto, i dati del Bureau of Labor Statistics, che pubblicherà questa settimana i rapporti sull’occupazione per ottobre e novembre. In base a ciò, si potrà intuire se la Federal Reserve continuerà o meno a tagliare i tassi di interesse all’inizio del 2026.
E rispetto alla politica monetaria, occhio alla Banca del Giappone, che probabilmente aumenterà il suo tasso di interesse di riferimento per la prima volta in quasi un anno, e alla BCE, che si riunirà in questi giorni per discutere di politica monetaria.
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