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Beni rifugio: l’oro meglio di Bitcoin. Aspettative tradite?
Di Davide Grammatica
Mentre l’oro viaggia sui suoi ATH in parallelo alle tensioni commerciali innescate da Trump, Bitcoin sembra soffrire più di quanto ci si aspettasse

L’oro overperforma Bitcoin
Così come il mercato azionario, Bitcoin sembra soffrire non poco l’incertezza degli investitori causata dalle nuove politiche commerciali di Trump. I dazi, soprattutto, non sono compensati da un atteggiamento pro-crypto della nuova amministrazione Usa, e così tutto il settore crypto registra un calo da cui sarà difficile ripartire (almeno nel breve termine).
Fa effetto, in questo contesto, vedere come l’oro stia invece riaffermando il suo status di “bene rifugio”, con il suo prezzo in questi giorni al suo ATH assoluto, intorno ai 90 euro al grammo.
Evidentemente, gli investitori cercano stabilità, e l’oro risponde a questa esigenza molto più di quanto non faccia Bitcoin, che nonostante le intenzioni rimane molto più legato all’andamento del mercato azionario.
Di per sé, l’ambizione di BTC di essere un “bene rifugio” è ancora più una speranza ad oggi, che trova le sue motivazioni nella natura stessa dell’asset, e per questo sono da prendere con le pinze le dichiarazioni di “fallimento” da questo punto di vista.
BTC bene rifugio, ma non ora
La “promessa”, tuttavia, rimane concreta. Secondo gli analisti, non basteranno queste turbolenze dei mercati a compromettere la traiettoria a lungo termine di Bitcoin verso la trasformazione in un bene rifugio, soprattutto fino a quando BTC non si avvicinerà concretamente alla capitalizzazione dell’oro.
In questi giorni, BTC sembra essere più sensibile ai cambiamenti nelle prospettive di crescita globale, ma rimane allo stesso tempo il contendente primario per diventare la prossima “riserva” mondiale, a maggior ragione, secondo gli analisti di Bitwise, “in uno scenario in cui dovesse verificarsi una recessione negli Stati Uniti”.
Il calo della prima criptovaluta nel mese di febbraio è il più rilevante dal 2014, e per questo occorrerà conquistare maggiore fiducia nei confronti dei principali gestori di fondi globali, che non considerano ancora BTC affidabile da questo punto di vista.
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