Mondiali 2026: tra crypto, scommesse e costi folli
I mondiali di calcio 2026 hanno da poco preso il via. Tra costi folli, tensioni internazionali e scommesse, anche le criptovalute si ritagliano un ruolo
Indice
Il mondiale 2026 ha inizio!
Il Mondiale 2026 si tiene negli Stati Uniti, Canada e Messico. Si tratta di uno dei mondiali più costosi della storia sia per la realizzazione, sia per l’acquisto dei biglietti da parte dei spettatori. Inoltre, il clima internazionale è teso e la FIFA, la federazione internazionale calcistica, sa bene che i rischi che qualcosa vada storto sono alti.
In questo scenario, oltre ai costi e alla tensioni appena menzionate, trovano spazio le scommesse sportive su piattaforme crypto e, più in generale, l’industria nel suo insieme.
No, non troviamo tra i main sponsor o partner del mondiale alcun progetto crypto o exchange. Tuttavia, la presenza c’è eccome. Andiamo quindi a esplorare il mondiale 2026 dal punto di vista non sportivo, focalizzandoci sulle criptovalute e sui costi.
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Mondiali di calcio e tensioni internazionali
Iniziamo aprendo una breve parentesi sulle tensioni internazionali e locali. Il mondiale di calcio 2026 è tra i più caldi in questo senso per tre motivi particolari.
La Guerra USA-Iran e i mondiali di calcio
Il punto più pesante della questione è certamente la questione Stati Uniti-Iran. I due Paesi sono in guerra da mesi e la selezione iraniana dovrà giocare degli incontri proprio sul suolo americano.
Il caso diplomatico è scoppiato già da tempo, con gli iraniani a sostenere che ci sono stati problemi con i visti e gli americani a dire parzialmente il contrario. Risultato finale: gli iraniani potranno recarsi negli USA per giocare le partite della fase a gironi (con uno staff limitato, non tutti potranno entrare negli States). Però, a fine incontro dovranno andarsene subito dal Paese, tornando nella sede del ritiro (a Tijuana, in Messico).
In aggiunta, possiamo immaginare che il clima nel corso di questi match potrà non essere dei migliori. Ci si aspetta comunque una certa partecipazione di pubblico anche di origine iraniana, quindi auguriamoci che tutto fili liscio.
Politiche sull’immigrazione negli Stati Uniti
Il secondo problema riguarda le tensioni interne negli USA. Il via-vai di turisti stranieri sarà monitorato dall’ICE, l’agenzia federale finita più volte tristemente nelle cronache. Saranno in grado di gestire correttamente la situazione o ci saranno problemi? Cittadini e cittadine approfitteranno della risonanza enorme dei mondiali per organizzare manifestazione e proteste? Lo scopriremo nei prossimi giorni.
I disordini in Messico
Anche in Messico ci sono criticità non da poco. A febbraio 2026, l’esercito messicano, in collaborazione con l’intelligence americana, ha ucciso il capo del cartello di Jalisco Nuova Generazione, Nemesio Oseguera Cervantes detto “El Mencho”.
Da quell’evento, nello Stato di Jalisco sono scoppiati disordini e scontri tra le truppe statali, membri del cartello e la popolazione. Vi sono poi anche altre parti del Paese in cui il clima è caldo.
Qual è il problema per i mondiali? La capitale di Jalisco è Guadalajara, città che ospiterà alcune partite della fase a gironi. Le nazionali coinvolte saranno Messico, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Colombia, R.D. del Congo, Uruguay e Spagna. Dovrà esserci un servizio di sicurezza ai massimi livelli per garantire che tutto vada senza alcun problema: i cartelli sono noti per creare disordini proprio in questi scenari.
Quanto costano i biglietti dei mondiali?
Spostiamo il focus sul piano economico. Lo facciamo andando sui costi dei biglietti di questo mondiale di calcio 2026, finiti sotto accusa per essere fuori portata della persona comune.
Dopo numerose polemiche, la FIFA ha annunciato la creazione di una fascia chiamata “Supporter Entry Tier”: biglietti a 60 dollari, finale inclusa. Sembra un ottimo affare, ma in verità è più un modo per affermare che il mondiale 2026 sarà accessibile a tutti e tutte, quando invece non lo sarà.
La fascia in questione è infatti a numero limitato e riservata solo ai supporter delle nazionali qualificate. In pratica, un italiano che volesse guardare una partita a New York o Los Angeles non potrebbe avere accesso a questo prezzo.
Inoltre, il numero limitato esclude anche la maggior parte delle persone che effettivamente ne avrebbero diritto. Si calcola che sono arrivate domande per centinaia di milioni di biglietti da ogni angolo del globo. Impossibile accontentare tutti, a maggior ragione per quanto riguarda la fascia agevolata.
In ogni caso, il mondiale 2026 introduce il dynamic price dei biglietti. Il meccanismo è semplice e ricorda quello dei ticket aerei: al diminuire della disponibilità di posti per un dato match, aumenta il prezzo. Apparentemente pura domanda-offerta, se non fosse che le cifre raggiungono livelli astronomici, che solo un plurimilionario potrebbe permettersi senza pensieri.
Per la finale si parla già di biglietti a oltre 30.000 dollari. Per la partita Spagna-Uruguay, fase a gironi (tra l’altro si giocherà proprio a Guadalajara…) è stato venduto un biglietto a poco più di 17.000 dollari. Praticamente lo stipendio medio netto di un anno per l’operaio medio italiano.
Ad aggiungere costi ci sono anche i trasporti e spostarsi dalla città allo stadio può essere molto caro. È il caso del MetLife Stadium, che ospiterà anche la finale dei mondiali di calcio 2026. L’impianto si trova in New Jersey, non lontano da New York. La tratta da Manhattan allo stadio costerà quasi 100 dollari, contro i circa 12 richiesti nella normalità. D’altra parte, spendendo migliaia di dollari per un ticket, 100 in più non dovrebbero essere un problema…
Una cosa è certa: i mondiali 2026 non saranno popolari e accessibili. Intanto la FIFA potrebbe incassare cifre astronomiche dalla vendita dei biglietti e anche il futuro potrebbe continuare su questa rotta. Del resto, organizzare un evento del genere è diventato costosissimo e sempre meno Stati possono far fronte a queste spese.
Mondiali calcio 2026 e criptovalute
Veniamo finalmente alle criptovalute, protagoniste indirette di questo mondiale 2026.
I token legati al Mondiale 2026 stanno già muovendo volumi importanti, specialmente sulla blockchain Solana.
Come dicevamo, non ci sarà alcun sponsor ufficiale né partner FIFA; ciò non significa però che le crypto saranno assenti, anzi. Semplicemente si è spostato il focus altrove.
Un caso emblematico è la federazione argentina, che di recente ha siglato un accordo con Nexo, che diventa l’Official Regional Digital Asset Partner. In precedenza si erano conclusi accordi con LBank, sponsor della nazionale, e Ant International, sponsor dell’Argnetina in Asia.
Resta poi in essere la partnership con Socios, che emette il fan token $ARG.
Alcuni nomi stanno giocando sul terreno dei premi. Un esempio di spicco è Crypto.com, che per i clienti europei e australiani ha messo in palio viaggio, pernottamento e biglietti per il mondiale 2026.
I membri dell’ecosistema TRUMP hanno accesso a un’iniziativa simile che mette in palio i ticket per la finalissima del mondiale di calcio FIFA 2026. Il tutto corredato da un’esperienza di lusso con tanto di suite in hotel pagata per tre giorni.
Occhio poi ad Avalanche che, zitta zitta, ha siglato una partnership direttamente con la federazione internazionale. Arriva infatti la FIFA Blockchain, un layer-1 pensato per i collezionabili NFT e non solo, basato sull’infrastruttura di Avalanche.
Questa iniziativa era in essere da tempo, essendo stata presentata oltre un anno fa direttamente alla Casa Bianca.
Infine, le scommesse. La FIFA ha siglato un accordo con ADI Predictstreet, che diventa così il prediction market ufficiale della FIFA World Cup 2026. La piattaforma accetta sia valute fiat che crypto per aggiungere fondi al proprio conto. Gli utenti potranno scommettere sui risultati dei match, ma non solo: ci saranno anche domande tipo “Lionel Messi giocherà il prossimo mondiale?”
La FIFA World Cup 26 è appena iniziata, ma ha già fatto parlare tantissimo. Mentre le criptovalute e gli exchange se ne stanno più in disparte, ma comunque ben presenti e in vista, dominano il dibattito la questione dei costi (sostenuti e dei biglietti), le problematiche organizzative e le tensioni.
Il Mondiale 2026 sarà un successo o un flop? Lo sapremo tra qualche settimana, ma una cosa è sicura: probabilmente, da questa edizione in poi, la World Cup non sarà più la stessa.