Bitcoin e oro crollano insieme. Dove stanno andando i soldi?
BTC e oro finiscono tra le peggiori asset class del 2026: una combinazione rara, e che segnala un cambio profondo nella gestione del rischio
Bitcoin, oro e storia insolita
Bitcoin e l’oro risultano tra le peggiori asset class principali del 2026. Si registra un –35% da inizio anno per BTC, mentre l’oro perde circa il 6%.
Raramente, nella loro storia in comune, i due asset si sono mossi così male nello stesso momento. L’oro, soprattutto negli ultimi anni, ha beneficiato di chi ha ridotto l’esposizione agli asset più rischiosi. Al contrario, quando ha dominato l’appetito per il rischio, Bitcoin ha attratto molti capitali.
Nel 2026 questo schema sembra essersi rotto. Non si era mai vista una situazione simile in un anno solare, e la ragione non sembra legata a un solo fattore.
A pesare sono tassi ancora elevati, tensioni geopolitiche intense e un aumento degli attacchi informatici nel settore crypto. Il risultato è stato un contesto in cui gli investitori hanno ridotto l’esposizione sia ai beni rifugio tradizionali, sia alle alternative digitali.
Il denaro non si è semplicemente spostato da Bitcoin verso l’oro, come avvenuto in molte fasi di stress. Questa volta, una parte importante del capitale sembra aver cercato rifugio altrove, privilegiando asset con rendimenti migliori o profili di rischio percepiti come più “chiari”.
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La correlazione cambia segno
Nel corso dell’ultimo anno, i due asset si sono mossi spesso in modo alternato, con una correlazione passata più volte da positiva a negativa. Nella seconda metà del 2025, Bitcoin era ancora sopra i 110.000 dollari, mentre l’oro continuava a salire in modo più regolare.
Poi il quadro è cambiato. Bitcoin ha iniziato una correzione molto più profonda a partire da febbraio 2026. In una prima fase, l’oro ha retto meglio, confermando il proprio ruolo storico di protezione nei momenti di turbolenza. A giugno, però, anche l’oro ha cominciato a perdere terreno. Ed è qui che la correlazione tra i due asset si è concretizzata.
In passato, Bitcoin e oro hanno spesso reagito in modo diverso agli shock dei mercati. Durante la crisi Covid del 2020, così come in altri momenti di forte incertezza geopolitica, i due asset non si sono sempre mossi nella stessa direzione. In alcune fasi, l’oro ha funzionato da bene rifugio classico, mentre Bitcoin ha reagito più come asset speculativo legato alla liquidità.
Il mercato ora non sta premiando automaticamente né l’oro né Bitcoin, e questo suggerisce come gli investitori non stiano solo “vendendo il rischio”, ma anche rivalutando dove conservare valore in un contesto di tassi alti, volatilità geopolitica e minore fiducia nelle narrative tradizionali.
Bitcoin non è ancora percepito come oro digitale nei momenti di stress estremo, ma anche l’oro non sembra più immune dalle pressioni di liquidità. Se Bitcoin vuole consolidare la narrativa di riserva di valore alternativa, dovrà dimostrare di saper resistere meglio quando i mercati entrano in modalità difensiva.
Dove finiscono i soldi?
Se BTC e oro non attraggono più gli investitori, che direzione hanno preso i capitali? Se guardiamo ai retail, i dati suggeriscono che uno dei canali primari sembra essere il settore dei semiconduttori.
A fronte di 12 miliardi di dollari usciti dagli ETF da aprile a oggi, i fondi sui chip ne avrebbero accolti 20. Il cambiamento si è intensificato a metà maggio, quando i deflussi dai fondi sull’oro e su BTC sono più che triplicati, mentre gli afflussi negli ETF sui semiconduttori sono raddoppiati.
Retail investors appear to be rotating out of gold and Bitcoin into semiconductor stocks:
Since April, US gold and Bitcoin ETFs have posted -$12 billion in cumulative outflows.
Over the same period, US semiconductor ETFs have attracted +$20 billion in cumulative inflows.
This… pic.twitter.com/VHuDTB0nyN
— The Kobeissi Letter (@KobeissiLetter) June 27, 2026
Il più grande ETF sull’oro statunitense, GLD, è in calo del 13% dall’inizio di aprile, e il più grande ETF sul bitcoin, IBIT, è in calo del 12%. Al contrario, gli ETF sui semiconduttori SOXX e SMH sono in rialzo rispettivamente dell’81% e del 60%.
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