Crollo Terra-Luna: accusa a Jump Trading e causa per $4 miliardi
Dopo tre anni, il caso Terra-Luna procede. 15 anni di carcere per Do Kwon e accusa da $4 miliardi verso Jump Trading
Terraform Labs fa causa a Jump Trading
Il caso Terra-Luna procede e arrivano novità. Solo pochi giorni fa, Do Kwon è stato dichiarato colpevole e dovrà scontare 15 anni di pena ma, oggi, l’attenzione ricade su un altro attore di mercato.
Il liquidatore di Terraform Labs, ha infatti intentato una causa da $4 miliardi nei confronti di Jump Trading, accusato di aver accumulato enormi profitti dal crollo dell’ecosistema nel maggio del 2022.
Secondo un rapporto del Wall Street Journal, l’azione legale sostiene che Jump Trading avesse stretto un accordo in “backdoor” con Terraform Labs prima del crollo, per gonfiare il valore della stablecoin TerraUSD prima dell’implosione del sistema.
Todd Snyder, amministratore del piano di liquidazione, ha infatti accusato il co-fondatore William DiSomma e l’ex presidente Kanav Kariya per aver “sfruttato attivamente” l’ecosistema Terra-Luna, ottenendo profitti miliardari dal crollo. In pochi giorni, ricordiamo, il collasso dell’ecosistema ha completamente eroso un valore di circa $40 miliardi di dollari.
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Il ruolo di Jump e le accuse SEC
Il legame tra Terraform Labs e Jump Trading non è di certo una novità. Già nei report condivisi dalla SEC relativi alle indagini sul crollo, si evince di come Jump fosse intervenuta nel maggio 2021 per acquistare TerraUSD dopo una temporanea perdita del peg in cambio di token LUNA sbloccati in anticipo e venduti successivamente a mercato.
Solamente questa operazione, secondo i numeri condivisi dalla SEC, avrebbe generato un profitto netto di oltre $1.2 miliardi di dollari. La questione si era poi conclusa con un accordo da $120 milioni di dollari ma ad oggi, le accuse persistono.
Jump Trading, in questo caso, respinge tutte le accuse e afferma che si difenderà in questa causa, definita come un tentativo di scaricare responsabilità verso terzi.
D’altronde, ricordiamo, parliamo di un fallimento correlato alla “teoria dei giochi” intrinseca del protocollo. Con certezza, gli attori coinvolti hanno innescato la miccia, ma il libero mercato, in conclusione, ha giocato il suo ruolo definitivo.