Polymarket: la guerra è il “limite” delle scommesse on-chain
Alcune scommesse aperte su Polymarket sono state archiviate a causa di nuove polemiche, e si apre il dibattito sui “war markets”
La guerra in Iran (e su Polymarket)
La piattaforma di scommesse on-chain Polymarket ha archiviato un controverso “contratto” che permetteva di scommettere sulla detonazione di un’arma nucleare entro la fine del’anno.
È quindi subito montata una polemica sui social, che ha contribuito a riaccendere i riflettori intorno a nuove necessità regolatorie sui cosiddetti “war markets”.
La “scommessa” in questione era intitolata “Nuclear weapon detonation by…?”, e offriva diverse scadenze di risoluzione (tra il 31 marzo, il 30 giugno o prima del 2027) e aveva raccolto almeno 650.000 dollari di volume prima di essere rimossa.
Polymarket ha inoltre cancellato un post su X in cui si indicava la probabilità del 22% che un’arma nucleare venisse detonata nel 2026.
Le critiche si sono concentrate sul rischio di come mercati legati ad azioni militari possano consentire a soggetti in possesso di informazioni non pubbliche di trarre profitto. E le tensioni si sono intensificate dopo vari episodi sospetti.
La società di analisi Bubblemaps, per esempio, ha segnalato come diversi wallet creati di recente avrebbero guadagnato circa $1 milione scommettendo su un attacco militare statunitense contro l’Iran poco prima che questo avvenisse.
JUST IN: 🇮🇷 🇺🇸 Six suspected insiders made $1.2M betting on a US strike on Iran
Most of these wallets:
• were funded in the last 24h
• specifically bet for February 28
• bought “yes” hours before the strike pic.twitter.com/n3G6OIEOXt— Bubblemaps (@bubblemaps) February 28, 2026
Precedenti e dibattiti
La controversia si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge anche la piattaforma rivale Kalshi. Un contratto relativo alla possibile rimozione dal potere della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, infatti, aveva già generato polemiche dopo la sua morte.
Il settore è sotto osservazione da tempo dalla politica. Diversi senatori democratici hanno già sollecitato la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) a vietare contratti legati alla morte di individui. E il presidente della CFTC, Michael Selig, ha dichiarato come l’agenzia starebbe lavorando a nuove linee guida per stabilire standard più chiari sui contratti, invitando il settore a “restare sintonizzato”.
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