2 min read 29 May 2024

Mastercard lancia la sua rete P2P per i pagamenti crypto!

Arriva “Mastercard Crypto Credential”, la nuova rete peer-to-peer per pagamenti crypto transfrontalieri tra Europa e Sud America

Mastercard lancia la sua rete P2P per i pagamenti crypto!

Mastercard: rivoluzione per i pagamenti crypto?

Anche se ancora in modalità pilota, la notizia del lancio di “Mastercard Crypto Credential” assume una portata non indifferente per tutto il mondo delle criptovalute.

È una rete peer-to-peer lanciata direttamente dal colosso dei pagamenti Mastercard, che consentirà agli utenti di diversi exchange di effettuare pagamenti transfrontalieri sfruttando le risorse digitali.

“Poiché l’interesse per la blockchain e le risorse digitali continua ad aumentare, è essenziale fornire interazioni affidabili e verificabili reti pubbliche”, ha dichiarato, in un comunicato ufficiale, Walter Pimenta, vp esecutivo per l’America Latina di Mastercard.

Operativamente, gli utenti potranno sfruttare “etichette” dei loro wallet crypto per facilitare i pagamenti tra Europa e Sud America (per cominciare), potendo sfruttare più valute e più blockchain. Il servizio è disponibile per ora sui cex Bit2Me, Lirium e Mercado Bitcoin, e punta a rendere più semplici le interazioni tra consumatori e aziende, togliendo agli enti coinvolti l’onere della complessità propria dei servizi crypto tradizionali (a partire dai processi di verifica e dalle competenze necessarie).

La risposta crypto ai pagamenti transfrontalieri

Mastercard Crypto Credential, in sostanza, verifica essa stessa che l’address del destinatario della transazione sia valido e supporti la crypto associata. In caso contrario, la transazione non procede e tutte le parti sono tutelate dalla potenziale perdita dei fondi.

Il progetto è il risultato delle mire di Mastercard rispetto all’applicazione dei pagamenti blockchain nel mondo reale, e risponde in prima battuta a una necessità più che concreta di una grande fetta di popolazione mondiale.

L’obiettivo, infatti, è quello di raccogliere anche la domanda del settore delle rimesse, ovvero di quei cittadini che per necessità sono costretti a inviare parte dei propri stipendi all’estero, verso i propri paesi di origine. Secondo l’ONU, nel 2022, si la quota in questione di attesterebbe a circa 831 miliardi di dollari.

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