Bitcoin: l’ex pres di PayPal punta sul Lightning Network
Di Davide Grammatica
David Marcus, ex presidente di PayPal, ha presentato la sua nuova startup Lightspark, basata sulla rete Bitcoin e improntata al miglioramento del Lightning Network
Bitcoin e le prospettive del Lightning Network
David Marcus, ex presidente di PayPal, ha svelato nelle ultime pre la suite di prodotti di Lightspark, la sua nuova startup. Nasce a seguito di una tumultuosa carriera nello spazio crypto, caratterizzata principalmente dall’esperienza in Facebook e dal tentativo di lanciare la propria moneta digitale. Ora, Lightspark ha raccolto circa 173 milioni di dollari, per una valutazione di circa un miliardo, con il sostegno di realtà come a16z Crypto, Paradigm, Coatue e Matrix Partners.
Si basa sulla rete Bitcoin, e in particolare sul Layer-2 Lightning Network, il quale oltre ad essere il centro del progetto rappresenta la scommessa su cui insistere per conseguire, secondo Marcus, gli obbiettivi correlati alla mass adoption. Un percorso migliore, soprattutto se paragonato a blockchain alternative, per le dimensioni della realtà Bitcoin e per una base normativa più sicura.
Lightspark si occuperebbe di revisionare i processi mediante i quali i partecipanti al mercato si connettono al Lightning, ovvero canali di pagamento peer-to-peer off-chain.
Il problema fondamentale del Lightning, infatti, sarebbe solamente quello di non aver fatto breccia nel mercato, nonostante sia stato annunciato come metodo più efficace per scalare Bitcoin. Gran parte del suo potenziale, ha affermato Marcus, sarebbe frenato dal lungo processo di gestione dei nodi e dalla sua interazione nella rete.
Nuove soluzioni di Bitcoin
I prodotti di Lighspark consentirebbero quindi agli utenti di integrare la piattaforma per supportare transazioni BTC istantanee sulla rete Lightning. E in particolare eliminerebbe la necessità di trovare “equilibrio” tra transazioni in entrata e transazioni in uscita.
Per farlo, Lightspark sfrutterebbe anche l’AI, per prevedere le concentrazioni di liquidità e automatizzare il processo di bilanciamento del canale.
Ciò, in prospettiva, potrebbe aiutare le aziende più piccole che desiderano supportare i pagamenti Lightning, e soprattutto farlo senza creare grandi team di tecnici del settore. Una soluzione per molti attori indipendenti, come centinaia di negozi al dettaglio, che potranno iniziare a offrire pagamenti più affidabili.
E da un altro punti di vista, se anche dovesse passare ancora molto tempo prima che le persone possano pagarsi il caffè con il Lightning Network, il vero colpo potrebbe essere per Lightspark sostituire l’hub di scambio fiat/crypto (l’infrastruttura SEN) precedentemente in mano a Signature Bank e Silvergate, e offrire quindi una nuova soluzione per i mercati sul Lightning Network.
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