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Depeg FDUSD: il colpaccio da $3 mln di Wintermute
Di Davide Grammatica
Il market maker Wintermute ha messo le mani su $3 milioni sfruttando un’opportunità di arbitraggio nata dal recente depeg di FDUSD

Il caso FDUSD, e la mossa di Wintermute
Il recente depeg della stablecoin FDUSD ha tenuto sulle spine per molte ore la community crypto. È seguito alle accuse pubbliche di Justin Sun, fondatore di Tron, all’emittente First Digital, giudicato insolvente, e tutto ciò ha portato la stable a toccare i $0,87. First Digital ha prontamente negato le accuse, ma ormai il danno era fatto.
Da grandi problemi, soprattutto nel mondo crypto, nascono però molto spesso grandi opportunità, e il market maker Wintermute non ha perso tempo.
Come riportato dalla società di analisi on-chain Lookonchain, Wintermute avrebbe comprato FDUSD per oltre $75 milioni, riscattandoli prontamente al loro valore nominale e ottenendo un profitto (stimato) di circa $3 milioni.
La scommessa è stata sulla riconquista del peg di FDUSD, avvenuto oggi in seguito al rifiuto delle accuse da parte di First Digital. Secondo l’emittente, la stable sarebbe stata sempre pienamente supportata e riscattabile, mentre le affermazioni di Sun sarebbero state totalmente “infondate”.
Since $FDUSD depegged, #Wintermute has transferred 75M $FDUSD to First Digital Labs.
They likely bought $FDUSD at a discount during the depeg and redeemed it 1:1 through First Digital—making a solid profit.https://t.co/6WZdfs65vkhttps://t.co/vyLDgzbynX pic.twitter.com/91Pg6GcKAN
— Lookonchain (@lookonchain) April 3, 2025
Quando la volatilità crea opportunità
Le azioni di Wintermute hanno però anche riacceso le discussioni intorno al ruolo dei market maker in condizioni volatili, e in particolare sulla loro capacità di trarre profitto da bruschi movimenti dei prezzi. E gli ultimi mesi sembrano essere il terreno ideale per attori di questo tipo, come dimostrano gli ultimi sviluppi economici negli Usa o il caso DeepSeek.
A First Digital, ad ogni modo, è ancora assegnato un rating di stabilità “limitato”. S&P Global Ratings, da questo punto di vista, ha sottolineato in passato diverse debolezze del token in aree quali governance, trasparenza, liquidità e supervisione normativa.
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