Bolla AI: a Wall Street c’è chi suona il campanello d’allarme
Il rally del settore AI incontra i primi timori di “euforia eccessiva”: nuovi segnali tecnici alimentano le preoccupazioni sulla “bolla”
Il rally AI perde forza
Titoli come SanDisk, SK Hynix, Micron e Samsung hanno registrato nel 2026 un rally senza pari. Gli stessi nomi, tuttavia, mostrano negli ultimi tempi segnali tecnici che fanno preoccupare più di un trader.
Gli allarmi arrivano direttamente da Wall Street, con il “Bubble Risk Indicator” sui semiconduttori di Bank of America che è arrivato a 0,91 punti (sul massimo di 1). Allo stesso tempo, prodotti come ETF SOXX sui chip registrano difficoltà nell’ultimo mese.
C’è chi parla di una correzione fisiologica, ma il segnale è anche il sintomo di un mercato sempre più “tirato”.
La narrativa AI, del resto, è ormai dominante, per un settore arrivato a contribuire alla crescita del PIL statunitense per il 25%. Per fare un paragone, nemmeno i titoli tecnologici nell’era dot-com erano arrivati a questo livello.
Il settore dei chip è esemplificativo. Se fino a qualche mese fa il settore era trattato com un unico “blocco rialzista”, oggi gli investitori tendono a differenziare società più forti e nomi più esposti alla correzione.
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I casi più importanti
SanDisk, tra i titoli più delicati, ha alimentato la cautela dei trader dopo un doppio top e un calo del 21% da esso.
Micron e SK Hynix, allo stesso modo, mostrano segnali di debolezza sui grafici, con cali che si avvicinano al 30% dai loro recenti ATH.
Samsung pur sostenuto da dati migliori sul mercato smartphone e dalla domanda di chip, registra un -21% nell’ultimo mese.
Se la bolla non è ancora esplosa, si sono già inquadrati i primi che potrebbero “scoppiare”. Ma non è escluso, allo stesso tempo, che la fiducia nella crescita dell’AI possa reggere ancora a lungo, per una correzione che resterà selettiva.
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