2 min read 19 Jun 2025

Le crypto sotto il peso delle tensioni geopolitiche (e di Trump)

In questi giorni a soffrire delle tensioni geopolitiche (non certo raffreddate da Trump) è soprattutto il mondo crypto altcoin

Le crypto sotto il peso delle tensioni geopolitiche (e di Trump)

Le crypto soffrono la posizione geopolitica Usa

Tutto il mondo crypto sembra soffrire la delicata situazione del conflitto tra Israele e Iran, ma soprattutto la posizione di Donald Trump, che negli ultimi giorni non ha certo raffreddato le tensioni tra i paesi.

Non è un caso, quindi, se Bitcoin ha frenato le sue velleità rialziste e se le altcoin più capitalizzate sembrano soffrire.

A pagarne il prezzo maggiore sono stati gli asset a maggiore volatilità, su tutti Cardano, Dogecoin e SUI, in perdita a doppia cifra su base settimanale.

Tutto il settore sembra molto sensibile alle parole del presidente Usa. Nei giorni scorsi, a seguito di un post di Trump in cui di dichiara come gli Stati Uniti conoscano la posizione della Guida Suprema dell’Iran e potrebbero colpire (“ma non ora”), Bitcoin è crollato da $108.952 a $103.371, per poi recuperare leggermente a $104.950.

Ma va molto peggio per le altcoin. Ethereum segnala un -8% settimanale, mentre Solana ha perso oltre il 9% in 7 giorni. E va peggio ancora per Cardano, Dogecoin e SUI, con perdite settimanali oltre il 10%.

Cosa aspettarsi ora?

Il sentiment generale è quindi messo alla prova. Secondo molti analisti, un nuovo scivolone di Bitcoin potrebbe innescare una correzione più profonda su tutto il comparto altcoin.

A peggiorare il quadro, poi, è arrivato anche il presidente della Fed Jerome Powell, che ha dichiarato come l’inflazione resti “pericolosa” e che un taglio dei tassi non è ancora sul tavolo. I riferimenti a tensioni globali e tariffe commerciali hanno ulteriormente raffreddato gli entusiasmi sui mercati ad alto rischio.

Nonostante la fuga dalle altcoin, inoltre, BTC non sembra essersi comportato a pieno da bene rifugio, ma non ha nemmeno seguito il comportamento degli asset ad alto rischio. Il suo status rimane ambiguo, soprattutto in fasi di stress geopolitico e macroeconomico.

Il rischio di un nuovo drawdown sotto i $100k, con potenziali test in area $93.000, resta concreto.

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