Le scommesse crypto di Trump: nel Q1 2026, operazioni per $750 mln
La famiglia Trump scommette forte nelle crypto nel Q1 2026: nel portafoglio ci sono MARA, Coinbase e Strategy
Gli investimenti crypto della famiglia Trump
Secondo i documenti dell’Office of Government Ethics, agenzia indipendente Usa, la famiglia Trump avrebbe investito (tramite trust collegati) una quota tra i 220 e i 750 milioni di dollari in titoli finanziari nella prima parte del 2026.
Tra gli acquisti figurano diverse società esposte direttamente o indirettamente agli asset digitali, tra cui MARA Holdings, Coinbase, Strategy, Robinhood, SoFi e Block.
La lista mostra un’esposizione distribuita su varie aree dell’ecosistema crypto. MARA rappresenta il comparto mining, mentre Coinbase offre accesso al settore degli exchange, della custodia e dell’infrastruttura istituzionale. Strategy, invece, è ormai considerato dal mercato un “proxy quotato” su Bitcoin grazie alla sua enorme treasury in BTC.
A questi si aggiungono Robinhood e SoFi, piattaforme fintech con servizi legati anche al trading, e Block, storicamente vicina all’universo Bitcoin attraverso pagamenti e soluzioni dedicate.
Trump Bought MARA Shares in Q1 2026, OGE Disclosure Shows
U.S. Office of Government Ethics (OGE) financial disclosure documents reveal that President Trump purchased securities of Bitcoin mining company MARA Holdings (MARA) during the first quarter of 2026 (January to March).… pic.twitter.com/vf7mieMIsi
— Wu Blockchain (@WuBlockchain) May 15, 2026
Una strategia che punta alle crypto
I documenti dell’OGE non permettono di ricostruire con precisione ogni singola operazione. I valori sono indicati in fasce, senza prezzi di esecuzione, profitti o timing dettagliato. Inoltre, in alcuni casi non viene nemmeno specificato se l’operazione riguardi azioni ordinarie, obbligazioni societarie o altri strumenti finanziari.
La notizia ha però il suo peso specifico, anche perché arriva mentre Washington è sempre più pronta ad accogliere il Clarity Act. La vicenda è infatti centrale nel confronto acceso sul tema dei possibili conflitti di interesse dei funzionari pubblici e delle loro famiglie esposte agli asset digitali.
A rafforzare il quadro è arrivato anche Eric Trump, che durante il Consensus 2026 ha difeso apertamente il ruolo delle criptovalute, presentandole come uno strumento per ridurre gli intermediari e ampliare l’accesso ai servizi finanziari.
Le operazioni sui titoli crypto-linked non cambiano da sole il mercato, ma contribuiscono a rafforzare una percezione già evidente, ovvero che il settore degli asset digitali è ormai entrato stabilmente nel cuore della finanza e della politica americana.
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