Ethereum: Che cos'è e come funziona?

Scopriamo Ethereum, la prima blockchain dove si possono sviluppare applicazioni decentralizzate e smart contract, modello per tanti altri network

Ethereum: Che cos'è e come funziona?

Introduzione a Ethereum

Oltre ad eseguire semplici transazioni di criptovaluta, Ethereum è una blockchain sulla quale si possono programmare applicazioni decentralizzate che automatizzano varie tipologie di operazioni.

Queste applicazioni prendono il nome di DApp, abbreviazione di Decentralized Applications. Esse sono composte da svariati smart contract che gestiscono le transazioni e consentono di offrire servizi anche molto complessi.

Tradotto in contratto intelligente, lo smart contract è un algoritmo sviluppato da esperti programmatori. In esso sono scritte le istruzioni da seguire per svolgere determinate operazioni in modo totalmente automatizzato. Unendo più contratti tra loro si dà vita a protocolli di finanza decentralizzata ma anche piattaforme gaming, metaversi e marketplace NFT.

Il valore aggiunto di Ethereum sta proprio nell’essere la blockchain di riferimento quando si parla di smart contract e applicazioni. I grandi trend sono nati su questo network, tutt’ora protagonista nonostante le tante alternative nate nel corso del tempo.

In questo articolo capiremo bene che cos’è Ethereum e come funziona. Conosceremo anche la coin nativa Ether (ETH) e scopriremo dove poterla acquistare. Giunti alla fine saremo pronti a leggere i tanti approfondimenti sul mondo di Ethereum che il sito ha da offrire.

Nascita e caratteristiche di Ethereum

L’idea di Ethereum nasce nel 2013 da due menti: il programmatore russo-canadese Vitalik Buterin e Gavin Wood, di nazionalità inglese.
Vitalik è sempre stato un estimatore di Bitcoin, arrivando al punto di fondare la rivista Bitcoin Magazine e curandone per anni i contenuti.

Nel pensare Ethereum, Buterin ha voluto spingersi oltre il semplice “gestire un registro di transazioni” (compito principale del protocollo Bitcoin). Infatti, l’obiettivo era quello di creare moneta programmabile: un’unità di valore che potesse essere gestita in maniera automatica da software, mantenendo il livello di apertura e decentralizzazione di Bitcoin. Un’impresa affascinante ma tutt’altro che semplice.

A distanza di anni, sappiamo bene com’è andata a finire: Ethereum è una realtà immensa, l’unica a meritarsi un posto in tribuna d’onore con Bitcoin.

Semplificando il funzionamento di Ethereum, possiamo dire che la blockchain contiene anche vere e proprie righe di codice, algoritmi.

Essi vengono impacchettati all’interno di smart contract (li conosceremo a breve). Una moltitudine di smart contract che interagiscono tra loro forma una DApp, già citata nell’introduzione.

La DApp non è altro che l’interfaccia finale visibile all’utente. Interagendo, questi potrà inviare transazioni di vario tipo. Alcuni esempi di Applicazione Decentralizzata sono Uniswap, AaveCurve.

Tornando alla nascita di Ethereum, è curioso il perché porti questo meno.
Da buon nerd, Vitalik è un grande appassionato di fantascienza. Navigando su Wikipedia, eccolo imbattersi nella definizione di etere, elemento descritto come “il mezzo invisibile che permea l’universo e permette alla luce di viaggiare”. La sua reazione? Dopo un “che figata!” arrivò anche “ora gli “rubo” il nome per il mio progetto!”; tutto il resto è storia.

Insieme a Ethereum nacque anche Solidity, un linguaggio di programmazione turing-complete pensato appositamente per la scrittura degli smart contract. Oggi Solidity è la lingua di riferimento per svariati protocolli, nonostante stiano diffondendosi valide alternative.

Il finanziamento iniziale per Ethereum avvenne nel 2014 vendendo la coin ETH in cambio di BTC. Il controvalore era di pochi centesimi per ETH (sì, lo so a cosa state pensando: una vera gemma!).
Questa modalità consentì di raccogliere 31.500 BTC, al tempo del valore di circa 500$ l’uno. Si trattò della prima ICO della storia, un’altra vittoria del nostro buon Vitalik.

"L'obiettivo di Ethereum è quello di creare moneta programmabile, mantenendo il livello di apertura e decentralizzazione di Bitcoin."

Ethereum: come funziona e cos'è uno Smart Contract

Abbiamo sostenuto che Ethereum punta ad aggiungere alle funzionalità e casi d’uso di Bitcoin la programmabilità. Non ci resta che scoprire come.

L’unità funzionale che permette di gestire valore, sotto forma di ETH o di token compatibili con la sua blockchain, è il cosiddetto smart contract.

Uno Smart contract è un algoritmo scritto appositamente per eseguire specifiche azioni, seguendo regole ben definite.

Le azioni non sono nient’altro che transazioni contenenti ETH, token e dati. Ad esempio, lo swap di una coin con un’altra porterà all’interazione con diversi smart contract, ciascuno dei quali con un incarico ben preciso.

Proprio sul tema dei compiti di un contratto, dipende tutto dal relativo codice sorgente. In un caso potrà stabilire regole e procedure per la messa in stake di un token; in un altro potrà definire il metodo per dare liquidità a un pool, oppure scambiare una coin con un’altra a un prezzo specifico. Le applicazioni sono pressoché infinite: dipende tutto dalla piattaforma, dai servizi proposti e dal lavoro svolto in sede di sviluppo.
Gli output sono quindi strettamente dipendenti dalla tipologia di smart contract.

Analizziamo un caso concreto come lo smart contract che cambia ETH in USDC su Uniswap. Per chi non lo sapesse, Uniswap è un exchange decentralizzato che permette di eseguire scambi senza un intermediario, l’esatto contrario di una piattaforma centralizzata come Binance.
Tornando allo smart contract, esso riceverà in input degli ETH o degli USDC, dipende dall’utente.
Come prima cosa, il contratto dovrà conoscere il tasso di cambio e… indovina un po’? Questo dato arriverà da un altro smart contract dedicato allo scopo. A questo punto, l’output consisterà in una transazione al medesimo address del mittente contenente un pari controvalore dell’altro token.
Riassunto ulteriormente: l’utente avvia l’operazione; lo smart contract si informa sul cambio e fa le verifiche del caso; lo smart contract conclude l’opera e l’utente riceve quanto desiderato.

Interagendo con il contratto non abbiamo alcun indizio sulla complessità del sistema che sta lavorando per noi. Ciò che alla vista è un semplice pulsante nasconde davvero tanta complessità.

Se dovessimo analizzare uno smart contract, vedremmo “solo” righe e righe di codice impossibili da leggere ai non esperti in materia. Dopo aver concluso e testato il contratto, esso viene caricato su blockchain, diventando operativo e non più modificabile né arrestabile.

Combinando svariati smart contract comunicanti tra loro, ecco formarsi una DApp di finanza decentralizzata.
Abbiamo menzionato Uniswap, cioè l’applicazione il cui scopo è permettere lo scambio di coin e token.
Per farlo, la piattaforma ospita vari smart contract: uno per ogni coppia di scambio, uno per gestire il feed dei prezzi, uno per controllare la liquidità al loro interno e tanti altri con scopi tecnici che esulano dallo scopo di questo articolo. Solo per dare una minima idea della mole di lavoro da mettere in campo.
Tutti questi smart contract si scambiano continuamente input e output, in un flusso di informazioni e valore.

Esistono tantissime applicazioni: alcune sono cloni (Uniswap vanta numerose copie sparse su vari network), altre invece svolgono compiti originali. Su questo portale abbiamo una sezione dedicata a questi protocolli, suddivisa in base alla blockchain di riferimento. Tutto gratis e in continuo aggiornamento ovviamente.

L’informazione più importante da tenere a mente è che tutto ciò avviene in maniera decentralizzata, motivo per cui Ethereum viene spesso definito World Computer.

"Smart contract: algoritmo che svolge un determinato compito in modo automatico e indipendente"

Ethereum: come funziona e cos'è uno Smart Contract

Ethereum e Bitcoin: le differenze

Che si parli di Ethereum o Bitcoin, è naturale arrivare al punto in cui scatta il confronto. Scopriamo quindi quali sono le diversità più significative tra le due principali blockchain (e relative coin) in circolazione.

La prima grande differenza è la natura stessa delle valute: Bitcoin è una riserva di valore e mezzo di scambio; Ethereum è invece territorio della programmabilità e apre le porte a svariate applicazioni.

Una seconda differenza sta nell’algoritmo di consenso che regola il funzionamento delle due blockchain.

Bitcoin è una realtà Proof-of-Work, basata su quello che è conosciuto come mining. La creazione di un nuovo blocco richiede 10 minuti e la quantità massima di BTC è fissata a 21 milioni di esemplari.

Ethereum è una blockchain ex Proof-of-Work. Infatti, nel settembre 2022 è avvenuto un evento storico chiamato Merge, responsabile del passaggio di Ethererum all’algoritmo di consenso Proof-of-Stake. I futuri aggiornamenti porteranno questo network a performance sempre migliori.

La quantità massima di ETH non ha alcun limite ed è proprio questa una delle principali critiche: non essendoci un tetto, la moneta si svaluta in continuazione.
Tuttavia, di recente (2021) è sbarcato un aggiornamento importante, con nome in codice London. Esso prevede la rimozione dal circolante di parte degli ETH spesi in gas fee, il che ha ridotto drasticamente (del 30% circa in media) il tasso di emissione.

Il Merge ha portato a ulteriori cali, motivo per cui si può pensare che l’inflazione resterà contenuta in futuro; dopotutto il meccanismo è semplice: più la rete Ethereum viene utilizzata, più gas fee vengono bruciate e l’inflazione minimizzata.

Qual è il valore intrinseco di Ethereum?

Abbiamo capito che scopo e casi d’uso di Ethereum sono ben diversi da quelli di Bitcoin.

Bitcoin è la riserva di valore per eccellenza, scarsa e sicura, mentre Ethereum è valore programmabile. Ma allora come si rapportano le due coin in termini di valore intrinseco? Da cosa è dato quello di Ethereum, considerando la supply potenzialmente infinita?

La criptovaluta Ether si utilizza per pagare il gas in qualsiasi transazione eseguita su blockchain Ethereum, che sia verso un wallet o uno smart contract.
Pertanto, se si vuole utilizzare il network occorre possedere ETH. Questo è il principale driver di domanda. Più applicazioni e casi d’uso portano alla crescita dell’intero ecosistema. Da qui proviene maggiore richiesta per ETH e di conseguenza aumenta anche il suo valore intrinseco.

Invece, lato offerta, Ethereum possedeva un tasso di emissione pari a 2 ETH per ogni blocco. Un blocco veniva minato ogni 12 secondi circa, il che assestava la sua inflazione annua al 4.5%, senza una massima supply.

Tuttavia, questi dati sono ormai obsoleti.

L’aggiornamento London dell’estate 2021 ha inferto un primo duro colpo all’inflazione. Il meccanismo è semplice quanto vincente: le gas fees spese da chi fa le transazioni sono in parte bruciate, cioè rimosse dalla circolazione.
Pertanto, maggiore è l’utilizzo del network, superiori sono le gas fees spese e crescente è la riduzione dell’inflazione.

A suo tempo, questo fattore ridusse l’inflazione del 30% circa:

Addirittura, in alcuni giorni l’utilizzo del network fu talmente intensivo da rendere Ethereum deflattivo.

Attenzione però perché il merge ha portato ulteriori miglioramenti, non solo sul tema inflazione. Passiamo al prossimo paragrafo e scopriamoli più nel dettaglio.

Ethereum 2.0: cosa cambierà?

Ethereum 2.0 è stato l’upgrade più atteso in assoluto dagli investitori e utilizzatori del network. Non solo: possiamo ritenerlo come un evento di portata storica per l’intero settore crypto e blockchain.

I motivi per questa eccitazione sono principalmente due:

  1. la riduzione drastica delle gas fees, il che rende di fatto Ethereum più “popolare”.
  2. il decremento dell’inflazione annua stimato ad un 70% circa.

Com’è possibile tutto ciò? Vediamolo!

Il principale cambiamento nel passaggio a 2.0 è stato l’addio all’algoritmo di consenso Proof-of-Work a quello Proof-of-Stake.

L’adozione del PoS porta innanzitutto a performance superiori. O meglio, getta le basi per l’integrazione di soluzioni più scalabili e rapide, eliminando i limiti del mining.

In aggiunta, anche la sostenibilità energetica e ambientale ne beneficia. Infatti, la potenza computazionale richiesta da Ethereum crolla.

Ma è l’inflazione a subire il colpo più duro. Infatti, l’emissione di nuovi Ethereum si riduce notevolmente, come mostrato direttamente da Ethereum.org:

ethereum euro

A questi numeri va sempre sottratto parte di quanto speso in gas fees.
La combinazione tra inflazione molto bassa e riduzione della supply proporzionale all’uso del protocollo rende ETH molto allettante anche come riserva di valore. Una novità per una crypto vista in precedenza solo come consumabile per eseguire transazioni.

Ethereum 2.0 mira a risolvere anche il problema scalabilità, grazie alla combinazione tra il Proof-of-stake e altre soluzioni come lo sharding.
Quest’ultimo espediente frammenta la blockchain, assegnando ad ogni frammento dei validatori. Questo “pezzo” avrà molto meno carico computazionale, quindi le transazioni saranno finalizzate con maggior velocità e a minor costo.

L’ultimo update della roadmap di Ethereum, pubblicato da Vitalik Buterin, non menziona però lo sharding. Vengono invece citati soluzioni rollup, ritenute tecnologicamente migliori per le esigenze del network. In ogni caso, il founder continua a dimostrare attenzione per la propria creatura.

Ethereum 2.0 è suddiviso in più fasi che richiederanno anni di lavoro. Il Merge è solo l’inizio: ne vedremo delle belle!

"Ethereum 2.0: ancora una volta questa blockchain si pone come modello di riferimento per tutto il settore"

Dove acquistare Ethereum?

Se dopo un’attenta analisi fondamentale sei interessato ad acquistare Ethereum, ecco qualche consiglio.

Probabilmente tutti gli exchange crypto offrono la compravendita per questa coin. Tra i migliori in circolazione, considerando le ridotte commissioni:

  • Binance, perfetto per tutti. Cliccando sul link appena fornito potrai iscriverti tramite il mio referral e ottenere uno sconto sulle fee del 20% per sempre.
  • Bitget, adatto a chi è interessato a derivati e bot. 15% di taglio alle commissioni a vita.
  • OKX, altro nome davvero interessante. Seguendo il link si sfiderà la sorte: ti aspettano due mistery box dal valore massimo di 10.000$.

Nel caso poi volessi mettere a rendita Ethereum, Nexo è un ottimo servizio CeFi. L’audit giornaliero operato da Armanino dà maggiore tranquillità agli utenti (non guasta mai). Iscrivendoti con il mio referral Nexo potrai ottenere 100$ di bonus se ne depositerai almeno 1000. Un 10% di rendita istantaneo, mica male!

Anche la DeFi propone tante alternative fra cui Uniswap e SushiSwap. Il punto è che servono degli ETH per pagare le gas fee di scambio; perciò, se non possiedi già degli Ether, almeno la prima volta dovrai passare da un exchange centralizzato.

"Scegliere l'exchange giusto è fondamentale per risparmiare sulle fee e operare al meglio"

Quotazione Ethereum Euro

Chiudiamo l’approfondimento con due righe dedicate alla quotazione Ethereum Euro. Dove poterla consultare?

Chi volesse questa informazione con rapidità dovrà solo scrivere quotazione Ethereum Euro, Ethereum Eur o quotazione Ethereum su Google. I dati sono affidabili e aggiornati in tempo reale.

Per consultare grafici e dati più precisi, scegliamo invece CoinMarketCap, CoinGecko o servizi simili.
La valuta di default è il dollaro americano ma potremo cambiarla facilmente con l’Euro. Oppure basterà convertire la cifra da USD a EUR, a noi la scelta.

Infine, i più esigenti dovranno rivolgersi a strumenti come TradingView, considerando eventualmente la sottoscrizione di un abbonamento a pagamento.

Qualsiasi sia la tua scelta, in questo articolo abbiamo parlato proprio dei servizi per monitorare le quotazioni crypto.

In ogni caso, prima di comprare o vendere Ethereum, verifichiamo la quotazione della piattaforma che stiamo per impiegare, così da evitare sorprese indesiderate.

Siamo ai saluti ma non alle conclusioni: ecco un video totalmente incentrato su Ethereum. Buona visione, a presto!


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