2 min read 13 May 2026

Corsa alla Consob: Freni (pro crypto) si sfila

La lunga trattativa per la presidenza della Consob svolta con la rinuncia del candidato pro-crypto Freni. Ora la palla passa di nuovo al governo

Corsa alla Consob: Freni (pro crypto) si sfila

Il successore di Savona

La Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), come abbiamo imparato negli anni, gioca un ruolo cruciale nel mondo crypto in Italia. È il garante della legalità e della trasparenza a tutela degli investitori, nonché supervisore del MiCa nel Paese.

Per questo, la community guarda con un occhio di riguardo la corsa alla nuova presidenza, anche alla luce del fatto che l’ex presidente Paolo Savona (sa sempre critico verso il settore) potrebbe essere sostituito da un candidato pro-crypto.

Federico Freni (sottosegretario leghista all’Economia), dato per candidato più papabile fino ad oggi, ha però deciso di ritirarsi dalla corsa alla presidenza, comunicando in queste ore la propria scelta alla premier Giorgia Meloni, al ministro Giancarlo Giorgetti e a Matteo Salvini.

La rinuncia apre ora alla possibilità di chiudere il dossier nel prossimo Consiglio dei ministri, previsto per domani. Il nome indicato come nuovo favorito per succedere a Savona sembra essere quello di Federico Cornelli, attuale commissario Consob.

Una nomina rimasta bloccata

Il nome di Freni era rimasto a lungo in pole position, ma aveva incontrato le resistenze di Forza Italia. I forzisti avevano espresso perplessità sull’affidare la presidenza di un’autorità indipendente a una figura proveniente direttamente dal governo, sostenendo la necessità di un profilo più “tecnico”.

Il profilo di Federico Cornelli torna quindi al centro, indicato come possibile alternativa da Antonio Tajani. La sua candidatura avrebbe il vantaggio di presentarsi come una soluzione interna all’Autorità, con un’impronta più tecnica rispetto a quella del sottosegretario leghista, ma allo stesso tempo meno “crypto-oriented”.

Dopo mesi di rinvii, veti e trattative, la vicenda Consob sembra dunque avviarsi verso un possibile sblocco, ma non come gli investitori crypto, in parte, speravano. Resta da capire se il Consiglio dei ministri di domani porterà davvero alla scelta definitiva del nuovo presidente.

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