2 min read 29 May 2026

UniCredit porta Bitcoin ed Ethereum agli investitori professionali

UniCredit lancia un certificato “open end” a gestione attiva collegato ai digital asset, con investimento minimo di 100.000 euro

UniCredit porta Bitcoin ed Ethereum agli investitori professionali

UniCredit: gli occhi su Bitcoin ed Ethereum

Il colosso bancario UniCredit, in collaborazione con l’incubatore Banor Labs, ha avviato il collocamento di un nuovo certificato tematico “open end” destinato esclusivamente alla clientela professionale in Italia e Germania.

È un nuovo prodotto finanziario collegato a Bitcoin ed Ethereum, ma costruito con l’idea di non scommettere semplicemente sul fatto che le criptovalute “salgano”. È riservato a clienti professionali in Italia e Germania, richiede almeno 100.000 euro, e dovrebbe essere negoziabile sul mercato secondario dal 16 giugno 2026.

Con “certificato” si intende uno strumento finanziario emesso dalla banca stessa, il cui valore dipende in questo caso proprio da BTC ed ETH. “Open end”, invece, significa che il certificato non ha una scadenza prefissata (a differenza di un’obbligazione).

Il prodotto è per pochi, ma il significato dell’operazione è rilevante, poiché svela quanto il mercato crypto sia sempre più integrato in strumenti regolamentati distribuiti dalle grandi banche.

L’obiettivo dichiarato è cercare rendimento sfruttando squilibri e anomalie temporanee del mercato, cercando allo stesso tempo di contenere la volatilità. Chi acquista il certificato, infatti, non compra direttamente Bitcoin o Ethereum e non apre un wallet digitale. Compra invece uno strumento finanziario il cui valore dipende da una strategia quantitativa costruita da Banor Labs.

Per esempio, il modello potrebbe ritenere Ethereum temporaneamente più forte di Bitcoin e assumere posizioni bilanciate sui due asset, cercando di ottenere un rendimento anche in fasi di mercato negative.

Naturalmente, questo non significa assenza di rischio. La promessa di “bassa volatilità” va interpretata come un obiettivo della strategia, non come una garanzia. Il prodotto può comunque perdere valore se il modello non funziona come previsto, se le correlazioni tra gli asset cambiano o se il mercato crypto attraversa fasi di forte stress.

Una tradFi sempre più crypto

Il certificato è stato riservato a investitori professionali proprio per la sua complessità. Oltre all’esposizione indiretta al mondo crypto, entrano in gioco gestione attiva, algoritmi quantitativi, struttura del certificato e rischio emittente.

Ma l’operazione mostra come Bitcoin ed Ethereum stiano diventando sempre più parte della finanza istituzionale europea. Non più soltanto asset acquistati sugli exchange, insomma, ma componenti di strumenti strutturati distribuiti da grandi gruppi bancari.

Seguici sui nostri canali Telegram e Youtube: contenuti quotidiani e approfondimenti dettagliati, ci trovi ovunque ad ogni ora del giorno!

X

Vuoi essere IL PRIMO a conoscere ciò che muove il mercato?

Resta aggiornato in tempo reale con le notizie importanti, dati e analisi ESCLUSIVE