La Cina risponde ai Dazi con tariffe del 34%: Bitcoin giù a $83k
Di Daniele Corno
Dopo la manovra di Trump arrivano le prime risposte: 34% di tariffe per le importazioni USA in Cina, mercati e Bitcoin giù

La Cina risponde agli USA
Come da pronostico, era solo questione di tempo prima di una risposta da parte degli stati colpiti dopo i nuovi Dazi imposti da Donald Trump.
Tra tutti, attua in primo luogo la sua contromisura la Cina. A partire dal 10 aprile, secondo quanto comunicato dal ministero delle finanze cinese, tutte le importazioni provenienti dagli USA saranno soggette a tariffe extra del 34%.
Si tratta solamente della prima contromisura attuata da uno dei principali competitor degli Stati Uniti, in quella che per molti, sarà una guerra commerciale da combattere nel corso dei prossimi mesi.
L’impatto si percepisce in maniera diretta sui grafici che, di tutta risposta, proseguono a ribasso con un veloce affondo. La volatilità torna di nuovo a preoccupare e il VIX, anche detto indice della paura, schizza a rialzo con un +30% e valori pari a 40, livelli mai toccati dal precedente 5 agosto 2024.
Impatto diretto sulle Borse e su Bitcoin
Le borse USA hanno reagito con un diretto ribasso sull’annuncio delle tariffe Cinesi, a poche ore dall’apertura delle contrattazioni.
In attesa dei dati sul tasso di disoccupazione e sulle buste paga non agricole, la volatilità si alza e i ribassi continuano.
Standard & Poor’s 500 in meno di un ora perde il 2%, seguito da Nasdaq 100 e Russel 2000 in perdita del -2.5%. Per Bitcoin la sorte non è diversa anche se le percentuali, sono minori di Nasdaq e Russel. Dopo aver infatti tentato il recupero degli $84.500, il prezzo ha subito una rapida correzione, tornando, al momento della scrittura, a valori inferiori ad $83.000.
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