2 min read 15 Dec 2025

Bitcoin AFFONDA ancora verso gli $86k: cosa sta succedendo?

Gli analisti descrivono il mercato come “illiquido”: sarebbe questa la ragione del nuovo crollo di Bitcoin, che ora attende nuovi dati macro chiave

Bitcoin AFFONDA ancora verso gli $86k: cosa sta succedendo?

Le difficoltà di Bitcoin

Dopo un weekend al ribasso, il calo di Bitcoin non si ferma e BTC scende verso gli $86k. La liquidità sul mercato di fa sempre più “sottile”, e gli investitori sembrano in attesa di nuovi dati “macro” chiave.

Per le altcoin va anche peggio, con Solana, XRP e Dogecoin che hanno esteso perdite mensili già a due cifre, mentre i volumi sono rimasti bassi su tutta la linea.

Come preventivato già sul finire della scorsa settimana, siamo entrati in uno degli scenari peggiori, ovvero la perdita del supporto dei $91k e l’entrata nella zona che va dagli $88.000 agli $85.000, dove è ora importante osservare la reazione del prezzo e in cui si nasconde l’ultima speranza dei bulls.

E le cose potrebbero farsi ancora più complicate. Se davvero vogliamo mettere fine a questo breve bear market, occorre che un forte impulso direzionale per riconquistare i $100k, e le news in arrivo dalla Fed (su tutte, l’incertezza sul nuovo presidente in entrata a maggio) non aiutano. Finire sotto gli $85k ci porterebbe a testare la precedente area di lateralizzazione.

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Si attendono i segnali macro

Soffre l’industria anche sul mercato azionario, con Strategy (MSTR) e Circle (CRCL) entrambe in calo di circa il 7% e Coinbase (COIN) che perde oltre il 5%. Per non parlare del mining, legato ormai al mondo delle infrastrutture e dei data center, colpito negli ultimi giorni da nuove preoccupazioni sull’intelligenza artificiale. CleanSpark (CLSK), Cipher Mining (CIFR), Hut 8 (HUT) e TeraWulf (WULF) hanno tutti registrato cali di oltre il 10%.

In rapporto al mondo crypto, i titoli tecnologici hanno registrato cali modesti, a sottolineare la debolezza specifica del settore delle criptovalute.

Si aspettano, a questo punto, i dati del Bureau of Labor Statistics, che pubblicherà questa settimana i rapporti sull’occupazione per ottobre e novembre. In base a ciò, si potrà intuire se la Federal Reserve continuerà o meno a tagliare i tassi di interesse all’inizio del 2026.

E rispetto alla politica monetaria, occhio alla Banca del Giappone, che probabilmente aumenterà il suo tasso di interesse di riferimento per la prima volta in quasi un anno, e alla BCE, che si riunirà in questi giorni per discutere di politica monetaria.

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