Euro digitale: al via il test con 8 banche italiane
L’Ue si muove in marcia opposta agli Usa, e annuncia il nuovo progetto pilota sull’Euro digitale: parteciperanno otto operatori italiani
L’Euro digitale sul campo
La Banca centrale europea (BCE) ha selezionato 36 banche e operatori finanziari che parteciperanno al progetto pilota della futura valuta digitale dell’Ue.
Il test vaglierà una versione beta dell’euro digitale in condizioni operative reali, con l’obiettivo di verificare tecnologia, cosi d’uso e capacità dell’infrastruttura di sostenere pagamenti online, acquisti nei negozi e trasferimenti tra privati.
La selezione è stata eseguita su 50 candidature da parte di banche e fintech, con l’obiettivo della BCE di coinvolgere soggetti diversi tra loro, dalle grandi banche internazionali alle piattaforme digitali, per capire come l’euro digitale possa funzionare in scenari molto differenti.
Tra i partecipanti c’è anche una forte presenza italiana. Sono stati selezionati infatti Poste Italiane, Monte dei Paschi di Siena, Isybank, UniCredit, Nexi, Satispay, Numia e Banca Sella. Accanto a loro figurano grandi player come Deutsche Bank, Revolut, Stripe, SumUp e Worldline.
Dal 1° Luglio 2026, la normativa europea ha bloccato in modo definitivo le piattaforme non conformi. Chi è senza licenza MiCA è stato costretto a chiudere le attività in Europa, evitando di diventare illegale. Scopri QUI chi è conforme sullo Spot e chi possiede la Licenza MiFID II per offrire legalmente il trading di derivati.
L’Italia guida i pagamenti digitali?
La presenza di otto operatori italiani svela un certo peso dell’Italia nell’ecosistema europeo dei pagamenti. Per banche e fintech, il test sarà poi anche un’occasione per capire come integrare una moneta digitale pubblica nei servizi già offerti a famiglie, imprese ed esercenti.
I dipendenti della BCE e delle banche centrali nazionali saranno i primi a utilizzare la beta dell’euro digitale per operazioni quotidiane, per raccogliere dati su affidabilità, sicurezza e casi d’uso.
L’idea è che la valuta digitale possa affiancare il contante (senza sostituirlo, a sentire i coinvolti), offrendo uno strumento di pagamento pubblico e gratuito per le funzioni di base.
Il progetto avrebbe però anche una valenza strategica. L’Europa vuole ridurre la dipendenza dalle grandi piattaforme internazionali dei pagamenti extraeuropee, e rafforzare la propria autonomia finanziaria.
I test dovrebbero partire nella seconda metà del 2027 e durare circa un anno. Solo dopo, e in caso di esito positivo, il Consiglio direttivo della BCE potrà decidere se procedere davvero con l’emissione.
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