2 min read 18 Jun 2026

Bitcoin mantiene i $64k: a variabile a medio termine rimane l’inflazione

Il debutto di Kevin Warsh alla guida della Fed non ha favorito Bitcoin, che invece si interroga su un possibile floor in area $60.000

Bitcoin mantiene i $64k: a variabile a medio termine rimane l’inflazione

L’inflazione tiene in scacco BTC

Bitcoin ha provato a stabilizzarsi dopo la doccia “tiepida” arrivata dalla Federal Reserve. I tassi sono rimasti invariati, ma i trader hanno valutato senza entusiasmo il primo FOMC sotto la presidenza di Kevin Warsh.

La Fed ha alzato le proprie proiezioni di fine anno, segnalando di fatto la fine del ciclo di tagli e riaprendo la porta a un possibile rialzo già a luglio.

Secondo diversi analisti, la correzione di BTC non dipende dalla pausa sui tassi, già prezzata, ma dal messaggio prudente della Fed sull’inflazione. Bitcoin, infatti, ha beneficiato negli ultimi anni delle aspettative di una politica monetaria più accomodante, e ogni segnale di tassi più alti più a lungo tende a pesare sul sentiment.

Il rimbalzo alimentato dalle notizie di pace in Iran è stato rapidamente assorbito dal tono quasi “hawkish” di Warsh, che ha riportato sul tavolo l’ipotesi di un altro rialzo in questo ciclo.

Cosa aspettarsi da BTC ora

È facile pensare che BTC in queste settimane continui a muoversi nel range compreso tra 60.000 e 70.000 dollari, almeno fino all’arrivo di un catalizzatore più forte. Tra i possibili trigger vengono citati il CLARITY Act negli Usa e un’ulteriore de-escalation in Medio Oriente. O, da un’altra prospettiva, la conferma che l’aumento dell’inflazione americana sia legato soprattutto alla guerra, quindi potenzialmente reversibile in caso di pace.

Alcuni operatori iniziano comunque a intravedere una “base” da cui ripartire, e alcuni desk istituzionali stanno comprando al ribasso.

In questo senso, l’area dei 60.000 dollari assume un valore psicologico e tecnico rilevante. Una sua tenuta potrebbe rafforzare l’idea di un floor di mercato, mentre una rottura rischierebbe di riaprire scenari più complessi.

Secondo FedWatch del CME, i trader prezzano ora circa al 30% la probabilità di un rialzo dei tassi alla riunione Fed di luglio, contro l’8% di una settimana fa e il 7% di un mese fa. L’ipotesi di un taglio, invece, sembra uscita temporaneamente dal tavolo.

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