Scopriamo i mercati finanziari europei

Quando si parla di mercati finanziari europei, spesso si tende a considerarli come un blocco unico, quasi fossero un’unica grande piazza. La realtà è però molto diversa: l’Europa è un mosaico di economie, mercati regolamentati e culture finanziarie differenti.

Per questo motivo, sono nati vari indici di riferimento, ciascuno pensato per raccontare un pezzo diverso del continente. In questo modo riusciamo a comprendere meglio le specificità di tutte le piazze e settori presi in considerazione, per una visione completa del panorama.

Dalle grandi multinazionali al cuore industriale del Nord, passando per il dinamismo britannico e le eccellenze svizzere, ecco cosa rappresentano i principali indici azionari europei.

Euro Stoxx 50: le big dell’Eurozona

Se c’è un indice che viene spontaneo associare ai mercati europei in senso stretto, questo è l’Euro Stoxx 50.

L’indice raccoglie cinquanta tra le maggiori società dell’Eurozona, selezionate per capitalizzazione e rilevanza settoriale. Possiamo immaginarlo come una specie di “big list” delle blue chip europee, dove compaiono quasi sempre i colossi del lusso francese, le multinazionali industriali tedesche e le utility spagnole. Spazio anche all’Italia con Enel, Intesa Sanpaolo ed Eni.

Il punto di forza  dell’Euro STOXX  50 è la rappresentatività dell’economia dell’Eurozona nel suo complesso, rendendolo uno degli indici più seguiti dagli investitori globali che desiderano avere un’esposizione diretta alla moneta unica. Tuttavia, la concentrazione geografica e settoriale è molto elevata: la Francia (17 società listate) e la Germania (16 compagnie incluse) tendono a pesare parecchio e alcuni settori, come tecnologia e healthcare, risultano meno presenti rispetto agli indici statunitensi.

"Lo Stoxx 50 rappresenta alla perfezione le maggiori società dell'Eurozona"

STOXX Europe 600: la fotografia più completa del continente

Accanto all’Euro Stoxx 50 troviamo lo STOXX Europe 600, spesso considerato l’indice “più europeo” in senso ampio.

Qui non si parla solo di Eurozona ma dell’intero continente: Regno Unito, Svizzera e Norvegia inclusi, seppur al di fuori dell’Unione Europea. Così come troviamo società di aziende di Stati UE in cui non circola la valuta unica.

L’aspetto più interessante è la stratificazione interna: all’interno dei 600 titoli troviamo grandi aziende, medie imprese e small cap, catturando così una fotografia estremamente sfaccettata del mercato europeo.

Questo equilibrio gli conferisce una capacità di rappresentare l’economia reale maggiore rispetto agli indici più ristretti. È il motivo per cui viene spesso preferito da chi cerca una diversificazione ampia, specialmente negli ETF europei.

Approfondisci qui lo STOXX Europe 600

S&P Europe 350: metodo americano

Lo S&P Europe 350 è uno degli indici più apprezzati dagli investitori globali abituati agli standard della famiglia Standard and Poor’s.

Copre una discreta selezione di società (350 contro le 500 del “cugino” americano), riuscendo comunque a bilanciare dimensione e qualità, includendo imprese di medie e grandi dimensioni considerate solide e rappresentative.

La sua peculiarità è lo stile con cui viene composto: riflette i criteri rigorosi tipici delle selezioni S&P, ossia trasparenza, liquidità, stabilità, applicati però al mercato europeo. Ne risulta un indice più “razionale” rispetto ad altri benchmark continentali, spesso usato come riferimento per strategie ampie e orientate alla qualità.

Approfondisci: l’indice S&P 500

MSCI Europe: apprezzato in tutto il mondo

L’indice MSCI Europe è un altro nome pesante; contiene circa 430 titoli e rappresenta una soluzione molto apprezzata dai grandi fondi internazionali, grazie alla sua capillare ripartizione geografica e metodologica.

L’index include 15 Paesi, copre una gamma molto ampia di settori ed è costruito con criteri coerenti con gli altri indici MSCI presenti nel mondo. Questo lo rende perfetto per svolgere analisi complete senza dover cambiare metodo: basta conoscere la famiglia MSCI.

Questa è proprio la forza dell’MSCI Europe, data la sua compatibilità con i modelli di asset allocation globali. Chi investe su larga scala tende ad apprezzare la coerenza metodologica tra MSCI Europe, MSCI World e MSCI Emerging Markets. Non stupisce che sia uno dei benchmark più usati nei portafogli multi-asset.

"430 titoli e coerenza metodologica rendono l'indice MSCI Europe aprezzatissimo"

UK FTSE 100: la voce della City

Pur non essendo tecnicamente un indice “europeo”, almeno se pensiamo all’Unione Europea, il FTSE 100 è impossibile da ignorare quando si parla di mercati del continente.

Londra resta uno dei centri finanziari più importanti al mondo, un hub dove denaro e affari scorrono incessantemente. Le aziende presenti nell’indice sono spesso multinazionali, molte delle quali generano solo una parte minima dei ricavi nel Regno Unito.

La composizione è fortemente orientata a energia, materie prime, finanza e telecomunicazioni. Per questo motivo, l’indice FTSE 100 tende a muoversi in modo molto diverso rispetto agli indici dell’Eurozona, offrendo diversificazione naturale.

Anche dopo la Brexit, il mercato londinese continua a influenzare profondamente l’ecosistema finanziario europeo.

"Londra continua a essere protagonista e l'indice FTSE 100 lo testimonia"

Swiss Market Index (SMI): qualità svizzera

La Svizzera è un caso a sé: mercato piccolo, valuta forte, aziende che sono dei colossi globali.

Il suo principale indice si chiama SMI, acronimo di Swiss Market Index. Esso contiene solo 20 titoli, ma spesso vale quanto interi listini di altri Paesi europei.

Le grandi multinazionali farmaceutiche e i gruppi del food & beverage dominano la scena, rendendo il Swiss Market Index una delle “roccaforti difensive” più solide quando i mercati globali diventano volatili.

Per molti investitori europei, una componente svizzera è quasi un’assicurazione sulla qualità e sulla stabilità dei flussi di cassa.

Swiss Market Index (SMI): qualità svizzera

Quali indici azionari seguire?

Non c’è una risposta univoca a questa domanda: la scelta dell’indice dipende dall’obiettivo informativo o di investimento. In teoria si possono anche seguire tutti, dipende dagli interessi e dagli investimenti in gioco.

Chi vuole seguire l’economia dell’Eurozona sceglie solitamente l’Euro Stoxx 50, in quanto specifico del settore. Chi punta a un’esposizione più completa si orienta verso lo STOXX Europe 600, perché comprende più società e coinvolge anche Paesi extra euro. Coloro che invece preferiscono una struttura metodologica più globale seguono l’MSCI Europe o l’S&P Europe 350. Infine, per una diversificazione geografica aggiuntiva, FTSE 100 e SMI restano riferimenti importanti.

Conoscerli bene non significa soltanto imparare nomi e composizioni, ma comprendere le differenze economiche, valutarie e settoriali che rendono il mercato europeo complesso e interessante.

Sono finiti i tempi in cui gli Stati Uniti dominavano incontrastati i portafogli: gli indici europei, e quindi le società che li compongono, donano agli investitori ottime possibilità di investimento e diversificazione.


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