Il Pakistan riapre le porte alle crypto: cade il ban del 2018
Svolta pro-bitcoin in Asia: il Pakistan rimuove il divieto imposto nel 2018, permettendo alle banche di aprire conti alle aziende crypto
Svolta crypto in Pakistan
La Banca centrale del Pakistan ha ufficialmente rimosso un divieto, imposto nel 2018, che non permetteva alle banche di aprire conti per le aziende crypto autorizzate.
La decisione segna il ritorno del settore crypto nel sistema finanziario del paese, eliminando il divieto che, per oltre sette anni, aveva vietato agli istituti finanziari qualsiasi interazione con asset virtuali come Bitcoin.
Da ora, banche e operatori di pagamento potranno lavorare con i Virtual Asset Service Providers (VASP), a patto che siano in possesso di una licenza valida.
L’accesso al sistema bancario sarà però strettamente regolato. Gli istituti dovranno verificare autonomamente le licenze rilasciate dalla Pakistan Virtual Asset Regulatory Authority (PVARA), applicare procedure AML e antiterrorismo avanzate e monitorare costantemente le transazioni sospette.
Le nuove regole imporrebbero anche la creazione di conti separati in valuta locale per le operazioni dei VASP, se Enza che questi possono generare interessi, permettano depositi o prelievi in contanti e possano essere utilizzati come collaterale.
Le banche non potranno investire direttamente in crypto né utilizzare fondi dei clienti per attività legate agli asset digitali.
Una nuova cornice normativa
La decisione arriva dopo l’approvazione del “Virtual Assets Act 2026”, che ha istituito la PVARA come autorità di riferimento per il settore.
La legge introduce anche sanzioni severe per chi opera senza licenza, con multe fino a circa 179.000 dollari e pene detentive fino a 5 anni.
Dopo anni di chiusura, quindi, il Paese adotta un modello più strutturato, per l’apertura controllata al settore insieme a una forte enfasi su compliance e sicurezza.
La mossa del Pakistan riflette però anche un trend più ampio, in cui sempre più giurisdizioni stanno passando da divieti totali a modelli regolamentati. Un cambiamento che potrebbe favorire l’adozione istituzionale e ridurre i rischi sistemici.
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