Bitcoin: è il giugno peggiore di sempre per gli ETF
Luglio si avvicina all’insegna della pressione: i $60k sono un argine fragile al rischio ribasso, e gli istituzionali non aiutano con $4 mld in fuga in un mese
L’estate di BTC non è per niente “calda”
Bitcoin sta vivendo un’estate all’insegna della pressione. La rottura dei $60k ha preoccupato gli investitori, e proprio questo livello psicologico sembra un argine molto fragile per fermare ulteriori ribassi.
Così, la soglia dei 55.000 dollari diventa il punto tecnico da difendere per evitare un’accelerazione verso livelli più bassi. L’ultimo mese si sta chiudendo con una flessione marcata, e ha confermato il cambio di tono già visto a maggio.
Sul grafico a tre giorni, la struttura viene letta da diversi operatori come una possibile figura di inversione ribassista. La pressione in vendita è aumentata nella seconda metà di giugno, e il mercato non ha ancora mostrato una reazione abbastanza solida per parlare di accumulo. Il ritorno dei volumi, in questo contesto, segnala più un conflitto che una convinzione: da un lato chi vende sulla rottura, dall’altro chi prova a comprare il ribasso.
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ETF e derivati indicano una pressione “lenta”
Il fronte istituzionale sembra giocare contro la prima criptovaluta. Gli ETF spot Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato, solo a giugno, secondo SoSoValue, circa $4 miliardi di deflussi netti, per il peggior mese dal lancio dei prodotti. È un dato decisivo, perché mostra come la pressione non arrivi solo dalle posizioni in leva o dai trader che operano nel breve termine, ma anche da capitali più strutturati che stanno riducendo esposizione.
L’aumento del peso delle grandi transazioni in entrata sugli exchange, come rileva CryptoQuant, suggerisce che le whale potrebbero essere più attive sul lato dell’offerta. Allo stesso tempo, l’open interest sui futures è sceso rispetto ai picchi di fine maggio, riducendo il rischio di una cascata violenta di liquidazioni ma rafforzando l’idea di un ribasso più lento, guidato da flussi spot e disinteresse progressivo.

Per luglio, secondo diversi analisti, il livello chiave resta l’area dei $55.000. Una chiusura netta sotto quella zona renderebbe più credibile lo scenario di estensione verso 52.000, poi 48.000 dollari, con il target più aggressivo vicino ai 42.000 dollari. Al contrario, per disinnescare il quadro ribassista, Bitcoin dovrebbe recuperare prima i 61.600 dollari e poi riportarsi sopra 67.000.
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