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La SEC molla la presa sulle crypto: chiusa indagine su Uniswap
Di Davide Grammatica
Dopo averlo fatto con OpenSea e Robinhood, la SEC torna sui suoi passi anche con Uniswap, chiudendo le indagini senza misure coercitive all’industria crypto

Il passo indietro della SEC
La SEC della nuova era Trump non è più quella di un tempo. È l’esatto opposto, tanto che in questo inizio di 2025 sembra si stia impegnando più che altro a ritrattare tutto quello fatto in precedenza.
L’ultima mossa della SEC è infatti l’archiviazione del caso Uniswap, il dex Ethereum che nel 2024 aveva ricevuto una “Wells notice” con l’accusa di una violazione delle leggi federali che regolano i beni finanziari. La stessa sorte era capitata ad altri protagonisti del settore, che però ora sembrano liberarsi dalla morsa dell’agenzia uno dopo l’altro (è successo lo stesso, di recente, per OpenSea e Robinhood).
Sono gli effetti delle dimissioni di Gary Gensler dalla presidenza della SEC, che oggi si dimostra molto più “leggera” rispetto all’applicazione delle normative negli Usa, in attesa che la nuova amministrazione proceda a stilare un quadro normativo dedicato e più chiaro. La stessa SEC ha già un ruolo in questo percorso, con una nuova task force crypto appena istituita.
La vittoria di Uniswap
“Questa indagine ha richiesto oltre 3 anni, costringendoci a sprecare un’incredibile quantità di tempo e milioni di dollari”, ha scritto, su X, Hayden Adams, fondatore di Uniswap Labs. “Ha avuto anche un impatto personale: le indagini federali sono stressanti al punto che tra gli avvocati si dice che ‘l’indagine sia la punizione’”.
The SEC (under the previous admin) tried to claim that Uniswap Labs operated an unregistered broker, exchange, and clearing agency, and issued an unregistered security. Those claims have now been dropped.@Uniswap Labs is not a broker. The Uniswap Protocol is not an unregistered… https://t.co/uVPgkN35DT
— Hayden Adams 🦄 (@haydenzadams) February 25, 2025
Uniswap esce quindi vittorioso da questa diatriba legale, riaffermando, secondo Adams, che la “tecnologia decentralizzata e l’autocustodia sono intrinsecamente diverse dai sistemi centralizzati e intermediati che mirano a sostituire”
Nel frattempo, il prezzo di UNI sembra aver reagito positivamente, pur in un contesto in cui le alt hanno sofferto enormemente della correzione dei mercati. In poche ore, infatti, il token si sta riavvicinando a i $8,50 dopo essere crollato in giornata verso i $7,50.
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