Bitcoin: non si ferma la fuga delle “prime” whale, che affossa BTC
Una vecchia whale Bitcoin ha trasferito 500 BTC su Binance: non si ferma il trend che alimenta la corsa ribassista della prima criptovaluta
Le whale non smettono di vendere
Una whale “storica” ha riacceso i riflettori su un trend che pesa non poco sull’andamento del prezzo di Bitcoin. Un holder “delle origini” ha infatti trasferito altri 500 BTC (circa 33 milioni di dollari) verso Binance, proseguendo una serie di movimenti che suggeriscono una progressiva distribuzione delle riserve accumulate oltre dieci anni fa.
Non si tratta di un episodio isolato. Solo la scorsa settimana, lo stesso indirizzo aveva già inviato 5.000 BTC verso diversi exchange. E secondo i dati on-chain analizzati da Arkham Intelligence, la whale in questione (che avrebbe iniziato ad accumulare nel lontano 2013) ha trasferito circa 4.000 BTC solo su Binance dalla fine del 2024.
Oggi il wallet conserva ancora circa 1.000 BTC, per un valore stimato intorno ai 66 milioni di dollari.
Non esiste conferma ufficiale che questi movimenti siano finalizzati alla vendita. Tuttavia, il trasferimento verso exchange centralizzati è storicamente associato ad attività di liquidazione.
Un trend che non fa bene a BTC ed ETH
Il pattern rafforza l’ipotesi di un’uscita graduale dal mercato da parte di uno dei primi investitori. Ma il vero problema è che il caso non è isolato.
Negli ultimi mesi si è registrato un aumento dell’attività da parte di wallet inattivi da anni. Molti early adopter stanno infatti approfittando dei livelli di prezzo raggiunti da Bitcoin negli ultimi cicli per realizzare profitti accumulati in oltre un decennio.
Situazioni simili si sono viste anche su Ethereum, dove wallet risalenti all’epoca ICO hanno iniziato a movimentare decine di milioni in Ethereum.
Se questi trasferimenti dovessero tradursi in vendite effettive, il loro impatto sul mercato potrebbe non essere trascurabile. Nelle ultime ore, Bitcoin è sceso sotto i 66.500 dollari, registrando un calo superiore al 5% su base settimanale.
Anche ETH ha mostrato debolezza, tornando sotto i 2.000 dollari con una flessione di oltre il 7% nello stesso periodo.
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