2 min read 20 Jun 2026

MiCA: le licenze ai cex sono un serio problema europeo

Il caos licenze MiCA in Europa sembra generalizzato. Meno di 60 aziende crypto risultano autorizzate nell’intera Ue

MiCA: le licenze ai cex sono un serio problema europeo

Caos licenze MiCA

A poche settimane dalla piena applicazione del regolamento europeo MiCA, meno di 60 aziende crypto risulterebbero autorizzate nell’intera UE. BaFin, l’autorità finanziaria tedesca, guida la corsa, ma molte autorità nazionali faticano a smaltire le domande.

Il MiCA entrerà pienamente in vigore dal 1° luglio. Eppure, a ridosso della scadenza, meno di 60 aziende disporrebbero di una licenza nell’intera Unione Europea.

Un numero molto basso, soprattutto considerando l’ambizione del regolamento, e generalizzato (non solo italiano, dove le autorizzazioni – tra cui quella di Conio – di contano sulle dita di una mano).

Il problema è che il processo di autorizzazione si starebbe rivelando molto più lento del previsto.

Le tempistiche realistiche per ottenere una licenza MiCA è oggi compresa tra 8 e 12 mesi dalla presentazione della domanda. Molte società arrivate tardi al tavolo, quindi, rischiano di restare bloccate proprio mentre la normativa entra nella sua fase più importante.

La difficoltà riguardano direttamente le autorità di vigilanza dei singoli Paesi. Francia, Irlanda, Malta e Lituania starebbero facendo i conti con code significative.

Esperti del caso hanno riportato come la qualità della documentazione presentata dalle aziende sia stata spesso insufficiente. E questo costringe le autorità a chiedere integrazioni, rallentando ulteriormente l’intero processo.

In Francia, come riporta Beincrypto, circa il 30% delle aziende crypto non aveva ancora presentato domanda entro la fine del 2025. In Lituania, meno del 10% delle società registrate ha inoltrato richiesta, per un totale di circa 30 aziende. Le autorità di Malta hanno invece evidenziato carenze nel processo di autorizzazione dei CASP. Le criticità individuate riguardano soprattutto la valutazione dei modelli di business, i conflitti di interesse e l’architettura ICT.

Eccezione Germania

BaFin ha autorizzato circa 18 CASP, pari a circa il 36% di tutte le licenze MiCA emesse finora nell’Unione Europea, per una quota nettamente superiore rispetto a quella degli altri Paesi.

Berlino aveva ridotto a 12 mesi la finestra di transizione, fissando la chiusura al 31 dicembre 2025. Un periodo più breve che ha costretto le aziende a muoversi prima e a presentare domanda con maggiore urgenza.

Secondo alcuni operatori, tuttavia, la Germania applicherebbe MiCA in modo più restrittivo rispetto a quanto richiesto dal regolamento. Questa percezione avrebbe spinto alcuni exchange, tra cui Bybit e KuCoin, a scegliere l’Austria come base operativa europea.

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