Meta ci riprova con le crypto. In cantiere una nuova stablecoin
Dopo il fallimento del progetto Libra/Diem, Meta ci vuole riprovare: nella seconda metà 2026 programmato il lancio di una stablecoin
Il colosso Meta pensa a una stablecoin
Il fallimento del progetto Libra/Diem aveva allontanato Meta da tutto il mondo crypto. Le stesse velleità nel campo del metaverso sono state presto ridimensionate, ma evidentemente quell’idea originale non è mai realmente morta.
Così, in queste ore sono esplose nuove indiscrezioni (riportate da Coindesk) rispetto al lancio di una nuova stablecoin di Meta nella seconda metà del 2026.
Secondo diverse fonti, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg punterebbe a integrare pagamenti basati su un token ancorato al dollaro attraverso un fornitore terzo, nonché al lancio di una nuova infrastruttura wallet.
L’obiettivo sarebbe avviare l’integrazione già all’inizio del secondo semestre 2026, sfruttando la base di oltre 3 miliardi di utenti tra Facebook, WhatsApp e Instagram. Il piano prevede l’affidamento della gestione operativa dei pagamenti stablecoin a un partner esterno, mantenendo così una certa distanza diretta dall’emissione.
Meta avrebbe inviato una “Request for Proposal” a diversi operatori del settore, e tra i nomi circolati ci sarebbe quello di Stripe, partner storico di Meta e attivo nel mondo crypto anche a fronte dell’acquisto di Bridge nel 2024.
Le super-app passano dalle crypto
Il ritorno di Meta nel settore metterebbe il gruppo in competizione diretta con altre piattaforme che puntano a diventare “super-app”, come X di Elon Musk e Telegram, entrambe piattaforme impegnate nello sviluppo di soluzioni di pagamento integrate.
L’integrazione dei pagamenti era già uno degli obiettivi originari di Libra, ovvero trasformare l’ecosistema social di Meta in un’infrastruttura finanziaria globale.
Il precedente tentativo di Meta risale al 2019, con il progetto Libra, poi rinominato Diem, che si scontrò con forti resistenze politiche e regolatorie negli Stati Uniti, anche a causa delle tensioni seguite al caso Cambridge Analytica.
Nel 2022 il consorzio Libra fu definitivamente chiuso con la vendita degli asset. Ma in pochi anni molte cose sono cambiate. Oggi il quadro regolatorio appare diverso. Negli Stati Uniti il GENIUS Act ha offerto una base legale più chiara per il settore, e soprattutto per le stablecoin.
Il messaggio è chiaro: dopo il fallimento di Libra, Meta non vuole più essere un emittente diretto. Ma l’ambizione di portare i pagamenti digitali dentro i suoi 3 miliardi di utenti non è mai scomparsa.
Questo e molti altri temi li trovi quotidianamente su Telegram e Youtube, seguici per essere sempre aggiornato!