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Chainlink, bridge tra blockchain e mondo reale

Di Gabriele Brambilla

Sulla scena dal 2017, Chainlink è un network di oracoli che connette diverse blockchain al mondo reale, fornendo dati di svariata natura

Chainlink, bridge tra blockchain e mondo reale

A cosa serve Chainlink?

Chainlink (LINK) è una rete decentralizzata di oracoli, davvero utile per approfittare al massimo delle potenzialità della blockchain.

Nel corso degli ultimi anni, il nostro settore sta vivendo una fase di enorme crescita. Infatti, questa tecnologia è sempre più adottata da grandi compagnie, piccole aziende e persino istituzioni e Stati.

Le applicazioni sono pressoché infinite ma l’obiettivo resta sempre lo stesso: ottimizzare tempistiche, sicurezza ed efficienza di un determinato processo.

Da investitori, la blockchain è fondamentale ma si presta maggiore attenzione agli asset che vi transitano. Invece, un attore economico impiega l’infrastruttura in modo più completo e personalizzato.

In tutto ciò, indipendentemente dalla tipologia di utente, gli smart contract rappresentano il cuore pulsante di questo mondo. Infatti, un investitore ne fa ampio uso nel mondo DeFi; al tempo stesso, una compagnia può impiegarli per raggiungere gli obiettivi più disparati.

La principale caratteristica degli smart contract è che consentono di rimuovere ogni tipo di intermediazione. Così facendo, abbiamo il totale controllo delle nostre azioni senza dover dipendere da una figura esterna.

Inoltre, è possibile programmare dei contratti ritagliati perfettamente sulle nostre esigenze, non c’è davvero alcun limite:

  • Vogliamo girare in automatico una certa somma a qualcuno, rispettando determinate tempistiche? Si può fare;
  • Desideriamo gestire gli orari di partenze e arrivi in un aeroporto? Non c’è problema;
  • Abbiamo la necessità di verificare la disponibilità di un pezzo di ricambio presso un deposito, pagandolo istantaneamente se presente? Anche questo è fattibile.

Sorge però un problema: come ottenere informazioni presenti nella vita reale? Negli esempi appena portati, gli ultimi due punti richiedono un bridge tra la blockchain e ciò che ci circonda.
Ancora, pensiamo a dei dati riguardanti le estrazioni della lotteria: in qualche modo dovranno arrivare al contratto.
Ci troviamo quindi di fronte a una grande criticità. Anzi, vi è dell’altro: le blockchain sono numerose, perciò la soluzione deve poter interagire con diverse realtà, non solo con Ethereum o Solana.

Beh, come accade quasi sempre, il nostro settore propone rimedi ingegnosi e innovativi…è davvero difficile metterlo in difficoltà!

Chainlink è il bridge che connette blockchain e mondo reale, garantendo che gli smart contract possano essere sfruttati al massimo delle loro potenzialità.

Ok, niente anticipazioni, rimandiamo tutto ai paragrafi successivi!

Che cos'è una rete di oracoli (oracle network)?

Prima di addentrarci nel discorso riguardante Chainlink, è fondamentale capire che cos’è un oracle network.

In breve, si tratta di una struttura in grado di mettere in comunicazione ciò che è off-chain con la blockchain stessa e gli smart contract.

Il concetto è abbastanza semplice: il contratto può essere sviluppato per gestire ogni tipo di informazione. Quest’ultima deve però provenire da qualche parte, non viene assimilata in automatico. Pensiamo al computer: possiamo inviare e-mail e condividere articoli sulle criptovalute, però questi sono stati creati e caricati da qualcuno.

Una rete di oracoli si occupa proprio di fornire dati e fare da ponte tra digitale e reale; nel nostro caso, tra smart contract e reale, giusto per non confonderci.

Non solo: il network segue anche tutte le fasi di controllo e verifica dei dati e delle fonti.
Portando un altro esempio, il servizio non si limiterà a prendere i risultati dell’ultimo GP di Formula 1 e spostarli sullo smart contract. Provvederà infatti a incrociare le informazioni ottenute da diverse fonti, autenticando quelle reali e scartando le inesattezze.

Un oracle network impiega varie soluzioni informatiche per compiere il proprio incarico, fra cui spiccano le API. Insomma, c’è dietro un gran lavoro di sviluppo da parte di esperti programmatori.

Ora che abbiamo le idee più chiare, passiamo al soggetto del nostro approfondimento: Chainlink (LINK).

Come funziona Chainlink?

Come anticipato e ormai intuibile, Chainlink è un oracle network decentralizzato, sviluppato sulla blockchain Ethereum. L’obiettivo chiave è quello di spostare dei dati dal mondo reale agli smart contract (da off-chain a on-chain e viceversa).

Attenzione però, non è tutto: oltre a trasferire informazioni, Chainlink provvede anche a verificarle e autenticarle, nonché a garantire l’impossibilità di manometterle una volta pubblicate sulla blockchain.

I dati interessati possono essere di svariato tipo, non ci sono limitazioni se non quelle di ogni specifico smart contract. Perciò, dai risultati sportivi alla verifica della disponibilità di fondi, è potenzialmente possibile fare qualsiasi cosa.

Come evidenziato nell’introduzione, Chainlink risolve il problema derivante dalla mancanza di un ponte tra i mondi off-chain e on-chain. Avevamo inoltre sottolineato l’esigenza di comunicare con diversi network.

La soluzione proposta fa esattamente questo e interagisce con più blockchain simultaneamente. Ciò significa che qualsiasi sia il dato, esso arriverà su tutti gli smart contract di nostro interesse contemporaneamente, togliendoci tantissimi pensieri.

Proviamo a pensare a un’applicazione meteo che sfrutta Ethereum (ETH)Solana (SOL). Ecco, grazie a Chainlink, gli aggiornamenti dalle stazioni meteorologiche verranno indirizzati sui diversi smart contract senza alcuno sforzo, totalmente in automatico.

Chainlink dispone di svariati fornitori da cui acquista i dati da pubblicare poi sulle blockchain. Esatto: il servizio non si limita a trasferirli e verificarli ma li procura pure!
Le informazioni sono affidabili in quanto autenticate. Inoltre, i provider che le procurano sono incentivati a far sì che siano reali e di qualità, pena la rimozione dal network e conseguente danno economico.

La mole di informazioni disponibile è davvero grande, nell’ordine di migliaia e migliaia di dati riguardanti molteplici realtà.

Come funziona Chainlink?

Che cos'è Chainlink?

Ignoriamo momentaneamente l’immagine: ci torneremo tra qualche riga.

Tecnicamente, questo network è decisamente complesso. Però, il funzionamento base può essere suddiviso in alcuni passaggi, risultando più semplice da descrivere…vediamolo subito!

Tutto parte da uno sviluppatore/team/progetto che necessita di ottenere determinati dati su uno smart contract, magari aggiornati a cadenze regolari.
Chainlink analizza le esigenze di questa entità e le incrocia con gli oracoli a disposizione, selezionando quelli adatti al caso. Ad esempio, se lo smart contract dovesse ricevere i risultati delle partite di calcio del campionato spagnolo, Chainlink abbinerà dei provider che si occupano proprio di questo campo.

In seguito, lo sviluppatore (o il team, oppure il CEO, ecc.) sarà tenuto a depositare dei token Chainlink (LINK) nel contratto che andrà a stipulare. Questa somma servirà per ripagare gli oracoli, ovviamente se le informazioni saranno di qualità e in linea con quanto stabilito.

Per garantire che tutto proceda secondo i piani, gli utenti devono utilizzare il Service Level Agreement (SLA). Si tratta di un software in cui indicare ciò di cui si ha bisogno, in modo tale da non creare alcun tipo di incomprensione.

Nella seconda fase, gli oracoli designati possono rimboccarsi le maniche. Qui le informazioni vengono ricercate e immesse nel network. In seguito, Chainlink aggrega i dati, li incrocia, verifica ed elimina le inesattezze.

Infine, il pacchetto di informazioni si sposta sulla blockchain del cliente.

Grazie al procedimento descritto, quanto ricevuto sarà esatto e affidabile, evitando perdite di tempo dovute a ulteriori verifiche.

A questo punto, il flusso può proseguire a tempo indeterminato. Questa soluzione è perfetta per realtà che necessitino di aggiornamenti continui, come un portale che trasmette i prezzi delle principali criptovalute o del mercato azionario.

Ora l’immagine posizionata qualche riga sopra dovrebbe essere più chiara. Essa mostra una struttura di Smart Bond.
Prestiamo attenzione al ruolo di ponte rivestito da Chainlink nell’interazione tra dati del mercato (tassi d’interesse di ogni singola banca) e circuito SWIFT, integrando inoltre il rating proveniente da Standard & Poor’s. Un’architettura complessa ma decisamente leggera, più economica e sicura rispetto a soluzioni non blockchain.

Diamo ora un’occhiata a un paio di casi d’uso reali.

Casi d’uso di Chainlink: Celsius Network e Trader Joe

Chainlink è un progetto lanciato nel giugno 2017 per mano di Sergey Nazarov e Steve Ellis, fondatori dell’azienda Smartcontract.com, oggi diventata Chainlink Labs.

Vero pioniere del settore, Chainlink ha nel tempo acquisito un’importante reputazione. Infatti, diverse compagnie e realtà di spicco ne sfruttano le soluzioni per risolvere svariati problemi. Abbiamo voluto citare due attori noti dei mondi CeFi e DeFi: Celsius e Trader Joe.

La prima è una delle più famose realtà della finanza centralizzata, ottima per ricevere rendita passiva in semplicità e sicurezza. Non hai un account? Ecco il link con cui potrai iscriverti a Celsius Network.

Celsius impiega Chainlink per garantire sicurezza, automazione e decentralizzazione nell’audit sulle riserve di diversi wrapped token propri.
Nello specifico, gli audit manuali sono stati sostituiti da un processo automatico, in tempo reale e protetto dalla crittografia.

Trader Joe è invece la piattaforma DeFi di riferimento dell’ecosistema Avalanche (AVAX).

In questo caso, il portale era in cerca di un sistema sicuro e rapido per la gestione di borrowing e lending, con focus sul valore degli asset.
Oggi, il Chainlink Price Feed garantisce che i prezzi di operatività siano quelli reali, evitando quindi di incappare in errori.

Sulla pagina ufficiale di Chainlink, chain.link, sono presenti altri interessanti casi d’uso.

Chainlink è quindi un network che soddisfa richieste molto diverse tra loro e potenzia ulteriormente le possibilità offerte dalla blockchain.

Resta una domanda: come può l’utente comune entrare in questo mondo senza dover sviluppare un’applicazione ad hoc? Molto semplice: basta investire sul token Chainlink (LINK). Facciamo quindi la sua conoscenza!

Come funziona Chainlink?

Prezzo Chainlink LINK e tokenomics

Chainlink (LINK) è il token del network.

La supply è di 1 miliardo di esemplari, di cui quasi 600 milioni sono attualmente in circolazione.

L’allocazione segue queste percentuali:

  • 30% al team del progetto (costantemente impegnato nei lavori di miglioramento e manutenzione dello stesso);
  • 35% indirizzato alla vendita al pubblico;
  • 35% destinata agli oracoli e garanti della sicurezza del network.

Nella ICO di settembre 2017, il token fu venduto a 11 centesimi. Oggi viene scambiato a circa 20$…fortunati gli early investors!

La market cap attuale si aggira intorno agli 8 miliardi di dollari americani. Questo valore ha sfiorato i 22,5 durante l’all-time high avvenuto a maggio 2021 (prezzo oltre i 52$).

LINK è un ERC-677 token, di fatto un’estensione dei famosi ERC-20 di Ethereum.

Il suo caso d’uso principale è quello di pagare gli oracoli per il loro servizio.
Inoltre, LINK viene depositato dagli utilizzatori all’interno dello SLA, l’agreement di cui abbiamo accennato nel paragrafo precedente.

Detenere LINK non richiede particolari wallet in quanto assolutamente compatibile con tutti quelli che supportano i token ERC-20. Perciò, Metamask e Trust Wallet possono essere tranquillamente impiegati.

Riguardo all’investimento in Chainlink, potrebbe trattarsi di una buona scelta.

Dopotutto è un network valido, pensato per risolvere un problema specifico e reale.
Inoltre, si può pensare che in futuro le soluzioni proposte da questa realtà saranno sempre più richieste: se l’integrazione della blockchain dovesse proseguire, servirebbero sicuramente dei ponti tra mondi off-chain e on-chain.

Inoltre, il 2022 dovrebbe finalmente dare la possibilità agli holder di Chainlink (LINK) di metterlo in stake, cosa finora non possibile. In questo modo si potrà generare una rendita costante nel tempo e l’asset guadagnerà ulteriore valore intrinseco.

Tuttavia, i nostri non sono consigli finanziari e questo token potrebbe non essere adatto a tutte le strategie di investimento. Basta dare un’occhiata al grafico: l’andamento è decisamente movimentato.

Per togliersi ogni dubbio, una buona analisi fondamentale è quello che ci vuole.

Quanto costa un Chainlink? Ecco l’andamento in tempo reale di LINK/USD (grafico di Coinbase su piattaforma TradingView):

Dove posso comprare Chainlink?

La coin LINK è disponibile su pressoché tutti i grandi exchange centralizzati come Bybit, Binance e Crypto.com.

È inoltre possibile comprare e vendere mediante i DEX, dove è piuttosto diffusa. Qualche nome utile: Uniswap, PancakeSwap e Sushi.

Chainlink: più grande di quello che sembra?

Dopo quanto scritto dovrebbe sorgere una domanda: Chainlink potrebbe essere un futuro leader del settore?

La blockchain viene sempre più integrata da compagnie, aziende e Stati. Rivestire il ruolo di collante tra on-chain e off-chain, fornendo inoltre informazioni affidabili e automatizzate, beh, mette davvero in una posizione di spicco.

Effettivamente Chainlink potrebbe diventare qualcosa di più grande rispetto a quello che è oggi. Certo, la concorrenza non starà a guardare e potrebbero farsi vive delle alternative ancor più ingegnose e moderne. Tuttavia, oggi lo scettro va a questo network.

In un panorama molto caotico, ricco di progetti che si “pestano i piedi” a vicenda e che sgomitano, Chainlink propone una soluzione originale, utile e soprattutto già collaudata e funzionante.

Da utenti comuni, è assai probabile essere entrati in contatto con un servizio di questo network senza averlo neppure notato.

Concludendo, Chainlink fa bene ciò che si prefissa. Se il futuro dovesse proseguire su questa strada, ne sentiremo parecchio parlare.


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