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Il 2025 dell'indice S&P 500: ecco com'è andata

Ecco com'è andato il 2025 dell'indice S&P 500, il principale negli Stati Uniti

Il 2025 dell'indice S&P 500: ecco com'è andata

S&P 500 in verde, ma...

Riviviamo il 2025 dell’indice S&P 500, un’annata di certo positiva sul grafico, ma che non deve ingannare: tra incertezza economica, speculazione e dazi, non sono mancati gli elementi negativi.

In questo breve articolo andremo a guardare entrambi questi punti. Prima daremo uno sguardo al grafico, capendo come si è comportato l’indice azionario americano più importante; poi passeremo ai punti critici che hanno caratterizzato il 2025 e che potrebbero manifestarsi anche nel 2026.

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Grafico 2025 S&P 500

Ed eccolo qui, il 2025 dell’S&P 500, l’indice azionario più importante d’America, ma potremmo pure dire del mondo. Come sappiamo, esso include le 500 società più importanti dei mercati a stelle e strisce, fungendo da finestra sull’economia USA. Seguirne l’andamento non è quindi una cosa riservata agli investitori, ma tocca in modo più o meno incisivo anche chi non opera sui mercati. Approfondisci qui l’S&P 500.

Aiutandoci con il grafico S&P 500 di TradingView, vediamo com’è andato l’anno.

SP 500 2025

Abbiamo evidenziato due aree particolarmente importanti.

La prima mostra il Q1 2025, che più o meno combacia con i primi tre mesi dell’amministrazione Trump. Il periodo è stato caratterizzato da una certa lateralità fino alla fine di febbraio, che ha poi lasciato il posto a un ribasso.

La fase 2 è la più interessante perché innescata dalla spirale di dazi e controdazi voluti da Donald Trump. Inizialmente i mercati soffrirono non poco, perdendo parecchi punti per strada. Dopodiché, complici i continui rimandi e dietrofront del presidente, ripartirono senza particolari problemi.

Da fine aprile/maggio in poi, ha infine preso il via una risalita che ci ha periodicamente regalato nuovi massimi storici. Le performance complessive da inizio anno sono, al 30/12, del +17%: un dato ottimo, che conferma il grande periodo di spolvero del mercato azionario (sui 5 anni siamo a quasi +85%).

Il 2025 dell'indice S&P 500: pro e contro

I pro del 2025 di questo indice sono legati alle performance e si traducono in una sola parola: resilienza. L’S&P 500 è stato infatti capace di resistere a tantissimi scossoni, navigando in un mare tutt’altro che tranquillo senza incassare perdite; anzi, guadagnando pure parecchio.

Tuttavia, sappiamo che ci sono dei contro non tanto relativi all’anno che si sta chiudendo, quanto alla situazione in generale. I mercati, e quindi anche questo indice, si trovano infatti a fare i conti con:

  • Tensioni geopolitiche continue.
  • Una situazione economica americana molto complessa, caratterizzata da segnali contrastanti tra loro.
  • Una crescita che prosegue da ormai molti anni e che, almeno per alcuni settori, dovrebbe fare riflettere.

Sul primo punto ci siamo tornati spesso: le tensioni ci sono e non piacciono di certo ai mercati. Sicuramente, un contesto più rilassato offrirebbe migliori garanzie per il futuro; ok la resilienza, ma tirando troppo la corda, prima o poi si spezza.

Sulla situazione economica americana, abbiamo visto che alcuni dati non sono positivi, nonostante nel complesso si stia tenendo botta. La Fed lo sa bene e cerca da tempo di trovare un difficile equilibrio tra la lotta all’inflazione e gli stimoli, ragionando soprattutto sul fronte dell’occupazione. I contrasti interni alla banca centrale americana sono la testimonianza di una complessità che non si vedeva da anni.

Infine, la crescita sembra inarrestabile, ma chi segue i mercati sa che prima o poi uno stop deve arrivare. Dal periodo pandemico in avanti, la corsa ai rialzi è stata frenetica e non possiamo pensare di proseguire su questa scia per anni e anni (sarebbe bello, ma bisogna tenere i piedi per terra).

In aggiunta, alcuni settori sono palesemente gonfiati a livello di prezzi. Ad esempio, si parla tanto di Bolla dell’Intelligenza Artificiale. Vero, il comparto ha tantissime prospettive ed è cresciuto enormemente, ma ci sono degli elementi che ricordano la Bolla Dot-Com. Bisogna quindi muoversi con cautela e considerare anche questo aspetto.

Quindi, l’indice S&P 500 crollerà e vivremo un periodo terribile? Non stiamo dicendo questo e non possiamo sapere cosa accadrà in futuro. Di sicuro ci sono dei segnali che dovrebbero farci considerare uno scenario differente, sia esso ribassista o più “tranquillo” e di lateralità. Oppure un periodo di correzione sana, che permetta di premere sul tasto reset per poter ripartire con il piede giusto.

Tutto ciò accadrà nel 2026? La Federal Reserve sta cambiando politiche (vedi l’inizio del quantitative easing), ma data la scomoda presenza dell’inflazione (che resta più alta di quanto voluto) il quadro è ancor più complicato. La cosa migliore da fare è pianificare da subito delle vie di uscita per tutelare parte del capitale dopo anni di abbuffata; se poi dovessimo proseguire al rialzo ancora meglio, ma un po’ di protezioni dovremmo averle pronte per vivere serenamente l’anno nuovo.

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