2 min read 02 Feb 2026

Epstein files: tra i nomi che circolano, molti sono legati alle crypto

Il DOJ ha condiviso nuovi documenti relativi al caso Epstein. I nomi legati alla finanza sono molti, e alcuni ben conosciuti nella community crypto

Epstein files: tra i nomi che circolano, molti sono legati alle crypto

I rapporti di Epstein con i grandi player crypto

Il DOJ Usa ha pubblicato, negli ultimi giorni, nuovi documenti relativi al caso Jeffrey Epstein. Sono quindi emersi nuovi nomi di esponenti del mondo della finanza in rapporto stretto al celebre criminale, e alcuni sono ben conosciuti nella community crypto.

I file in questione includono più che altro corrispondenza privata, e mostrano contatti di natura molto diversa tra loro. Da semplici tentativi di contatto alla strutturazione di investimenti finanziari.

Il DOJ ha precisato che la mera presenza di un nome nei documenti non implica colpe penali, ma la diffusione del materiale ha comunque riacceso il dibattito pubblico.

Epstein, ricordiamo, è morto in carcere nell’agosto del 2019 mentre era in attesa del processo per traffico di esseri umani.

I file raccontano di rapporti con figure attive nel mondo degli investimenti crypto. Tra i casi più citati troviamo, per esempio, Peter Thiel complice di un investimento da $40 milioni in un fondo di venture capital a lui collegato. Rappresentanti di Thiel hanno però ribadito come non avrebbe mai visitato l’isola di Epstein, nonostante inviti presenti nei file.

Epstein avrebbe poi partecipato a un round di investimento (del 2014) di Blockstream. Il co-fondatore, Adam Back, ha dichiarato però che il fondo avrebbe disinvestito quella quota ($50k) pochi mesi dopo.

Un danno reputazionale?

Particolarmente ampia è la corrispondenza tra Epstein ed Elon Musk risalente al periodo 2012-2013. Le comunicazioni riguardano proposte di incontri e un’idea legata a SolarCity, per fornire energia rinnovabile all’isola di Epstein.

Musk avrebbe declinato diversi inviti, inclusi incontri a St. Barth e a New York durante l’Assemblea Generale ONU, definendo quest’ultima ipotesi “una perdita di tempo”. L’imprenditore ha ribadito pubblicamente di non aver mai visitato l’isola, né volato sul jet di Epstein.

Nei documenti compaiono infine anche riferimenti a Michael Saylor, nominato in uno scambio tra Epstein e un giornalista: non emergono contatti diretti, ma commenti di cattivo gusto sulla sua presenza a determinati eventi.

In assenza di conseguenze giudiziarie immediate, l’effetto principale della pubblicazione resta quello reputazionale. Anche legami indiretti o risalenti nel tempo possono tornare a pesare quando grandi archivi vengono resi pubblici, soprattutto in settori (come quello crypto) già sotto forte “scrutinio regolatorio”.

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