2 min read 23 Feb 2026

Trump pensa a una stable per Gaza: il piano del Board of Peace

Il Board of Peace starebbe valutando un piano per introdurre una stablecoin ancorata al dollaro nella striscia di Gaza

Trump pensa a una stable per Gaza: il piano del Board of Peace

Al Board of Peace si parla di stablecoin

Il Board of Peace, recente organismo fondato da Donald Trump, starebbe valutando l’introduzione di una stablecoin ancorata al dollaro Usa dedicata a Gaza. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il progetto si troverebbe ancora in fase preliminare, e non esisterebbero dettagli operativi definitivi, ma la notizia ha comunque fatto rumore.

L’obiettivo dichiarato sarebbe affrontare l’emergenza finanziaria con uno strumento funzionale: circa il 98% dell’infrastruttura bancaria di Gaza, infatti, risulta distrutta, e solo 3 dei 94 sportelli ATM sarebbero ancora funzionanti. L’iniziativa sarebbe stata presentata a Washington il 19 febbraio 2026 da Liran Tancman, imprenditore tecnologico israeliano e consulente non retribuito del Board.

L’idea non prevede l’introduzione di una nuova valuta palestinese, ma un sistema di pagamento digitale che possa ridurre la dipendenza dal contante, limitando al contempo l’accesso ai flussi finanziari da parte di gruppi armati.

Secondo dati della Banca Mondiale, la distruzione coinvolgerebbe anche l’88% delle istituzioni di microfinanza. Dal 2023, inoltre, Israele ha interrotto il trasferimento di contante verso la Striscia, e le riserve locali risultano quasi esaurite.

Le conseguenze economiche sono drastiche: il PIL di Gaza si sarebbe contratto dell’87% nel biennio 2023-2024. In alcuni settori l’inflazione supererebbe il 500%, con circa mezzo milione di posti di lavoro persi e oltre il 63% della popolazione sotto la soglia di povertà.

Attualmente, la valuta legale resta lo shekel israeliano. Tuttavia, senza banche operative e con accesso limitato al contante, i pagamenti risultano fortemente compromessi. Una stablecoin, secondo alcuni, potrebbe colmare almeno in parte questo vuoto.

Stablecoin nelle crisi: precedenti e criticità

L’uso di stablecoin in contesti umanitari non è una novità. L’UNHCR ha già utilizzato USDC per sostenere rifugiati ucraini, mentre il World Food Program ha sperimentato pagamenti tramite stablecoin in diverse aree di crisi.

In Afghanistan, l’ONG Mercy Corps ha collaborato con HesabPay per distribuire aiuti tramite una stablecoin locale, riducendo i costi del 29% e accelerando i trasferimenti. Tuttavia, Gaza presenta sfide ulteriori: la rete mobile è attualmente limitata al 2G, e frequenti blackout ostacolano l’operatività digitale. Un upgrade infrastrutturale sarebbe previsto solo a partire da luglio 2026.

L’adozione di una stablecoin solleva poi anche interrogativi su privacy e governance. La tracciabilità blockchain garantirebbe trasparenza, ma potrebbe trasformarsi in uno strumento di sorveglianza di massa.

Il progetto affronta diverse criticità. Secondo il Financial Times, l’infrastruttura finanziaria potrebbe essere gestita tramite un’iniziativa privata legata alla famiglia Trump e a capitali esteri.

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