Bitcoin: Wall Street vende, ma gli holder storici tornano a comprare
Gli ETF spot BTC continuano a registrare deflussi, ma i long-term holder danno segnali di un tentato assorbimento della fuga dal mercato
Bitcoin passa di mano
Bitcoin continua a vivere un’estate sotto pressione ma, sotto la superficie, il mercato sembra mostrare anche movimenti interessanti.
Secondo un recente report di Glassnode, circa il 54% dell’offerta BTC monitorata si troverebbe “in perdita”, mentre solo il 46% resterebbe “in guadagno”. È una soglia importante, che mostra uno dei peggiori deterioramenti della profittabilità degli investitori dall’ultimo bull market.

Storicamente, fasi simili hanno coinciso con momenti di forte stress per i compratori dell’ultima ora. Chi è entrato tardi nel mercato tende infatti a vendere “nel panico” o a uscire vicino al prezzo di carico quando il mercato rimbalza, creando una zona di resistenza sopra il prezzo.
La differenza, questa volta, è che quei BTC stanno iniziando a “passare di mano”. Glassnode segnala infatti come i long-term holder sarebbero tornati ad accumulare BTC dopo una lunga fase di distribuzione. Il ritmo resta contenuto rispetto ai grandi cicli di acquisto del passato, ma il segnale è chiaro: i detentori più “esperti” stanno ricominciando a comprare.
ETF in uscita, ma i coraggiosi comprano
Il contrasto principale arriva dagli ETF spot Bitcoin quotati negli Usa. I fondi continuano a registrare deflussi netti, contribuendo alla debolezza del prezzo. Allo stesso tempo, però, i dati on-chain indicano che wallet più “pazienti” starebbero assorbendo l’offerta in vendita.
Il trend non riguarda solo i grandi holder, ma diverse categorie di investitori, con segnali forti sia dai wallet sotto 1 BTC, sia dalle entità tra 100 e 1.000 BTC. Anche i wallet tra 1.000 e 10.000 BTC segnalerebbero il ritorno di nuovi compratori.
Resta il rischio di un ultimo scossone. Su Hyperliquid, i trader mostrano una forte esposizione long con leva, mentre il mercato opzioni sta pagando di più per proteggersi dal ribasso. Il rapporto tra put e call a 14 giorni è salito sopra il livello più alto dell’ultimo anno, ed è il segnale che la paura non è ancora del tutto rientrata.

Lo scenario, quindi, rimane aperto, ma è chiaro che il prossimo bottom di Bitcoin potrebbe nascere non da un ritorno immediato degli ETF, ma da un cambio silenzioso nella proprietà dell’offerta.
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