Nella crisi Venezuela-Usa le crypto diventano “essenziali”
Con l’inasprirsi delle relazioni tra Usa e Venezuela, le crypto potrebbero assumere un ruolo ancora più cruciale nell’economia del paese sudamericano
Le crypto in Venezuela
Anni di “isolamento” economico (in larga parte imposto) hanno portato il Venezuela ad approcciarsi già molti anni fa al settore crypto. In molti si ricorderanno di Petro, il token sviluppato direttamente dal governo e ancorato alle riserve di petrolio, progetto poi abbandonato nel 2024. Non è quel token quindi a prendersi oggi la scena ma, come sottolinea un report di TRM Labs, USDT, che occuperebbe un posto di rilievo nell’infrastruttura economica del paese.
TRM Labs, azienda di blockchain intelligence, è andata recentemente ad analizzare questo tema più a fondo, anche a fronte dell’inasprirsi delle relazioni del paese con gli Usa. Di recente, l’amministrazione Trump ha infatti sequestrato una petroliera venezuelana al largo delle coste del paese.
In uno stato in cui la tradFi è al collasso e il dollaro fisico scarseggia, le stablecoin hanno assunto anno dopo anno un ruolo sempre più fondamentale, anche nel commercio quotidiano, passando dai salari ai generi alimentari. Sempre più cittadini sarebbero su piattaforme P2P senza KYC, per aggirare inflazione e, allo stesso tempo, controlli bancari.
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Una nazione che sopravvive grazie alle crypto?
Il Venezuela, come segnala TRM, si poggia oggi ormai su strumenti alternativi per far funzionare il sistema economico, a partire dalla blockchain ma anche, nello specifico, sulle stablecoin.
Le crypto, in questo contesto, sarebbero una “salvezza” in termini di accesso a servizi bancari stabili. Ma anche un rischio, visto che rappresentano una “scappatoia” soggetta a pericoli derivati da piattaforme non regolamentate. La stessa autorità di vigilanza del paese, la SUNACRIP, poi, non avrebbe gli strumenti per tutelare gli utenti, essendo stata negli ultimi anni travolta da scandali e ristrutturazioni.
E con il passare del tempo il trend sembra diventare sempre più rilevante. Trump, di recente, ha addirittura minacciato l’invio di truppe americane, e in un contesto ogni giorno più complicato le reti P2P venezuelane potrebbero diventare anche un fattore “strategico”.
A prescindere dai problemi del paese, ad ogni modo, è proprio il Venezuela, oggi, a dimostrare che le crypto potrebbero rimpiazzare un sistema bancario collassato. Possono sostituire un’infrastruttura nazionale, e quindi aiutare un governo sotto embargo a sopravvivere. Il problema collaterale, tuttavia, potrebbe essere la risposta americana all’utilizzo delle crypto in questi contesti.