Sfide normative per Worldcoin: salta tutto?
Di Gabriele Brambilla
Le sfide normative per Worldcoin si susseguono. Seppur è improbabile che il progetto imploderà, le criticità legate alla privacy continuano a essere al centro del dibattito

Worldcoin è in difficoltà?
Worldcoin è uno dei progetti crypto più discussi in assoluto e non per la propria blockchain, le tokenomics o i soliti parametri da studiare e monitorare.
Nato dalla mente di Sam Altman, co-fondatore di OpenAI (firm di ChatGPT), Worldcoin è un progetto che sulla carta vuole eliminare un problema del presente: verificare se effettivamente dietro un account, o semplicemente uno schermo, c’è davvero un essere umano.
Con il passare del tempo e i grandi passi avanti dell’intelligenza artificiale, sarà sempre più difficile capire se c’è una persona reale a svolgere date azioni su internet, oppure se si tratta di una macchina. L’idea di Worldcoin è sulla carta validissima: creare un’identità digitale verificata e impossibile da manomettere, tutto grazie anche alla blockchain.
Per garantire che ci sia davvero un uomo o una donna dietro un account Worldcoin, il progetto fa affidamento a degli scanner della retina. Questa è come un’impronta digitale: ogni essere umano ce l’ha differente rispetto agli altri. Quindi, in un colpo si garantisce che:
- Un dato account sia legato a una persona reale
- La persona sia effettivamente quella e non un’altra
Nota: abbiamo semplificato di molto il concetto, perché in verità si tratta di un progetto molto più strutturato.
Tutto può sembrare ottimo, ma ci sono grandi problemi lato privacy: la retina è appunto qualcosa di unico. Farsela scansionare, cedendo il dato a una società privata, equivale a “regalare” una parte di sé, con tutti i rischi del caso.
In teoria, Worldcoin elimina immediatamente la scansione subito dopo il rilascio dell’identità digitale. Tuttavia, le preoccupazioni su backdoor, fughe di dati o attacchi informatici restano.
Il dibattito sulla questione è accesissimo, tra chi inquadra il problema principalmente nella sfera della privacy e chi, andando oltre, gli assegna delle sfumature che vanno sul distopico. A prescindere da chi ha più ragione, la criticità c’è, è innegabile.
Coperta da enormi fondi, Worldcoin marciava “alla conquista” del mondo, partendo però da Paesi poco sviluppati. Questo perché in cambio della scansione della retina vengono regalati dei token WLD, la crypto ufficiale del progetto. Anche questo meccanismo ha contribuito a sollevare dubbi, facendo pensare a una dinamica del tipo “tu mi cedi la scansione della retina, io ti regalo qualcosa”.
Oggi però il cammino si è inceppato e diversi Stati hanno messo nel mirino Worldcoin. Quali sono? Perché? Scopriamolo.
Problemi in Cina per Worldcoin
Il Paese più recente a mettere sul banco degli imputati Worldcoin è tutt’altro che piccolo e poco influente: si tratta della Cina.
Dal proprio account WeChat, il ministro per la sicurezza dello Stato cinese ha lanciato l’allarme riguardo la cessione di dati biometrici a società straniere, soprattutto quelle che spingono sull’utilizzo della scansione della retina in cambio di criptovalute. Le problematiche, secondo il ministro, sarebbero sia di privacy personale che di sicurezza nazionale.
Seppur non siano stati fatti nomi, il profilo descritto corrisponde esattamente a Worldcoin.
Inoltre, ci sono altri riferimenti a progetti di questo tipo che puntano il dito contro generici servizi segreti stranieri, che sfrutterebbero i dati biometrici raccolti per creare identità fasulle e insediarsi nella vita del Paese.
Chiaramente, l’ultima affermazione è da prendere con le dovute cautele e fa parte della “danza” e degli intrighi tra Stati. Però, il resto è serio, perché a parlare è uno dei rappresentanti del governo e del partito cinese. Poco importa se la Cina poi tiene sotto stretta sorveglianza i suoi cittadini: il problema è che c’è di mezzo un agente esterno, una società straniera.
Possiamo aspettarci un ban? Per adesso non lo sappiamo, ma la questione sembra tutto fuorché risolta: ne sentiremo ancora parlare e Worldcoin potrebbe avere un bel problema da affrontare.
Altri Paesi contro il progetto
Le preoccupazioni non arrivano solo dalla Cina e in alcuni casi sono già diventate provvedimenti.
Un esempio è l’Indonesia, che da alcuni mesi ha bannato Worldcoin dal Paese. Il motivo sta nelle problematiche non risolte riguardo la privacy, che preoccupavano le autorità.
Nella mischia troviamo poi il Kenya, che nello stesso periodo aveva fermato tutte le attività di Worldcoin sul proprio suolo, ordinando anche la cancellazione dei dati biometrici raccolti fino a quel punto.
Andando ancor più indietro nel tempo, a fine 2024 si era fatta sentire anche la Germania . Il regolatore sulla privacy aveva dato ordine di cancellare i dati biometrici raccolti in quanto si erano riscontrate violazioni alla GDPR.
In aggiunta, la Germania aveva specificato che la cancellazione dei dati dopo l’utilizzo non era sufficiente, ma bisognava anonimizzarli sin dal principio.
A maggio 2025, l’elenco degli Stati che hanno bannato Worldcoin include Spagna, Brasile, Hong Kong, Portogallo e Colombia, oltre alle già citate Kenya, Indonesia e Germania.
Il progetto dovrà quindi ripensarsi e mettere al centro la privacy. Se la cosa non avverrà, possiamo aspettarci che l’elenco si allungherà sempre più.