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Exodus Wallet: guida completa e recensione aggiornata 2026

Exodus Wallet è utilizzabile anche offline, supporta oltre 600 criptovalute ed è gratuito, semplice e veloce

Exodus Wallet: guida completa e recensione aggiornata 2026

Cos'è Exodus Wallet e come funziona

Exodus è un wallet crypto software non-custodial disponibile su desktop, browser e mobile, compatibile con oltre 600 criptovalute. È gratuito, non richiede KYC e include funzioni integrate di swap e staking. Non è open source e non supporta l’autenticazione a due fattori..

Tabella riepilogativa:

Fondazione 2015
Tipo wallet Non-custodial, software (hot wallet)
Disponibile su Windows, Mac, Linux, iOS, Android, estensione browser
Criptovalute supportate 600+
KYC richiesto No
Costo Gratuito (spread applicato sugli swap)
Open source No
2FA Non supportato
Staking integrato Sì (ADA, SOL e altre coin)
Compatible hardware wallet Trezor, Ledger (dipende dalla versione di Exodus)

 

Dati verificati a marzo 2026, fonte Exodus.com

Un wallet equivale a un portafoglio dove possiamo inserire le chiavi private delle nostre criptovalute ed esserne gli unici responsabili e proprietari. Per approfondire, leggi il nostro articolo sui wallet crypto non-custodial.

Exodus Wallet è un portafoglio light. Cosa significa? Semplicemente che non è necessario eseguire la sincronizzazione totale della blockchain sul nostro PC, cosa che ci farà risparmiare parecchi GB di memoria.

Gli sviluppatori dietro questo software sono continuamente impegnati nell’aggiornamento di tali applicazioni e aggiungono funzionalità sempre più interessanti e disparate, con un occhio di riguardo alla sicurezza di Exodus.

Schermata principale di Exodus

Exodus ha un design veramente particolare che rende l’utilizzo molto semplice e immediato.

La finestra del wallet si divide in due parti: in alto un menu che fa cambiare la parte sottostante in funzione della finestra a cui vogliamo accedere. Ecco un elenco dei vari pulsanti con una breve spiegazione:

  • Exodus Logo: cliccando sul logo dell’app torneremo nella schermata principale .
  • Portfolio: in questa finestra possiamo vedere l’allocazione del nostro portafoglio con un grafico a torta, nonché il prezzo degli asset. Possiamo cambiare il grafico dandogli altre forme e visualizzare i risultati che le coin hanno ottenuto negli ultimi giorni.
  • Wallet: qui possiamo ritrovare le coin nel nostro wallet e inviarne o riceverne altre. Possiamo visualizzare il grafico della coin, esportare l’address ed eseguire alcune operazioni.
  • Swap: ci permette lo scambio di criptovalute mediante la funzione integrata nel wallet.
  • Buy and Sell: da qui si possono acquistare criptovalute pagando direttamente in valuta fiat, appoggiandoci a servizi di terze parti (come Ramp e MoonPay. Attenzione ai costi: possono essere alti.
  • Staking: ci permette di mettere in staking nativo alcune delle nostre coin e di guadagnare un interesse passivo. In questo caso occhio ai rischi: meglio conoscere bene lo staking prima di procedere.

Exodus offre anche la possibilità di visualizzare i tassi d’interesse che otterremo mettendo in staking attraverso la sezione dedicata, che approfondiremo in seguito.

Inviare o ricevere monete

Attraverso la finestra Wallet possiamo inviare o ricevere criptovalute. Infatti, cliccando su una delle monete presenti nella lista appariranno i tasti d’invio e ricezione della moneta in questione.

Il processo è identico a qualsiasi altro wallet. Ecco come muoversi nei due scenari possibili:

  • Invio criptovalute: scrivere o incollare l’address del destinatario, più l’importo. Verificare che la blockchain di invio sia la stessa di quella di arrivo. Dopodiché rivedere i costi e, se tutto è ok, confermare.
  • Ricezione criptovalute: copiare l’address e fornirlo al mittente; nulla di più.

In questa schermata sarà anche possibile esportare le chiavi private di ogni singola moneta. Infatti, Exodus detiene delle chiavi private per ogni singola moneta e, di conseguenza, non avremo un singolo address del wallet, come per esempio avviene su MetaMask.

Per fare ciò dovremo cliccare sui tre puntini verticali in alto a destra (vedi immagine qui sotto), per poi selezionare View Private Key.

Crypto Exodus

Come creare un wallet Exodus: guida passo passo

Prima di creare un Exodus Wallet, è necessario avere un backup della seed phrase fornita dall’applicazione. Poiché questo processo è precedente al download dell’app e non viene mostrato subito dopo averla scaricata, ecco i passaggi da svolgere per il backup:

  1. Scaricare l’applicazione dal sito ufficiale Exodus. Scegliere la tipologia che si adatta al proprio sistema operativo.
  2. Installare l’applicazione e aprirla.
  3. Cliccare il tasto Backup posizionato nella barra superiore. La funzione è accessibile anche da Settings –> Backup.
  4. Creare la password e confermare.
  5. Salvare le 12 parole che compongono la seed phrase date dalla applicazione. Optiamo per un supporto sicuro, no file su cloud o computer.
  6. Confermare la riprova dell’applicazione.

Una volta effettuato questo backup sarete pronti per inviare criptovalute al wallet Exodus.

Come importare un vecchio portafoglio Exodus

Nel caso in cui tu abbia cambiato computer o disinstallato l’applicazione, importare un vecchio wallet Exodus è semplice: è sufficiente installare l’applicazione e nella pagina principale cliccare sul tasto Already have a wallet?

Seguendo il processo arriveremo a una finestra dove potremo inserire la seed phrase già in nostro possesso. Dopo che avremo confermato l’operazione e risposto alla domanda di conferma, avremo importato il vecchio wallet nell’applicazione.

Settings: personalizza il tuo wallet Exodus

Attraverso la pagina delle impostazioni possiamo modificare diversi aspetti del nostro Wallet Exodus.

Una volta premuto il tasto con il simbolo dell’ingranaggio, accederemo alla pagina dedicata. Poiché non servono grandi spiegazioni, descriveremo brevemente ciascuna funzione:

  • Assets: qui sarà possibile aggiungere o rimuovere delle criptovalute dalla lista presente nella schermata principale del portafoglio.
  • Devices: possiamo sincronizzare altri Exodus Wallet tramite la scansione di un codice QR, oppure creare un bridge tra l’hardware wallet Trezor e Exodus.
  • Personalize: in questa finestra possiamo personalizzare qualsiasi aspetto del nostro wallet, inclusa la valuta di base.
  • Security: dà la possibilità di bloccare il wallet dopo un tot di minuti passati senza utilizzarlo (Auto-lock).
  • Backup: possiamo cambiare la password che abbiamo scelto o rivedere la nostra seed phrase.

Come fare swap su Exodus: commissioni e limiti

Mediante questa funzione integrata dell’Exodus Wallet, potremo scambiare le nostre coin senza doverci muovere dal portafoglio.

Exodus ci impone una soglia di coin minima da scambiare, che varia in base all’asset. Ad esempio, per USDT corrisponde a 100 unità di questa crypto. Per non avere a che fare con questi limiti, è sufficiente passare alla versione Web3 di Exodus (ossia l’estensione browser).

Attenzione anche allo spread, che può essere importante (1% o più). Oltre a questo costo, chiaramente dovremo sostenere le spese in gas fee del/dei network che andremo a utilizzare nel corso dello swap. L’ammontare delle gas fee dipende dalla blockchain: alcune reti comportano alti costi, mentre per altre sono irrisori.

Il funzionamento è piuttosto semplice:

  1. Dalla pagina principale del wallet, clicchiamo sull’icona raffigurante le due frecce.
  2. Indichiamo nei due box quale criptovaluta vogliamo vendere e quale desideriamo ricevere. Le scritte “I have…” e “I want…” rendono tutto chiaro.
  3. Scriviamo la quantità di coin che desideriamo ottenere, oppure quella che intendiamo vendere. Exodus calcolerà in automatico il campo lasciato vuoto.
  4. Procediamo con lo swap, visualizzando prima della conferma finale un breve riepilogo.

La funzionalità swap è estremamente comoda perché ci permette di muoverci direttamente da wallet, effettuando anche scambi cross-chain senza ricorrere a piattaforme esterne.

Il punto a sfavore sta nei costi: lo spread è altino e su movimenti da migliaia di dollari/euro di controvalore può ammontare anche a decine di dollari/euro, se non di più (esperienza diretta e personale nel corso di alcuni test).

Come fare swap su Exodus: commissioni e limiti

Staking su Exodus: come funziona e quali crypto

Su Exodus è possibile mettere in staking nativo alcune criptovalute e ottenere una certa rendita. Ma cosa vuol dire fare staking crypto e perché ci dovrebbe essere riconosciuto un interesse per questo?

Ogni criptovaluta ha alle spalle una blockchain. La blockchain è un registro di consenso distribuito, dove ogni validatore ha il compito di confermare e creare un nuovo blocco della chain. Il lavoro svolto dai validatori per poter raggiungere il loro scopo è diverso a seconda dell’algoritmo che la blockchain in questione utilizza. Gli algoritmi più famosi ed utilizzati sono di due tipi: Proof of Work (PoW) e Proof of Stake (PoS).

Il Proof Of Stake, che è quello che ci interessa in questo caso, funziona tramite lo staking (bloccaggio) delle coin: l’utente vincola le proprie monete con lo scopo di creare un nodo validatore (o di supportarne uno già esistente) e svolgere di conseguenza il ruolo di controllore della blockchain. Per questo lavoro, il network ci premia pagandoci in token della rete che stiamo validando (ad esempio ADA per Cardano).

Quindi, quando facciamo staking mediante Exodus Wallet, l’applicazione unisce tutte le monete degli utenti e crea un nodo validatore. Guadagneremo così un interesse da cui Exodus sottrae una percentuale per il servizio.

Lo staking è accessibile dalla scheda Rewards, che si distingue per avere un’icona con il segno “+”. Da qui potremo visualizzare l’elenco delle crypto per cui la funzione è proposta, tra cui SOL, ADA e XTZ.

L’utilizzo è alla portata di tutti: basta depositare la soglia minima richiesta dall’applicazione e riceveremo a poco a poco delle ricompense. Nota: potrebbero esserci dei tempi tecnici per sbloccare dallo staking le crypto, perciò invitiamo a leggere bene le condizioni prima di procedere.

Staking su Exodus: come funziona e quali crypto

Exodus Wallet è sicuro? Pro, contro e limiti

Complessivamente sì, Exodus Wallet è una buona scelta anche in termini di sicurezza per chi vuole detenere delle criptovalute su un hot wallet non custodial.

Con oltre 10 anni di presenza, Exodus è uno di quei nomi che in molti conoscono e ha una lunga serie di miglioramenti sulla sicurezza alle spalle.

In aggiunta, il fatto che supporti tantissime criptovalute e blockchain è un plus non da poco: anziché dover settare diversi portafogli crypto, all’investitore medio potrebbe bastare anche solo Exodus. Perciò, ci sarebbero meno pensieri in termini di password e conservazione della seed phrase.

Passiamo agli aspetti negativi di Exodus, essenzialmente due:

  1. Non è open source. In un mondo in cui sicurezza digitale e privacy diventano sempre più importanti, l’open source dovrebbe essere un must-have.
  2. Ancor più importante, l’impossibilità di attivare l’autenticazione a 2 fattori, funzionalità ormai presente in quasi tutte le applicazioni competitor.

Proprio la 2FA è il limite che lascia con i dubbi sulla sicurezza. La documentazione ufficiale Exodus affronta il tema e spiega la motivazione di questa scelta. In poche parole, si sostiene che la 2FA non è disponibile in quanto Exodus non ha accesso alle informazioni necessarie per sbloccare il wallet nel caso in cui si dimenticassero gli accessi. Seppur il discorso sia sensato, un ulteriore step come l’autenticazione a due fattori garantirebbe quello strato di sicurezza in più.

Riassumiamo i pro e contro per non fare confusione.

Pro di Exodus

  • Supporta oltre 600 criptovalute e numerose blockchain
  • Non custodial
  • Completamente gratuito l’utilizzo come wallet
  • Funzionalità extra direttamente in wallet, come lo swap crypto
  • Non serve KYC
  • Facile e intuitivo da utilizzare
  • Fondato nel 2015, lunga storia alle spalle
  • Disponibile come app desktop, mobile ed estensione browser

Contro di Exodus

  • Le funzionalità extra possono costare più del normale
  • Il codice non è open source
  • Manca l’autenticazione a due fattori
  • Non custodial (pro, ma anche contro per gli utenti meno esperti)
  • Non supporta tutti gli hardware wallet, dipende dalla versione (esempio: Ledger solo su mobile)

Su quest’ultimo punto, specifichiamo che Ledger Nano X e Ledger Flex sono compatibili con Exodus Mobile.

Trezor è invece supportato su app desktop. Trezor Safe 7 è supportato anche da Exodus Mobile (fonte: documentazione hardware wallet Exodus).

Exodus Wallet recensione: vale la pena usarlo?

Parlerò in prima persona: a mio avviso sì, può valere la pena usarlo. Exodus è stato il mio primo wallet e, anche se oggi ne utilizzo altri, continua a fare parte della mia operatività di tanto in tanto.

Ha i suoi limiti, ma al tempo stesso è una soluzione comoda, dalla buona esperienza d’uso e che supporta numerose crypto e network. Chi ha meno esperienza, oppure non desidera operare in maniera avanzata, troverà in Exodus un wallet per criptovalute affidabile.

La possibilità di ricevere ricompense dallo staking di monete senza sforzo, se non depositarle, è sicuramente un plus di questa applicazione. Inoltre, essendo Exodus un light wallet, non avremo bisogno di occupare spazio prezioso nell’hard disk per scaricare lo storico passato di ogni moneta.

Consigliamo però di introdurre un hardware wallet per alzare le barriere di sicurezza e mettersi in uno stato di assoluta tranquillità. Nel nostro settore ci sono sempre minacce dietro l’angolo e con la prudenza non si esagera mai. Una soluzione raccomanda è quindi un hardware wallet Trezor; oppure, se operi da mobile, potresti impiegare un Ledger.

Quali sono le alternative a Exodus? Il mercato ne offre tante, ma se dovessimo scegliere un hot wallet disponibile in varie forme andremmo quasi certamente su MetaMask. I motivi sono molteplici, tra cui:

  • Completamente gratuito per l’utilizzo quotidiano, gli scambi ecc.
  • Open source, enorme punto a favore
  • Possibilità di integrare un hardware wallet
  • Supporto multi-chain
  • È il wallet crypto più integrato nel mondo Web3: troveremo sempre le “porte aperte”
  • Non custodial
  • Disponibile anche in versione mobile

Domande Frequenti

Sì, nel complesso Exodus Wallet è sicuro e con anni di sviluppo ed esperienza sulle spalle. Supporta anche Trezor e, su Exodus Mobile, Ledger. Manca però l’autenticazione a due fattori (2FA) e il software non è open source.

Sì, Exodus Wallet è completamente gratuito e privo di procedure di riconoscimento (KYC). Si devono però sostenere dei costi per alcune funzionalità, come quella di swap o acquisto da fiat currency. Le commissioni variano in base al provider di servizi a cui ci si appoggia durante l’operazione e possono essere abbastanza alte.

A marzo 2026, il sito ufficiale di Exodus elenca ben 609 criptovalute supportate, diverse delle quali su molteplici blockchain come Solana, Ethereum e i suoi principali Layer-2.

Exouds è un hot wallet software disponibile come app desktop (PC, Linux e MacOS), mobile (Android e iOS) ed estensione browser (Google Chrome e Brave Browser).

Conclusioni su Exodus Wallet

Exodus Wallet è uno dei migliori hot wallet esistenti al mondo e lo possiamo notare da diversi aspetti visti in precedenza.

Funziona perfettamente per qualsiasi persona voglia depositare e “holdare” le proprie cripto per molto tempo o anche solo per un periodo.

È molto intuitivo, oltre ad avere un design che, detto tra noi, è forse il più piacevole che abbiamo mai visto.

Nel complesso, Exodus funziona bene e il team di sviluppatori che ci lavora sta facendo un ottimo lavoro per tenerlo costantemente aggiornato.


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