2 min read 05 May 2026

Banca d’Italia per la tokenizzazione: “Ue apra a pagamenti blockchain”

Chiara Scotti, vice direttrice generale di Banca d’Italia, spinge l’Ue a esplorare un’evoluzione “tokenizzata” dell’infrastruttura SEPA

Banca d’Italia per la tokenizzazione: “Ue apra a pagamenti blockchain”

L’Italia spinge per un SEPA onchain

Banca d’Italia si è esposta di recente per spingere sul tema dell’innovazione nei pagamenti, invitando l’Unione Europea a esplorare una possibile evoluzione “tokenizzata” dell’infrastruttura SEPA.

L’invito arriva da Chiara Scotti, vice direttrice generale della banca centrale, che ha sottolineato come la tokenizzazione stia assumendo un ruolo sempre più centrale, e per questo si debba valutare la necessità di affiancare agli strumenti esistenti una nuova strategia.

Secondo Scotti, l’attenzione non dovrebbe concentrarsi solo su nuove soluzioni, ma anche su come migliorare quelle già esistenti. In questo contesto, una versione tokenizzata del “sistema SEPA” potrebbe rappresentare un’evoluzione naturale del sistema europeo dei pagamenti.

La “Single Euro Payments Area” è oggi uno dei pilastri dell’infrastruttura finanziaria Ue, consentendo pagamenti in euro senza contanti tra Paesi membri e partner. Solo nella prima metà del 2025, il valore delle transazioni non cash ha raggiunto, secondo la European Central Bank, i 116 mila miliardi di euro.

L’idea è quindi quella di sfruttare un sistema già scalabile, interoperabile e standardizzato, adattandolo alle nuove tecnologie.

Tokenizzazione e Ue

Un circuito SEPA tokenizzato potrebbe anche facilitare l’adattamento del modello monetario europeo a un contesto tecnologico in evoluzione. In altre parole, integrare innovazione e stabilità, ma senza stravolgere l’architettura esistente.

Tra le soluzioni analizzate, Scotti ha indicato l’euro digitale come l’obiettivo più avanzato. Lo conosciamo già bene in quanto CBDC, con implicazioni su politica monetaria, stabilità finanziaria e efficienza dei pagamenti.

Con il vantaggio, rispetto alle stablecoin, di essere una soluzione il cui impatto sul sistema monetario è “più chiaro”.

Banca d’Italia si dimostra in linea con la cautela espressa dalle istituzioni europee negli ultimi anni, sempre più interessate all’innovazione ma ancora attente ai rischi sistemici.

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