Stablecoin: la Fed vuole l’identificazione dei clienti
La Federal Reserve ha presentato negli Usa una proposta normativa che imporrebbe agli emittenti di stablecoin un programma di identificazione dei clienti
Stretta regolamentare sulle stablecoin
La Federal Reserve ha pubblicato (come riportato da Bloomberg) una proposta per richiedere agli emittenti di stablecoin di adottare un programma per identificare i propri clienti. L’obiettivo sarebbe allineare il settore agli standard già previsti per le istituzioni finanziarie tradizionali, rafforzando così le iniziative contro riciclaggio, finanziamento del terrorismo e altri utilizzi illeciti degli asset digitali.
Il documento rappresenta uno dei primi passaggi applicativi del GENIUS Act, la legge sulle stablecoin negli Usa. Non è quindi di un dettaglio tecnico, ma di un tassello centrale nella costruzione del nuovo quadro normativo americano per il settore.
La Fed ha lavorato insieme ad altri regolatori federali, tra cui l’Office of the Comptroller of the Currency, la Federal Deposit Insurance Corporation e il National Credit Union Administration.
Per il mercato crypto il passaggio è molto rilevante. Le stablecoin sono ormai uno degli snodi principali dell’ecosistema, usate per trading, pagamenti, DeFi e trasferimenti internazionali. Proprio per questo, Washington sembra intenzionata a portarle dentro un perimetro regolamentare molto più definito.
Il rischi del secondary market
La proposta è stata approvata da cinque membri della Federal Reserve, mentre il nuovo presidente Kevin Warsh si è astenuto. C’è chi ha sostenuto la pubblicazione del testo, ma anche chi ha sollevato alcune perplessità. Il GENIUS Act potrebbe infatti non essere sufficiente a gestire tutti i rischi legati alla finanza illecita, soprattutto nelle transazioni sul mercato secondario.
Il problema, in altre parole, non riguarda soltanto il momento dell’emissione della stablecoin o il rapporto diretto tra cliente ed emittente. Il rischio maggiore potrebbe emergere dopo, quando i token iniziano a circolare tra piattaforme, wallet e intermediari con standard diversi.
Per i malintenzionati, in altre parole, rimane ancora troppo semplice aggirare le restrizioni e operare senza essere individuati.
Dopo anni di incertezza, il mercato delle stablecoin sta diventando uno dei primi comparti a ricevere una cornice normativa dedicata. Questo può rappresentare un elemento positivo per gli operatori istituzionali, ma aumenta anche il costo della compliance, e potrebbe rendere più complessa l’operatività per gli emittenti più piccoli o meno strutturati.
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