2 min read 08 Jul 2026

Crisi azioni crypto: il post-IPO è un disastro

Le società legate al settore crypto quotate in borsa svelano quanto il post-IPO sia un pericolo per gli investitori: numeri da brividi…

Crisi azioni crypto: il post-IPO è un disastro

IPO crypto, il conto è salato

Le società crypto quotate in Borsa stanno pagando un prezzo molto alto. Secondo un recente report di 10x Research, diversi titoli legati al settore crypto avrebbero perso, in media, il 73% dai massimi appena successivi al listing.

Il quadro è pesantissimo, e ben otto grandi società analizzate sarebbero ancora al di sotto di circa il 67,3% dai rispettivi picchi. I casi più emblematici sono Amber e Gemini. AMBR ha perso l’88,7% dal suo ATH del 17 marzo 2025. GEMI ha invece perso l’87,1% dall’ATH, passando dal picco post-listing di 32,52 dollari a 4,19 dollari.

I ribassi pesanti coinvolgono anche Circle, in calo del 75,3% dell’ATH. Per non parlare di BitGo (-72,6%), Bullish (-65,5%) e Figure (-58%). Coinbase, pur essendo un titolo più maturo, resta in calo del 57,1% rispetto al massimo storico del 2021. Securitize, arrivata da poco sul mercato, è in calo già del 34,5% dal lancio del 2 luglio.

Comprare nel post-IPO, in altre parole, si è rivelato estremamente rischioso. Le società crypto quotate hanno di fatto amplificato i movimenti del mercato digitale, salendo più velocemente durante le fasi di euforia ma scendendo altrettanta violenza nei momenti di debolezza.

Dal 1° Luglio 2026, la normativa europea ha bloccato in modo definitivo le piattaforme non conformi. Chi è senza licenza MiCA è stato costretto a chiudere le attività in Europa, evitando di diventare illegale. Scopri QUI chi è conforme sullo Spot e chi possiede la Licenza MiFID II per offrire legalmente il trading di derivati.

I casi peggiori

Gemini ha provato a reagire alle difficoltà ampliando il proprio business oltre le crypto, per esempio con il trading azionario senza commissioni. Molti cex hanno avuto nell’ultimo anno l’obiettivo di trasformare le proprie app in piattaforme finanziarie più ampia, ma per ora la diversificazione non ha riportato fiducia sui titoli.

BitGo svela invece quanto velocemente il sentiment possa cambiare dopo una IPO. La società ha toccato il massimo a gennaio 2026, perdendo velocemente oltre il 70%, e confermando la fragilità dell’interesse “iniziale” degli investitori.

Per Circle la situazione è un po’ diversa. A pesare sul titolo di recente è stato il lancio della stablecoin Open USD, sostenuta da un consorzio che include realtà come Visa, BlackRock, Alphabet, Stripe e Mastercard. In altre parole, una minaccia per il business di USDC.

Il nuovo ciclo di IPO crypto (se mai si potrà parlare di ciclo) arriverà forte di un precedente che deve far pensare. Senza valutazioni sostenibili, ricavi solidi e un contesto macro favorevole, anche le aziende più note possono trasformarsi rapidamente in trappole per chi compra “troppo tardi”.

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