ETF spot Bitcoin: I primi dati, dopo una svolta storica

Di Matteo Bertonazzi

Dopo sette giorni è già tempo di fare una diagnosi dei nuovi ETF spot Bitcoin, per capire come la domanda di questo strumento potrà condizionare il mercato

ETF spot Bitcoin: I primi dati, dopo una svolta storica

ETF spot BTC: la prima settimana

Questo focus on è stato pubblicato in esclusiva sulla nostra newsletter Whale Weekend del 19 gennaio 2024. Iscriviti per non perdere articoli inediti, analisi, news della settimana e tanto altro ancora!

È passata una settimana dall’approvazione del primo ETF spot Bitcoin. A questo punto si possono fare diverse considerazioni sugli effettivi benefici o svantaggi di questo prodotto, ma quello di cui si può discutere poco sono i dati relativi all’attività di questo strumento.

Gli ETF sono uno strumento che negli ultimi anni ha avuto una trazione esorbitante, sia tra investitori retail sia per investitori istituzionali. Dal 2009 ad oggi, seguendo la curva di adozione, gli ETF si posizionano secondi solo dopo gli smartphone e al di sopra dei social media.

La nascita di questo veicolo di investimento risale al periodo tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90, grazie alla domanda sempre maggiore di strumenti di investimento differenziati e, con il lancio del primo vero ETF regolamentato nel 1993, si è aperto un mercato che ad oggi si attesta intorno ai $6mila miliardi.

Essendo strumenti di investimento, si tende a valutare l’andamento principalmente sul lungo periodo, ma anche i dati relativi al lancio e alla trazione dei primi mesi possono parlare chiaramente della presenza o meno di domanda per quel tipo di strumento.

Di seguito, possiamo osservare una lista dei principali ETF per flussi di investimento calcolati nei primi 36 mesi. Portiamo questo grafico all’inizio di questo focus perché, nonostante i dati bullish e le previsioni bearish che si possono valutare nel breve periodo, questo rimane indifferente se non si tiene in conto di come potrebbe performare nel medio-lungo periodo.

Una variabile decisiva per il futuro di BTC

Il lancio dell’ETF su Bitcoin segna un momento decisivo per la storia di questo asset, aprendo definitivamente le porte agli investitori istituzionali tramite uno strumento regolamentato, che non permette agli emittenti di manovrare il prezzo, garantisce accesso diretto all’asset e ne conferma la natura di strumento di investimento serio.

Nella newsletter della scorsa settimana, uscita proprio il giorno seguente all’approvazione degli ETF, abbiamo osservato come lo “sharpe ratio” porterà i gestori di portafoglio e i consulenti finanziari a dover inserire tra le offerte anche gli strumenti sulle criptovalute (per ora solo BTC), ma quanti effettivamente utilizzano gli ETF come strumento di investimento nella finanza tradizionale?

Secondo questa ricerca di Visual Capitalist, non solo è lo strumento preferito tra i consulenti finanziari, ma la metà di loro programma addirittura di aumentare la propria esposizione a strumenti di questo tipo.

Glossario ETF

Prima di affrontare come si sono comportati i 9 ETF spot approvati dalla SEC l’11 Gennaio, vogliamo lasciarvi alcune definizioni utili che potranno servirvi nella comprensione delle parti successive, e che in generale aumenteranno la consapevolezza rispetto al mondo della finanza tradizionale.

Alpha: Misura dell’extra rendimento di un fondo rispetto al benchmark

Benchmark: Un indice in riferimento al quale si misura l’ETF, in termini di performance relativa, rischio o altri parametri di confronto utili.

Basso Beta: Un titolo che in passato ha dimostrato una volatilità della quotazione inferiore rispetto al mercato in generale.

Flottante: Si riferisce all’importo delle azioni di una società che può essere acquistato da investitori pubblici o istituzionali sul mercato aperto.

KID: Il Documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KIID, per gli ETF) e il Documento contenente le informazioni chiave (KID, per gli ETC) sono documenti normativi che forniscono agli investitori informazioni importanti su un investimento specifico.

NAV: Il valore patrimoniale netto (NAV ma anche VPN) è il valore totale delle attività del fondo, meno le passività, in un determinato momento di calcolo della valutazione.

AUM: Misura il valore totale dell’ETF ad un preciso prezzo di valutazione.

Authorized participants: Anche definiti Market Maker, sono spesso grandi banche o trading firm dedicate che forniscono liquidità all’ETF. Sono anche coloro che soprassiedono alla creazione e alla distruzione di azioni dell’ETF

Custodian: Il ruolo principale dei custodian è quello di detenere e conservare gli asset che fanno da sottostante all’ETF, e forniscono anche la facilitazione del trading, settlement delle transazioni e chiarimenti per la creazione-distruzione

Le funzionalità

Cerchiamo ora di capire a cosa serve un ETF e come viene impiegato dal momento in cui entra a far parte di un portafoglio.

Essendo una classe di strumenti di investimento sulle più disparate asset class, ogni trader prende in considerazione una strategia piuttosto che un’altra. Però, nell’infografica riportata qui sotto, notiamo che ci sono alcune funzionalità che predominano nettamente sulle altre.

Tra le prime 5 funzionalità troviamo infatti quello che già avevamo anticipato essere il principale scopo di un Exchange Traded Fund, ossia aggiustamenti tattici per quanto riguarda la composizione del portafoglio, allocazione principale intesa come acquisizione di un’esposizione su un sottostante, ribilanciamento delle posizioni tramite l’acquisto e la vendita di questi strumenti, completamento del portafoglio o diversificazione su asset class internazionali.

Insomma, vengono utilizzati principalmente per prendere posizioni su asset class particolari e come principale strumento per la gestione delle posizioni dal macro positioning ai rifinimenti di strategia.

Primo giorno di lancio

Molti sostengono che i primi giorni di lancio di questo ETF abbiano dimostrato uno scarso interesse sul prodotto, mostrando quindi un sintomo di mancanza di domanda.

Rispetto ai dati forniti da Bloomberg, mettiamo quindi in prospettiva sia quelli che sono stati i principali ETF per performance nel primo giorno di lancio in termini di AUM e di volumi, sia quelli complessivi del primo giorno di contrattazione per gli ETF su BTC.

Di seguito, vediamo il grafico che ci mostra i risultati dei migliori ETF al giorno del lancio, e vediamo che le prime posizioni sono occupate dagli ETF sulla transizione climatica, sui Corporate BOND più sicuri, S&P500 e così via, e anche il primo ETF su Bitcoin promosso da proShares in Europa.

Cerchiamo ora di contestualizzare i volumi e i flow che hanno generato nel complesso in nuovi ETF.

Nei primi 5 giorni di contrattazione, i recenti prodotti listati hanno mosso volumi per oltre 11 miliardi di dollari, per un totale di asset under management di oltre 3 miliardi di dollari. È vero, non sono stati mossi questi volumi da un unico prodotto ma da una gamma di prodotti sullo stesso sottostante, ma ciò su cui bisogna porre l’attenzione è nel complesso l’interesse riscosso nel settore della finanza tradizionale.

Facciamo un ulteriore esempio. Nel 2023 sono stati lanciati 500 ETF in totale sui più disparati prodotti e asset class, e il volume che hanno mosso nel 2023, COMBINATO, arriva ai $450M, con il migliore che ha maturato $45M. Solo $IBIT ha surclassato tutta la classe di questi nuovi ETF.

Inoltre, la parte più importante da tenere in considerazione sono i volumi, infatti, i 500 ETF del 2023 hanno fatto meno di $1M di volumi giornalieri. Osserviamo i $10 miliardi di volumi mossi dai nuovi ETF spot BTC, e ci rendiamo conto di come siano risultati strabilianti.

Qui sotto, un altro grafico che ci mostra a livello di flow in entrata e uscita come questi strumenti si siano posizionati estremamente bene, competendo con i principali ETF in commercio sul mercato e preferiti dalla maggioranza degli investitori come QQQ o VOO.

 

Conclusioni

Insomma, arrivati alla conclusione della prima settimana di trading degli ETF Spot su Bitcoin possiamo dire che sono stati largamente un successo.

Con un outflow totale da GBTC di $2 miliardi circa e il raggiungimento del secondo posto per ETF più capitalizzati a sottostante commodities, non potevamo prevedere un outcome migliore. Nonostante alcuni siano delusi dalle performance di breve periodo dell’asset, non si può ignorare l’impatto che, inevitabilmente, questa partenza esplosiva avrà su tutto il settore.

Allacciamoci quindi le cinture per i prossimi mesi: si prevedono una grande quantità di scossoni ed eventi memorabili. Noi saremo in prima linea per commentarli e darvi la nostra visione.

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