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TRON (TRX): network scalabile ed economico

Parliamo di TRON, il progetto che punta alla decentralizzazione del web strizzando l'occhio al mondo del gaming e ai social network

TRON (TRX): network scalabile ed economico

Introduzione a TRON (TRX)

Se cerchi un network rapido e dalle transazioni irrisorie, TRON (TRX) è quello che fa per te.

Sarebbe però molto limitativo concentrarsi solo su velocità ed economicità: questo ecosistema è ricco di applicazioni, portali e potenzialità. Di fatto, la blockchain è solo una parte dell’intera struttura.

Eccoci quindi ad approfondire tutto ciò che è indispensabile sapere su TRON.

Come facciamo spesso, partiremo con un poco di storia, per poi spostarci sugli aspetti un po’ più tecnici. Chiaramente faremo lodi e critiche, cercando di rimanere neutrali e obiettivi.

Spazio anche alla coin TRX, elemento centrale dell’intero progetto. Non mancherà un paragrafo sulla stablecoin USDD, finita sotto la lente di ingrandimento per la pericolosa somiglianza con Terra USD.

In aggiunta, daremo uno sguardo all’ecosistema, raccontando in poche righe alcuni tra i principali protocolli a oggi disponibili.

Infine, scopriremo dove acquistare TRX TRON. Qui troverai i nostri referral link, così da poterti iscrivere all’exchange desiderato beneficiando di sconti e/o bonus di benvenuto.

TRON è un network interessante, la cui finalità ultima è la pura decentralizzazione. A che punto siamo? Sarà davvero così? Non ci resta che proseguire per ottenere le risposte!

Che cos'è TRON?

TRON è una blockchain layer-1 versatile, in grado di svolgere diversi compiti.

La fondazione avvenne nel 2017 per mano di Justin Sun, imprenditore cinese allora 27enne.

Tutto partì con la creazione della TRON Foundation e lo sviluppo vero e proprio della struttura.
Dopodiché, nella primavera del 2018 fu lanciata la testnet, corredata da un wallet dedicato.
Pochi mesi dopo fu finalmente il momento della blockchain, entrata in funzione a maggio.

Con la chain operativa, la crypto TRX, inizialmente un token ERC-20 su Ethereum, fu spostata su TRON. Si passò quindi a una situazione di totale indipendenza da altre realtà.

Sempre nel 2018 è da segnalare un’altra importante pietra miliare: l’integrazione con BitTorrent, il popolare servizio web3 che molti conosceranno da tempo.

Quanto appena scritto non è casuale: TRON ha come fondamento la decentralizzazione totale del web, tant’è che il motto che ne guida le azioni è proprio Decentralize the Web.

Cosa significa tutto ciò? Beh, è difficile elencare e descrivere tutti i possibili usi di una blockchain di questo tipo.
TRON supporta gli smart contract e siamo ben consapevoli del loro potenziale. Al momento non disponiamo di tanti esempi originali perché la tecnologia è ancora nuova, spesso ridotta alle “solite cose”: DApp finanziarie, piattaforme NFT, protocolli assicurativi e via dicendo. In verità però, gli smart contract aprono le porte a molto di più: essendo programmabili in base alle idee che si vogliono sviluppare, i limiti sono (quasi) solo quelli dell’immaginazione.
Dobbiamo avere ancora un po’ di pazienza, perché ora nascono sempre più progetti che sfruttano le potenzialità tecnologiche in modo originale.

Con questa visione in mente, TRON si pone come uno dei network di riferimento per il futuro. Non solo criptovalute ma anche struttura per il mondo del gaming e social; ma pure soluzione adatta a complesse applicazioni aziendali e istituzionali. Tutto lasciando il potere ai partecipanti, senza alcuna autorità centrale.

In attesa che si concretizzino queste potenzialità, facciamo il punto sulla tecnologia alla base della chain.

TRON è una blockchain che impiega l’algoritmo di consenso Delegated Proof-of-Stake, un buon compromesso tra sicurezza, scalabilità e decentralizzazione (con riserva). Infatti, le realtà DPoS hanno un solo grande problema: i validatori più in gamba raggiungono rapidamente alti livelli di reputazione; questa caratteristica li premia sempre più, penalizzando la decentralizzazione. “Ma come…” dirai, “…non dovrebbe essere un network fondato sulla decentralizzazione?” Il concetto è quello ma ci sono comunque delle criticità che ne impediscono la piena applicazione.

Le transazioni per secondo sono elevate, circa 2000. Non si tratta della blockchain più veloce ma siamo certi che il dato potrebbe migliorare. Comunque, se confrontato a realtà nettamente più lente, già questo numero deve far sorridere.

Il costo in gas fee è davvero irrisorio, il che rende TRON un’ottima scelta per inviare e ricevere criptovalute anche quotidianamente.

La struttura della chain è di tipo modulare: tanti core modules che interagiscono fra loro, così da rendere più efficiente il funzionamento generale. Fra questi troviamo la TRON Virtual Machine, il cervello alla base delle applicazioni del network.
La soluzione modulare viene adottata sempre più spesso e ha ampiamente dimostrato il suo potenziale.

La roadmap di TRON è solida e convincente. Sviluppata su 10 anni, prevede diverse tappe chiave. Tra le più importanti, evidenziamo la Star Trek phase programmata per fine 2025, dedicata al lancio di una piattaforma di gaming. Seppur multi-funzione, TRON mostra senza troppi problemi la sua propensione verso gaming, social e tutto ciò che orbita intorno a questi mondi.

Tra gli avvenimenti del passato recente, a dicembre 2021 il network è diventato completamente decentralizzato, inteso che nessuna autorità ne controlla più lo sviluppo.
Le decisioni vengono prese dalla community grazie alla TRON DAO. Il punto critico risiede proprio qui: chi possiede più fondi, detiene maggior potere.
Il problema è diffuso anche su altre blockchain di questo tipo: la democratizzazione diventa solo teorica; nella pratica, incontreremo sempre pochi soggetti con molto potere decisionale.

Possiamo voltare pagina e dedicarci alla scoperta di TRX, la coin nativa del sistema. Dopodiché daremo spazio anche della stablecoin USDD.

Che cos'è TRON?

Coin TRX TRON

Esaminiamo la coin nativa della blockchain TRON: TRX.

Come dicevamo nel paragrafo precedente, questa valuta nasce come token ERC-20 su Ethereum. Dopodiché, al lancio del proprio network, avvenne lo spostamento verso “casa”.

TRX TRON non ha una supply massima. Manca quindi quell’elemento indispensabile per creare scarsità nell’offerta. Il metodo di rilascio è semplice: a ogni blocco ne viene mintata una certa quantità.

Attualmente sono in circolazione circa 92 miliardi di esemplari. È previsto un meccanismo di burn variabile, basato sulle transazioni, che può far calare la disponibilità (deflazione).

Spostandoci sui casi d’uso, la coin è in primis il metodo di pagamento delle gas fee. Perciò, più la blockchain TRON viene utilizzata, maggiore sarà la domanda di TRX.

Inoltre, questa crypto viene impiegata per pagare le commissioni di trading e prelievo sull’exchange Poloniex, esclusivamente per le operazioni riguardanti la coin stessa.

Come anticipato, TRX TRON è una valuta che porta anche diritti di voto in fase di governance, elemento indispensabile in una realtà che mette la community al centro dell’attività decisionale.
Dicevamo però che il sistema non è purtroppo democratico: chi detiene più coin avrà maggior potere. Da un punto di vista, ciò è positivo: un attore malevolo dovrebbe acquistare grandi quantità di TRX per avere un certo peso. Al tempo stesso però, i più piccoli non hanno molta voce in capitolo; potranno votare, certo, ma difficilmente saranno in grado di imporsi.

TRX può essere spesa e utilizzata come un normale mezzo di pagamento. Considerando le commissioni irrisorie e la rapidità della chain, questo caso d’uso è da mettere in risalto.

La coin TRX viene bruciata per produrre USDD. Il tutto avviene senza cifre prefissate, così da garantire maggior tutela da attacchi manipolativi.

Infine, la coin può essere messa in stake. Insomma, i casi d’uso per TRON TRX non mancano.

La speculazione è ovviamente presente, cosa piuttosto normale con qualsiasi asset digitale. Perciò, chi volesse investire in questa crypto, dovrebbe ragionare verso il futuro, valutando l’intero progetto con una bella analisi fondamentale. Solo così si potrà disporre di una visione chiara, ripulita dal rumore generato dall’attività speculativa.

"TRX è la coin nativa di TRON, priva di supply massima e dai diversi casi d'uso"

Stablecoin USDD

Le stablecoin sono criptovalute che mantengono il proprio valore legato a un altro asset, come il dollaro americano. In questo modo, la volatilità viene azzerata.

USDD è la stablecoin dell’ecosistema TRON e occupa una posizione di rispetto in termini di capitalizzazione.

La coin è stata etichettata come pericolosa in quanto identica a Terra USD (UST). Sarà vero? Non del tutto, anzi, ci sono delle diversità.

USDD condivide con UST il fatto di essere algoritmica, almeno in parte. Perciò, il mantenimento del peg viene regolato da meccanismi sviluppati appositamente per questo scopo.

La grande differenza sta però nelle riserve: mentre UST disponeva di una quantità di fondi non sufficiente a coprirne l’intero valore capitalizzato, USDD è una stablecoin overcollateralized, dotata quindi di capitali che ne garantiscono piena tutela.

Con questo non intendiamo dire che USDD sia priva di rischi, anzi: nel corso del tempo abbiamo imparato che è impossibile raggiungere una situazione risk free.

Investendo su USDD, magari ingolositi dagli elevati interessi offerti sui depositi, ci si espone inevitabilmente a dei pericoli. Più cresce l’interesse verso questa stablecoin, più incrementerà di pari passo il rischio, proprio perché aumentano i capitali.

A oggi, USDD ha perso il peg in diverse circostanze, riuscendo però sempre a recuperarlo. Una caratteristica certamente positiva, soprattutto considerando che è una coin nata poco dopo il crollo di Terra e in un periodo fortemente ribassista.

Stablecoin USDD

Ecosistema TRON

Occhi puntati sulla DeFi di TRON.

Al contrario di altre realtà, questo ecosistema sta vivendo un periodo di espansione sia a livello di capitalizzazione che di protocolli ospitati. Basta guardare il grafico su DefiLlama per rendersi conto della crescita in corso, al netto dei saliscendi dovuti al bear market.

TRON TVL

Scopriamo quali sono le principali piattaforme di casa su TRON.

JustLend è il protocollo dedicato al lending, nonché il numero 1 assoluto come capitalizzazione a novembre 2022. Diretto competitor di realtà come AAVE, Compound e Tectonic. Classico luogo dove depositare crypto e generare interessi, eventualmente collateralizzandole per prendere in prestito altre coin e token.
Liquidità e volumi al momento elevati.

JustStables è invece una piattaforma alla MakerDAO, responsabile di un’altra stablecoin Made in TRON: USDJ. Salvo in alcuni casi, il peg è abbastanza stabile e si discosta solo di pochi centesimi o decimi di punto percentuale.

Il protocollo SUN è pensato per lo stablecoin swap, la generazione di rendita e la governance di TRON. Di conseguenza, il portale propone diverse funzionalità fra cui:

  • Swap di stablecoin e altre crypto, fra cui TRX e BTT.
  • Yield Farming, orientato soprattutto ai pool tra stablecoin ma includendone anche tanti altri tra coin e token (occhio all’impermanent loss).

SUN segue la via tracciata da uno dei più famosi protocolli di finanza decentralizzata: Curve.

A oggi, la proposta è buona nonostante si sia forzati a optare per un determinato protocollo. D’altra parte, la scelta è piuttosto limitata. Siamo abbastanza certi che il tempo porterà sulla scena più piattaforme, anche se la qualità deve essere sempre messa davanti alla quantità.

"TRON: un ecosistema DeFi di qualità ma dalla scelta ancora limitata"

TRON: punti di forza e criticità

TRON è un progetto ambizioso e con un obiettivo ben chiaro: decentralizzare il web. Traguardo non semplice e che richiede tanto lavoro per essere raggiunto.

Oggi l’ecosistema è vivace e raccoglie molto interesse, un aspetto positivo anche in ottica futura.

La blockchain vera e propria è tecnologicamente valida: rapida, sicura e scalabile. Per assurdo, la decentralizzazione viene però un po’ sacrificata: secondo TRONSCAN, i Super Representatives sono 380 (il dato varia di frequente); questi agiscono effettivamente da validatori e consentono al network di funzionare.

Non ci sono dei limiti prefissati che segnano il passaggio da centralizzato a poco decentralizzato e decentralizzato. Siamo noi a dover riflettere e fare una valutazione.
380 è un numero che esclude la centralizzazione, questo è certo; anche perché nella mischia troviamo exchange e aziende concorrenti. Al tempo stesso però, questo dato non è sinonimo di decentralizzazione: con oltre 120 milioni di account (fonte TRONSCAN), siamo ben lontani dall’obiettivo.

In ogni caso, dobbiamo anche considerare altri aspetti. Coinvolgendo molte più persone nel ruolo di validatore, le performance della chain sarebbero inferiori. Senza contare che anche la sicurezza subirebbe un duro colpo.

Insomma, è davvero difficile trovare un punto che metta d’accordo davvero tutti quanti. Questione di pensiero e punti di vista.

Un aspetto positivo dell’intero progetto TRON è l’orientamento verso gaming e social, mercati da anni protagonisti e che in futuro vedranno probabilmente ulteriore crescita. Contemporaneamente, non vengono messe da parte le casistiche d’uso più “classiche” come pagamenti e servizi finanziari. TRON si pone quindi come una struttura multi-funzione, a 360°.

Piace anche la competitività delle fee di transazione, nonché la rapidità con cui vengono effettuate.

Quanto alla coin TRX TRON, ci sono aspetti positivi e negativi.
I casi d’uso fanno parte del primo gruppo e sono più che sufficienti a giustificare l’attesa di una futura crescita (ovviamente tutto fuorché sicura).
La distribuzione però non convince e lascia fondi consistenti nelle mani di pochi.

Infine, la figura di Justin Sun. Sia chiaro: nessun attacco alla persona. Però, un progetto che si annuncia come decentralizzato, non può vivere costantemente all’ombra del fondatore. Una cosa banale ma che fa riflettere: la pagina About del sito ufficiale di TRON è in realtà la vetrina di Justin Sun. Tutto ciò nonostante il fatto che egli non è più CEO del progetto.

Anche altre blockchain hanno figure chiave che lavorano dietro le quinte, basti pensare a Ethereum e Vitalik Buterin. In questo caso però, la presenza di Justin Sun è ingombrante se pensiamo che TRON dovrebbe essere interamente della community.

TRON: punti di forza e criticità

TRX TRON: dove acquistarla?

La coin TRX TRON è tra le crypto più capitalizzate in assoluto. Tra exchange e DEX non mancano quindi i luoghi dove poterla acquistare.

Binance propone da parecchio tempo diverse coppie di scambio, tra cui quelle con BUSD, BTC ed ETH. Se non l’hai già fatto, iscriviti a Binance e beneficia a vita di uno sconto sulle commissioni del 20%. Un bel risparmio!

OKX è un altro exchange crypto tra i più noti, dove TRX è listata e scambiabile con le principali valute e stablecoin. Seguendo questo referral OKX e iscrivendoti avrai diritto a due mistery box del valore massimo di 10.000$.

Anche BitMEX si unisce al gruppo di chi lista TRX. Qui il link di iscrizione a BitMEX: 6 mesi di fee scontate del 10%.

Ciascun exchange ha proprie peculiarità che lo rendono più o meno adatto alla nostra operatività. Per esempio, BitMEX fa dei derivati il suo pilastro; se hai intenzione di operare su questi prodotti, potrebbe essere la scelta giusta. Binance è invece un ottimo allround exchange.

Quanto alle realtà decentralizzate, la scelta potrebbe ricadere su due nomi: PancakeSwap, piattaforma arcinota e ricca di funzionalità; SUN, protocollo nativo della blockchain TRON.

Qual è la tua opinione su questo ecosistema? Saprà consacrarsi o perderà terreno rispetto ai competitor? Puoi dirci la tua lasciando un commento sui nostri canali social!


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