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Bored Ape: nel firmamento degli NFT

La Bored Ape Yacht Club è una raccolta di NFT sviluppata da Yuga Labs. Ed è forse il più importante fenomeno di massa nato dal Web3

Bored Ape: nel firmamento degli NFT

Che cosa sono

Non solo NFT. La Bored Ape Yacht Club, più che una raccolta di non-fungibile-token, è ormai un marchio rinomato, nato come piccolo caso curioso di internet, e diventato un fenomeno di massa, forse il primo, effettivo, nato e cresciuto nella culla del Web3. 

Consistono in NFT collezionabili, ognuno con un dei tratti e delle caratteristiche distintive, con la particolarità di aver raggiunto una popolarità tale da essersi guadagnati un valore decisamente esoso. Basti pensare che ad oggi il floor price di aggira intorno ai 105 eth (più o meno 330mila dollari). 

Questo perché la loro popolarità ha evaso i confini dei sottoborghi del settore NFT che, per quanto chiacchierato, è ancora un affare di una nicchia di persone, e non è certo un prodotto nazional popolare. Tranne, appunto, per i Bored Ape, che hanno saputo sfruttare l’endorsement di tutta una serie di personaggi famosi e del mondo dello spettacolo, soprattutto negli Stati Uniti.

Da questo punto di vista, basti pensare a un recente episodio del Fallon’s Tonight Show, dello scorso gennaio, in cui il conduttore Jimmy Fallon, in compagnia di Paris Hilton, ha mostrato il suo personale NFT della serie, pagato intorno ai 145mila dollari.

Inoltre, una popolarità così vasta ha spinto alle stelle il prezzo di un prodotto relativamente limitato (ne esistono “soltanto” 10mila), che ha contribuito a sua volta a rendere questa collezione tra le più preziose e desiderate. 

Gli NFT dei Vip

Come si diceva, la raccolta di NFT ha trasceso il concetto stesso di collezionabile, ed è diventato un vero e proprio brand, entrato a gamba tesa nell’élite dell’entertainment. Su Twitter, che permette di integrare gli NFT nella piattaforma, si possono riconoscere i vari esemplari di Bored Ape in varie immagini profilo di svariati personaggi famosi, da Eminem, passando per Madonna fino a Neymar.

E a sua volta, il brand Bored Ape ha iniziato un vero e proprio percorso imprenditoriale, collaborando con catene come Adidas e figurando addirittura sulla copertina del numero di  novembre 2021 di Rolling Stones. 

Se non si fosse capito, il Bored Ape Yacht Club è una raccolta di NFT che rappresentano delle scimmie con abiti e make up che li differenziano gli uni dagli altri. Il progetto consiste nel prendere un modello, e riprodurre migliaia di variazioni, ognuna delle quali viene classificata in una scala gerarchica in termini di rarità. Nel caso del Bored Ape Yacht Club: diversa pelliccia, espressione facciale, abbigliamento, accessori e poco altro. 

Tutte le proprietà sono poi visualizzabili e setacciabili su OpenSea, la piattaforma su cui (principalmente) vengono scambiati gli NFT. Se una particolare caratteristica è comune a una percentuale di “Apes” inferiore all’1%, come ad esempio avere portare alla bozza un trancio di pizza (ne esistono 26), allora l’NFT sarà classificabile come raro.

Come già accennato il floor price di un Bored Ape, ovvero il prezzo minimo, si aggira intorno ai 105 eth (ad oggi), ma gli scambi che riguardano esemplari più rari coinvolgono cifre di denaro nell’ordine dei milioni di dollari. 

L’evoluzione del progetto

Il progetto Bored Ape Yacht Club rientra in quella categoria di iniziative nate insieme alla stessa tecnologia NFT. I collezionabili, a onor del vero, hanno fin da subito conquistato lo spazio nel mercato delle proprietà digitali, e progetti simili si possono riscontrare in CryptoPunks, fino a poco tempo fa la raccolta più popolare (ed ora eclissata da BAYC), ma anche CyberKongz, Doodles e Cool Cats.

Per loro stessa natura, poi, è molto difficile andare a scovare il valore intrinseco di questi progetti, il cui valore è assegnato essenzialmente da chi ne è interessato. In fondo, da un certo punto di vista, l’arte stessa in questo tale dipende da questa dinamica soggettiva. Ed è quindi soggettivo il processo che ha portato questo progetto a conquistarsi tale valore. 

Tuttavia, è possibile comunque rilevare degli elementi squisitamente oggettivi, e che hanno contribuito al successo del progetto. Il primo è ovviamente il contributo dei personaggi del mondo dello spettacolo, che hanno creato (volontariamente o meno non è dato saperlo, ma in ogni caso ne avrebbero avuto solo giovamento) un vero e proprio trend. Con un escalation di vendite sempre più clamorose e che hanno portato i prezzi a gonfiarsi. Il secondo è stata l’apertura del Bored Ape Kennel Club, o in generale delle iniziative per incrementare le combinazioni delle caratteristiche dei vari NFT

A prescindere dal valore assegnato a un NFT, questo può comunque essere sfruttato in vari modi, dal consentire di accedere a un determinato videogioco play-to-earn, fino a essere messo in staking per ottenere in cambio la criptovaluta associata al progetto. Nel caso di BAYC, il team di sviluppo ha aperto le porte al Bored Ape Kennel Club, offrendo a chiunque fosse in possesso di un NFT la possibilità di adottare una controparte in forma di “cane”. Una sorta di omaggio, come lo è stata l’iniziativa di fine agosto 2021 in cui è stata offerta la possibilità di utilizzare del “siero mutante” per creare, sulla base del proprio Bored Ape, un Mutant Ape. 

Infine, ha influito in modo rilevante la passione della community creatasi intorno al progetto. Una community che riguarda una piccola cerchia di proprietari, ovviamente, ma anche tutte le persone affascinate e incuriosite dalla popolarità della collezione. Si sono organizzati, per esempio, vari eventi in giro per il mondo, da New York varie località statunitensi, passando per l’Europa a Londra, fino a Hong Kong. Addirittura, lo scorso novembre, è stato organizzato nella baia di New York un party su uno yacht con un concerto dei The Strokes. 

E tutto ciò non è di poco conto se si prova a tenere in considerazione da cosa potrebbe dipendere il prezzo di un NFT collezionabile. Una community che crede nel valore del progetto sarà disposta non solo ad acquistare il prodotto, ma soprattutto a non venderlo. Da cui dipende direttamente l’altezza in cui si colloca il floor pricel. In questo caso, vendere un Bored Ape non è semplicemente vendere un NFT, ma il pass che permette di partecipare attivamente alla vita della community, e che certifica in qualche modo il proprio “status symbol”. Paradossalmente, al giorno d’oggi, possedere un Bored Ape e utilizzarlo come immagine del proprio profilo su Twitter, potrebbe essere paragonato al passeggiare per Corso Vittorio Emanuele per Milano con un Rolex al polso. Se non fosse che il Rolex costa meno…

"Vendere un Bored Ape non è semplicemente vendere un NFT, ma il pass che permette di partecipare attivamente alla vita della community, e che certifica il proprio status symbol"

Il team di sviluppo

Ma da dove nasce Bored Apes? Tanto per cominciare, il modello che definisce tutta la raccolta è stato creato dall’artista asiatico-americana Seneca, scoperta per caso dall’agente creativo Nicole Muniz, a sua volta consulente di BAYC. La sua particolare tecnica di image-editing e il boom del mercato hanno poi fatto il resto. 

Seneca non fa però parte dell’effettivo team di sviluppo, il cui gruppo consiste in Yuga Labs. I vari membri, che all’inizio del progetto operavano sotto pseudonimo, sono ora personaggi pubblici, e guidano una vera e propria azienda anche al di fuori del contesto della blockchain. Come si accennava, sono infatti numerose le iniziative di merchandising e le collaborazioni con altre aziende, soprattutto nel campo della moda. Ma anche, novità dell’ultimo periodo, la creazione del videogioco mobile: Apes vs. Mutants.

E come ultima mossa, giusto qualche giorno fa Yuga Labs ha lanciato ApeCoin, la criptovaluta di riferimento per tutto l’ecosistema BAYC. In teoria un token per poter sfruttare future applicazioni di gioco e intrattenimento, ma per ora una semplice coin. Il suo lancio è consistito in un airdrop di un miliardo di ApeCoin a chiunque fosse in possesso di un NFT della collezione, e al momento del suo listing (su praticamente qualunque exchange) è stato registrato un volume di scambi intorno ai 9 miliardi di dollari. 


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