Il bilancio del mondo crypto a seguito del World Economic Forum

Qual è stato il bilancio dell’industria crypto alla conclusione del World Economic Forum? Ecco tutto quello di cui di è discusso, per inquadrare le prospettive del 2023

Il bilancio del mondo crypto a seguito del World Economic Forum

Tutti i temi di Davos 2023

Il World Economic Forum era iniziato a partire dal tema espresso nel titolo “Cooperazione in un mondo frammentato: affrontare crisi urgenti, affrontare le sfide future”. La crisi, del resto, è un carattere comune a molte attività di questo periodo, ma la “gamma di crisi” è molto cambiata rispetto agli anni passati.

Il Covid-19, del resto, quasi non si è visto nell’ordine del giorno, così come l’aumento dei prezzi del gas. L’attenzione è invece ricaduta, principalmente, sulle banche centrali e sul fatto che possano calibrare i tassi nel modo giusto per ridurre l’inflazione senza innescare una recessione globale.

Un sondaggio di PwC, in questo senso, ha raccolto le interviste di 4.410 ceo in 105 paesi tra ottobre e novembre 2022, e ha rivelato come il 73% di questi ritenga che la crescita economica globale diminuirà nei prossimi dodici mesi.

Lo svolgimento del World Economic Forum

Il cuore delle questioni è stato affrontato soprattutto il secondo giorno della conferenza, in cui si è parlato di energia, metaverso, crisi del costo della vita e guerra in Ucraina.

Il sostegno alle attività militari contro la Russia è stato confermato da Ursula von der Leyen e dalla premier finlandese Sanna Marin, mentre sul fronte sostenibilità le discussioni si sono focalizzate su decarbonizzazione e disaccoppiamento (in tema gas e importazioni).

Il fronte metaverso è stato invece descritto da Chris Cox, chief product officer di Meta, in una presentazione che ha mostrato tutte le sfide della sua costruzione. Con tanto di partecipazione di Neal Stephenson, lo scrittore di fantascienza che il “metaverso” lo ha coniato il termine nel 1992.

Il futuro delle crypto, secondo Davos

Se in tema di economia globale al World Economic Forum (WEF) di Davos, tutto sommato, è trapelato un cauto ottimismo, sul fronte crypto, soprattutto rispetto al passato, non è stato proprio lo stesso. In primo luogo per la semplice presenza “visiva” delle varie attività legate all’industria delle criptovalute, molto più contenuta rispetto agli anni precedenti.

Ma da un altro punto di vista, questo fattore non è per forza di cose negativo, in quanto potrebbe aver rappresentato una sorta di “setaccio” lasciando i riflettori alle realtà che veramente possono ambire a un futuro luminoso.

Tra queste, per esempio, Circle (società dietro la stablecoin USDC). “Penso che un’infrastruttura trasparente regolamentata come la nostra sia adatta a questo ambiente”, ha dichiarato Jeremy Allaire, co-fondatore e ceo di Circle. “Effettivamente, il nostro business è addirittura cresciuto dal crollo di FTX”.

L’approccio più ostile, semmai, viene dalla stampa, con varie testate che hanno trattato l’argomento sottolineando gli elementi più critici dell’industria. “Letteralmente il 99% delle criptovalute sono una truffa, un’attività criminale o un vero e proprio schema Ponzi che sta fallendo”, ha dichiarato Nouriel Roubini, professore della New York University, dalle pagine del The Economist. E ha continuato sottolineando il danno reputazionale che le aziende del settore stanno affrontando.

Al contrario, altri presenti, come il vicepresidente di IBMGary Cohn, continuano ad avere una visione più positiva, pur non azzardandosi in previsioni: “Sono ottimista su blockchain e criptovalute, ma davvero non ho una visione precisa sul futuro del settore”.

“Queste tre cose, Web3, blockchain e metaverso, avranno sicuramente futuro”, ha dichiarato, invece il ceo di Microsoft, Satya Nadella. “Ma serve ancora individuare l’applicazione per un’adozione globale, un po’ come è successo con ChatGPT per l’AI”.

Probabilmente, secondo Nadella, è proprio il crollo del mercato ad aver frenato lo sviluppo dell’industria per trovare questo tipo di adozione.

Ad ogni modo, nulla sembra ostacolare davvero un futuro pieno di sviluppi, tanto che un rapporto annuale della società VC Electric Capital ha mostrato come, nonostante il 2022 apparentemente difficile, gli sviluppatori attivi mensilmente siano di numero maggiore rispetto al periodo del mercato rialzista.

Electric Capital ha infatti rilevato come ogni ciclo di attività degli sviluppatori di software crittografici tenda a essere meno suscettibile alle fluttuazioni del mercato, rendendo i loro livelli di coinvolgimento un barometro più importante rispetto alla presenza del settore a Davos.

La loro attività, oltre ai grafici dei prezzi meno entusiasmanti e alle sue pubblicità in calo a Davos, potrebbe quindi essere esattamente ciò di cui l’industria ha bisogno per superare un momento così difficile.

"Davos potrebbe aver rappresentato una sorta di “setaccio”, lasciando i riflettori alle realtà crypto che veramente possono ambire a un futuro luminoso"

Gli attori crypto principali al WEF

I veri protagonisti dell’industria crypto hanno fatto sentire la loro voce, più che altro, in tema regolamentazioni.

Uno dei panel principali ha visto infatti intervenire Brad Garlinghouse, ceo di Ripple, mentre Changpeng Zhao, ceo di Binance, si è lasciato andare a dichiarazioni che vogliono indicare un “metodo” agli imprenditori: “Lavorate a stretto contatto con le autorità di regolamentazione”.

Per il resto, come accennato, Davos non ha steso il tappeto rosso all’industria, e le poche realtà che sono riuscite a farsi notare sono da ravvisare in Circle, come già accennato, e Polygon, che riuscita a mettersi in mostra sulla Promenade (la main street del WEF) accanto a Meta e Deloitte.

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