Bitcoin in balia delle dichiarazioni di Trump: ma il rischio è altrove
Le parole di Trump impattano ancora una volta i mercati finanziari: tensioni sul fronte Iran, oro, bitcoin e indici crollano, il petrolio vola a rialzo
Dopo le parole di Trump
Nelle ultime ore, i mercati hanno reagito direttamente alle dichiarazioni di Donald Trump sul conflitto in Iran. Durante un discorso ufficiale, il presidente ha dichiarato che l’operazione militare è “vicina al completamento”, ma ha allo stesso tempo minacciato nuovi attacchi, promettendo di colpire l’Iran “ancora più duramente” nelle prossime settimane.
Parallelamente, Trump ha ribadito che un eventuale cessate il fuoco dipenderà dalla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il petrolio globale.
Dall’altra parte, la risposta iraniana non si è fatta attendere. “Lo Stretto di Hormuz è “chiuso per sempre”, mentre Teheran ha respinto le dichiarazioni statunitensi e ha promesso “”attacchi più duri”, confermando la volontà di mantenere alta la pressione nel conflitto.
Questa alternanza tra apertura diplomatica e minacce militari ha generato un contesto estremamente instabile. Bitcoin e gli asset risk-on continuano a reagire con forte negatività, seguiti da indici e oro.
Mercati in risposta
Parallelamente alla conferenza tenuta dal Presidente USA, i mercati hanno immediatamente reagito.
Gli indici USA come Standard & Poor’s 500 e Nasdaq 100 hanno perso una percentuale vicina all’1% nel giro di pochi minuti, seguendo la medesima direzione di oro e bitcoin.
La riserva di valore per eccellenza, infatti, è crollata del -3% nel giro di pochi minuti, con un calo che si è esteso fino ad un -5%. In parallelo all’oro, anche il prezzo di bitcoin ha sofferto, perdendo nuovamente i $68.000 e crollando fino ad area $66.000.
Il nodo, però, è altrove. Il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz resta ancora fortemente ridotto, mentre i costi assicurativi per il transito sono saliti in modo significativo. Il petrolio vola nuovamente a rialzo, con il WTI a $107 e il Brent a $111 dollari a barile.
Rischio energetico alto, in una fase di tensione ancora incerta. Come sempre, la migliore soluzione è non prendere decisioni affrettate.
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