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Decentralizzazione: facciamo chiarezza

Comprendere la decentralizzazione è fondamentale per conoscere non solo le criptovalute, ma anche il motivo per il quale sono state create

Decentralizzazione: facciamo chiarezza

Che cosa si intende

Si potrebbe dire, utilizzando una similitudine, che la decentralizzazione è come uno spettro: alcune blockchain sono più decentralizzate di altre, e in gradi differenti e a seconda di come queste funzionano. 

La decentralizzazione di una blockchain proof-of-work (POW) può essere misurata dalla dimensione del suo hash rate cumulativo e dal numero di nodi in cui è divisa, mentre una proof-of-stake (POS) dalla percentuale della supply di una coin in staking sulla rete. E influiscono sull’analisi anche fattori come la governance e la gestione dello sviluppo del progetto in questione. 

Ma per intenderci, un servizio decentralizzato consiste in niente di meno di un processo gestito da un collettivo, che si muove nelle decisioni utilizzando il criterio della maggioranza. Bitcoin, per esempio, dipende nei suoi attributi e nelle sue funzioni dalla partecipazione attiva dei membri della sua rete. 

Conoscere le criptovalute

I sistemi centralizzati, o sistemi in cui un’entità precisa ne detiene il controllo, possono cadere spesso in problemi di conflitto d’interesse. Succede in qualsiasi società del mondo moderno, ma questa osservazione implica anche la constatazione di una suscettibilità più rilevante ad un attacco esterno, o “punto di errore”. Al contrario, un sistema decentralizzato non ha questa criticità, poiché in esso non si possono apportare modifiche a meno che la maggioranza delle parti partecipanti non sia d’accordo. E Bitcoin è forse il primo vero esempio di sistema senza un’autorità centrale (per ora, funzionante).

Anche un punto di vista storico potrebbe aiutare a capirne le origini e il funzionamento. Bitcoin è nato dalla crisi finanziaria del 2008, quando le banche venivano salvate dagli stati e la Federal Reserve (come pure l’Ue) utilizzava il quantitative easing per rallentare la recessione. Tutto ciò era forse giusto nei confronti dei cittadini? Un ente statale poteva decidere deliberatamente sull’espansione o la contrazione dell’offerta di una valuta? A prescindere dalla risposta, Bitcoin nasce per contrastare queste dinamiche, ponendosi come strumento al servizio dell’inclusione finanziaria, e come argine alla privazione dei diritti civili per chi fosse impossibilitato ad accedere a prodotti finanziari. Una sorta di rivoluzione, per una nuova rete monetaria globale, costruita dalle persone e per le persone, senza alcuna restrizione.

Da tutto questo discorso, conseguentemente, deriva la portata di valore della decentralizzazione, che se applicata o riconosciuta in altre criptovalute in minor misura, può determinare il discredito del progetto. La mancata decentralizzazione, nel mondo crypto di oggi, è spesso biasimata. 

"Bitcoin nasce per contrastare queste dinamiche, ponendosi come strumento al servizio dell’inclusione finanziaria"

I gradi di decentralizzazione

Un sistema decentralizzato può essere difficile da misurare, soprattutto quando si confrontano blockchain con protocolli differenti. Fortunatamente, queste condividono caratteristiche sufficienti per valutarne la decentralizzazione, e potrebbe stupire qualcuno il fatto che quelle più popolari non coincidono spesso con quelle più decentralizzate.

Le blockchain proof-of-work, come Bitcoin, dipendono dai miner e dai nodi, e la loro decentralizzazione (e sicurezza) è direttamente proporzionale al numero di questi ultimi. O, in altre parole, dall’hash rate e su quante entità questo è distribuito. Le blockchain proof-of-stake, invece, si basano su validatori e pool di staking. Maggiore è la percentuale della fornitura di token in staking, maggiore sarà il livello di decentralizzazione. Le blockchain dei token più popolari (oltre a BTC e ETH) seguono tutte questa dinamica, e differiscono tra di loro solo nella differenza della “diffusione” dello staking tra i vari validatori, e il numero di questi: parliamo di Binance Coin (BNB), Terra (LUNA), Solana (SOL) e Cardano (ADA). 

Bitcoin però meriterebbe un capitolo a parte. In principio BTC doveva essere accessibile a tutti. I primi nodi venivano eseguiti su computer domestici, e di base il mining non richiedeva un hardware specializzato. Ad oggi, però, la situazione è cambiata drasticamente, da quando qualcuno è riuscito a minare Bitcoin utilizzando una GPU. Da quel momento, il mining è diventato un mercato ultra competitivo, e si sono formate addirittura vere e proprie società il cui business è soddisfare la domanda di chip da dedicare alla produzione di Bitcoin. Il processo ha sicuramente aumentato la sicurezza della rete, ma ne ha anche limitato l’accessibilità. 

La governance

Anche la gestione di una blockchain influisce direttamente sul livello di decentraliazzazione. Alcune si affidano a team di sviluppo ristretti, spesso comunque votati a decentralizzare il proprio ruolo nel tempo. Altre, come Bitcoin, si fondano sulla community. Funzionano così la maggior parte delle blockchain POW, i cui membri della community possono presentare proposte di miglioramento. Se poi la maggioranza degli operatori di nodi concorda, la community procederà con l’integrazione delle modifiche nel codice. 

La governance e lo sviluppo delle blockchain POS sono invece in gran parte guidati dai team di sviluppo. Una caratteristica che però, nella maggior parte dei casi, è anche una necessità: molto spesso gli obbiettivi di una squadra hanno bisogno di una guida per essere raggiunti. Ma in ogni caso, per ogni nuova modifica, i validatori della rete devono comunque accettare e scaricare le modifiche, affinché possano essere effettivamente implementate. Se poi il team di sviluppo controlla una grande percentuale di validatori, allora il problema non si pone, e potrà implementare le modifiche unilateralmente. 

Infine, è sempre curioso notare, e fa bene ricordarlo, come Satoshi Nakamoto (pseudonimo del fondatore di Bitcoin) sia rivestito di uno status di semi-divinità quando, conti alla mano, non ha mai avuto e non ha nessun controllo sulla direzione di BTC. Sintomo della confusione che regna nell’ecosistema crypto? Probabile, ma in ogni caso la decentralizzazione (di Bitcoin in primis) rappresenta un porto sicuro per la valutazione di un progetto, e il veicolo delle innovazioni di tutto il settore.


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