2 min read 09 Mar 2026

Bitcoin in tempo di guerra: lo scenario migliore per BTC

Un conflitto prolungato in Medio Oriente, secondo alcuni analisti, potrebbe avere un effetto inatteso sui mercati e Bitcoin

Bitcoin in tempo di guerra: lo scenario migliore per BTC

BTC e la guerra in Iran

Un conflitto prolungato tra Stati Uniti e Iran potrebbe anche avere un effetto inatteso sui mercati. E non è escuso che Bitcoin possa uscirne più forte.

Questa è l’idea, tra vari analisti, del macro strategist Mark Connors, global head of portfolio advisory presso Credit Suisse, secondo cui un’escalation militare prolungata potrebbe creare condizioni macro favorevoli per la criptovaluta.

Il motivo affonda le radici nel debito pubblico Usa in crescita, accompagnato da maggiore liquidità e tassi d’interesse più bassi.

I conflitti armati, del resto, richiedono ingenti risorse finanziarie, e vengono spesso finanziati attraverso nuova emissione di debito. Questo processo tende ad aumentare la quantità di dollari nel sistema, riducendo il valore relativo della valuta.

Secondo Connors, il debito federale statunitense starebbe già crescendo a un ritmo annualizzato di circa il 14% dalla metà del 2025, e potrebbe arrivare a un aumento del 15% anno su anno se il trend dovesse continuare.

“È una forma di debasement monetario”, ha spiegato l’analista a Coindesk. In questo contesto, asset alternativi non denominati in dollari (come Bitcoin) tendono storicamente a beneficiare dell’aumento della liquidità globale.

Lo scenario migliore per Bitcoin

Bitcoin sembra già riflettere parte di questa dinamica. Dopo il primo attacco statunitense contro obiettivi iraniani, la criptovaluta ha registrato un aumento di circa 3,6%, mentre alcuni investitori hanno ridotto l’esposizione azionaria e ribilanciato i portafogli.

L’aumento del prezzo del petrolio rappresenta però un rischio, in quanto ad aumentare sarebbe l’inflazione globale. Ma anche in un contesto di stagflazione globale, Bitcoin potrebbe trarre vantaggio dalla tendenza a privilegiare la stabilità dei mercati finanziari da parte degli stati rispetto alla lotta aggressiva all’inflazione.

In uno scenario di deficit crescenti e maggiore emissione di titoli di Stato a breve termine, infatti, ridurre i tassi potrebbe diventare uno strumento necessario per contenere i costi di finanziamento del governo.

La combinazione di tassi più bassi e debito in crescita è poi storicamente uno degli ambienti macro più favorevoli per Bitcoin. “Quando i tassi scendono e il debito continua ad aumentare, è proprio il contesto in cui Bitcoin tende a performare meglio”, ha dichiarato Connors.

Se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi nei prossimi mesi, la criptovaluta potrebbe quindi trovarsi in una posizione paradossale: beneficiare di uno scenario geopolitico altamente instabile.

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