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Episodio 4 - Che cos'è un DEX crypto

Piattaforme irrinunciabili per utenti e investitori, gli exchange decentralizzati consentono di comprare e vendere criptovalute nella DeFi. Scopriamo che cos'è un DEX!

DEX crypto: introduzione all'episodio

Che cos’è un DEX? Il giro di boa del Corso DeFi per principianti si avvicina e rispondere a questa domanda è il prossimo passo da compiere.

Gli exchange decentralizzati sono dei protocolli importantissimi, senza i quali la finanza decentralizzata perderebbe tanta forza.

In questo episodio vedremo innanzitutto che cos’è un DEX di criptovalute, a cosa serve e come funziona.

Sposteremo poi il focus sui rischi di queste piattaforme, perché la sicurezza è sempre la cosa più importante.

In seguito scopriremo come passare da valuta tradizionale o bitcoin a un DEX crypto.

Esploreremo poi i vari exchange decentralizzati, analizzando le funzionalità di alcuni fra i più noti.

Il testo che segue è un riassunto: consiglio vivamente di guardare tutto il video e sfruttare lo scritto solo per ripassare.

Buono studio!

Che cos'è un DEX?

DEX è l’abbreviazione di Decentralized Exchange, tradotto in exchange decentralizzato.

Si tratta di un protocollo DeFi dove è possibile comprare e vendere criptovalute, siano esse coin o token. Ciò che lo differenzia principalmente da un exchange centralizzato (come Binance) è l’assenza di un intermediario.

Il principale limite di un DEX crypto sta nell’operare su una sola blockchain. Ad esempio, VVS Finance è su Cronos Chain e PancakeSwap si trova su BSC.
Esistono realtà che funzionano su più network ma non supportano l’operatività cross-chain. Perciò, al momento siamo forzati a rivolgerci a un bridge crypto nel caso avessimo la necessità di spostare fondi tra due network. Data la costante evoluzione, è assai probabile che presto questa limitazione sarà risolta.

Gli exchange decentralizzati si dividono in due categorie:

  • DEX AMM, sigla di Automated Market Maker. Queste piattaforme si fondano sui pool di liquidità e non dispongono di order book.
  • DEX Order Book-based. In questo caso, il funzionamento è simile a quello di un CEX (exchange centralizzato) e sfrutta appunto un order book. Domanda e offerta si incontrano e vi è l’interazione tra soggetti in carne e ossa.

Non preoccuparti: proseguendo vedremo che cos’è un pool di liquidità. Prima però diamo un’occhiata ai rischi dei DEX crypto.

Rischi di un DEX crypto

Lo dicevamo poc’anzi: la sicurezza deve essere sempre al primo posto. Ecco perché è giusto spendere qualche parola riguardo ai rischi di un DEX.

Innanzitutto, la criticità numero uno: bug o exploit di uno smart contract.
Per quanto il codice possa essere controllato, una piccola vulnerabilità può sempre passare inosservata. Potremmo quindi incappare in errori di varia natura durante un’operazione e non riuscire a recuperare i fondi coinvolti. Oppure, ancora peggio, un malintenzionato potrebbe sfruttare la vulnerabilità per rubare dei capitali (non sarebbe certo la prima volta).

Un altro rischio è legato al team dietro al progetto, ammesso ovviamente che ve ne sia uno.
Nello specifico, se le persone sono mosse da cattive intenzioni, il rug pull potrebbe essere dietro l’angolo. Questo evento porta alla fuga di uno o più amministratori con il malloppo, lasciando gli utenti della piattaforma appunto “per terra”.

I pericoli appena descritti rientrano in quelli comuni delle piattaforme DeFi.

Eliminare i rischi è impossibile. Possiamo comunque ridurli rivolgendoci a protocolli longevi e dotati di audit esterni. In aggiunta, scegliamo realtà realmente decentralizzate, oppure dal team noto e autorevole.
Insomma, piccoli elementi che sommati abbassano di molto il grado di criticità.

Esiste poi un rischio specifico dei DEX crypto: la scarsa liquidità.

Il trader che opera su pool poco liquidi incappa solitamente in tassi di cambio sfavorevoli. É uno scenario che impatta parecchio su fondi e investimenti, assolutamente da evitare.

In questo caso, tutelarsi è facile: basta verificare la liquidità prima del trade e valutare l’impatto della nostra operazione. In caso di scarsità di fondi, cambiamo DEX per risolvere il problema prima ancora che si manifesti.

Come funziona un DEX?

Scopriamo come funzionano le due tipologie di DEX crypto, partendo da quelli basati sull’order book.

L’esperienza d’uso di un DEX OB è pressoché identica a quella di un CEX come Binance.

Venditori e compratori di una determinata criptovaluta “si incontrano nell’order book”, dando vita alle compravendite.

Non esistono pool di liquidità: quest’ultima proviene direttamente dai soggetti coinvolti nelle operazioni. Ovviamente, una scarsa partecipazione sarebbe un problema: ecco perché sono spesso previste delle ricompense atte a stimolare il mercato.

Dovendo svolgere numerose e frequenti operazioni, i DEX OB richiedono blockchain rapide e dai bassi costi di transazione. Un esempio di queste realtà è Serum, disponibile su chain Solana.

Passando ai DEX AMM, il discorso cambia.

Non esiste alcun order book e tutto è incentrato sui pool di liquidità. Immaginiamoli proprio come delle “piscine” che contengono due (a volte più) crypto, ad esempio Ethereum e la stablecoin DAI.

Il pool prevede solitamente una rapporto di valore 50:50 tra gli asset. Se Ether valesse 4000 dollari e ne depositassimo uno, dovremmo al tempo stesso versare 4000 DAI: infatti, 1 Ethereum = 4000$ di valore, esattamente quello di 4000 DAI.

L’utente che volesse comprare ETH e vendere DAI dovrebbe interagire con questo pool. Di fatto, i suoi DAI verrebbero depositati in cambio di una quantità di Ether di pari valore, prelevata dal pool di liquidità.

In seguito a variazioni nei prezzi o sbilanciamenti eccessivi, le operazioni di arbitraggio riequilibrano il pool. In questi casi può verificarsi impermanent loss: ne abbiamo parlato anche nell’episodio precedente.

La liquidità nei pool viene fornita dagli utenti, chiamati liquidity provider. In cambio, essi ottengono un guadagno da ogni trade operato sulla relativa accoppiata.
Per capirci, depositando su ETH-DAI, incasseremo una quota da ogni compravendita tra ETH e DAI.
Maggiore è la liquidità versata, superiore sarà il guadagno che ci spetta.

Da Euro o BTC al DEX

Alcuni potranno chiedersi quale sia la procedura che porta da Euro o bitcoin al DEX: diamo subito un’occhiata!

Partendo da Euro o altra fiat currency dovremo appoggiarci a un CEX crypto. L’iter è semplice:

  • Inviamo gli Euro tramite bonifico all’exchange prescelto. Se non ne hai ancora uno di riferimento, a fine paragrafo troverai dei link utili. Potremmo utilizzare anche la carta di credito ma solitamente le commissioni sono piuttosto elevate.
  • Sul CEX, acquistiamo una criptovaluta con i nostri fondi. La scelta dipende dalle considerazioni effettuate e dalla chain che vorremmo utilizzare. Ad esempio, se volessimo investire su SOL, compreremo proprio questa coin. Oppure, se fossimo incuriositi da Quickswap, per iniziare acquisteremo MATIC.
  • Inviamo la/le crypto sul wallet dedicato. Dopodiché saremo pronti a utilizzare un DEX.

Avendo invece bitcoin come coin di partenza, dovremo ricorrere a un bridge come REN Protocol. Questo ci fornirà un particolare bitcoin chiamato renBTC, da spostare in seguito sulla chain di nostro interesse.
Ovviamente potremmo anche passare da un CEX e seguire i passaggi visti in precedenza.

Ecco alcuni ottimi exchange che potrebbero fare al caso tuo:

  • FTX, uno dei migliori in circolazione. Iscrivendoti tramite il link avrai diritto a uno sconto del 5% sulle fee per sempre.
  • Binance, un vero e proprio colosso del panorama crypto. Il link ti consentirà di risparmiare il 20% sulle fee a vita.
  • Bitpanda, realtà in forte crescita nel nostro Paese. Non solo criptovalute: sono disponibili anche commodities, azioni frazionate e tanto altro ancora!

PancakeSwap, Uniswap e altri DEX

Nella seconda metà del video esploriamo alcuni fra i più noti DEX, ecco quali:

  • PancakeSwap, BSC. Apprezzato per la semplicità d’uso e dotato di un’interfaccia stile cartoon immediatamente riconoscibile.
  • VVS Finance, Cronos Chain. Tra i primi arrivati del famoso network di Crypto.com e ancora oggi parecchio utilizzato.
  • Quickswap, chain Polygon. Una tappa quasi forzata per gli utilizzatori di questa blockchain.
  • Sushiswap, multichain. Un protocollo DeFi che non ha bisogno di presentazioni.
  • Curve, multichain. Costantemente tra le prime piattaforme DeFi in termini di capitalizzazione.
  • Uniswap v3, multichain. Il “padre” di molte delle realtà qui elencate, un punto di riferimento per il panorama della finanza decentralizzata.
  • Balancer, multichain. Un altro portale miliardario del mondo DeFi, longevo e apprezzato.
  • Osmosis, base Cosmos. Realtà a tratti sperimentale, da scoprire!
  • Saber, Solana. Il primo DEX AMM di Solana dedicato agli asset peggati (pegged assets).
  • Raydium, Solana. DEX ibrido che combina i meccanismi di un AMM all’order book, appoggiandosi a Serum. Validissimo e consigliato a tutti gli utenti di questa chain.

Seppur famosi e autorevoli, anche questi portali sono dotati di rischi da valutare prima dell’utilizzo.
Oltre a questo video, sul mio canale YouTube sono disponibili tanti tutorial che ti aiuteranno a compiere la scelta giusta. Inoltre, il nostro sito propone contenuti dedicati e sempre in espansione.

Salutandoci, ti invito a continuare a seguirmi e prepararti per la prossima puntata, dedicata a Lending e Borrowing. A presto!


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