Morsa normativa exchange: è il turno di Hyperliquid a Singapore
Le autorità di Singapore inseriscono Hyperliquid in una lista di piattaforme “a rischio” insieme a Binance e Bybit.
Nuovi problemi normativi degli exchange crypto
Si è parlato tanto dei problemi normativi di Binance in Europa, ma la vicenda sembra essere solo un episodio di una storia che coinvolge le autorità di regolamentazione di tutto il mondo.
Gli exchange crypto sono nell’occhio del ciclone normativo a livello globale, e lo dimostra l’ultima vicenda che ha coinvolto Hyperliquid.
Il famoso dex è stato infatti inserito nella “Investor Alert List della Monetary Authority of Singapore”, il registro con cui il regolatore segnala agli utenti piattaforme percepite come autorizzate o regolate quando in verità non lo sono.
Non si tratta di un ban, né di un’accusa di illecito. Per gli utenti di uno dei più grandi hub crypto asiatici, però, il messaggio è chiaro. Chi opera su una piattaforma presente nella lista non può contare sulle protezioni previste dal quadro MAS, l’autorità di regolamentazione finanziaria del Paese.
Il caso è delicato perché Hyperliquid non è un exchange tradizionale. La piattaforma opera su infrastruttura permissionless, con un modello di self-custody in cui gli utenti mantengono il controllo dei propri fondi. Singapore sembra stia estendendo quindi la sua attenzione anche a realtà on-chain, dopo aver già segnalato operatori globali come Binance, KuCoin e Bybit.
La distinzione è importante. Binance, inserita nella lista nel 2021, aveva poi interrotto le attività rivolte agli utenti di Singapore. Bybit è stata aggiunta a giugno. Hyperliquid, invece, rappresenta un caso più complesso.
Dal 1° Luglio 2026, la normativa europea bloccherà in modo definitivo le piattaforme non conformi. Chi è senza licenza MiCA sarà costretto a chiudere le attività in Europa, altrimenti diventerà illegale. Scopri QUI chi è conforme sullo Spot e chi possiede la Licenza MiFID II per offrire legalmente il trading di derivati.
Il rischio regolamentare
La reazione del mercato è stata contenuta, ma non irrilevante. HYPE ha perso terreno dopo la notizia, ma il token rimane tra gli asset crypto più osservati dell’anno, sostenuto da volumi elevati e da una narrativa sempre più forte attorno alla possibilità che Hyperliquid diventi una delle grandi infrastrutture del trading decentralizzato.
Sono stati stimati per Hyperliquid ricavi nel 2025 vicini a 873 milioni di dollari, con circa 2.900 miliardi di dollari di volumi e una quota superiore al 59% dell’open interest nei perpetual decentralizzati.
Proprio questa crescita, però, rende inevitabile lo scontro con i regolatori. Più Hyperliquid amplia volumi, prodotti e mercati trattati, più diventa difficile restare fuori dal perimetro di attenzione delle autorità finanziarie.
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