2 min read 10 Jun 2026

Stretta Ue contro la Russia: le crypto di nuovo al centro

L’Unione Europea sta preparando nuove misure contro le piattaforme crypto accusate di aiutare la Russia ad aggirare le sanzioni occidentali

Stretta Ue contro la Russia: le crypto di nuovo al centro

L’Ue contro le piattaforme crypto “pro-russia”

La Commissione europea ha recentemente presentato il 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Queste riguardano i settori considerati “sensibili”, ovvero energia, servizi finanziarie e commercio, e tra questi rientrano anche le crypto.

L’obiettivo sarebbe chiudere canali alternativi utilizzati da società e intermediari collegati alla Russia per continuare a muovere capitali fuori dal sistema bancario tradizionale.

Secondo la proposta, Bruxelles vorrebbe estendere i divieti di transazione a nuove entità extra-Ue, includendo banche e piattaforme crypto.

Il punto più rilevante riguarda la possibilità di colpire anche Paesi terzi che ospitano operatori crypto ritenuti funzionali all’elusione delle sanzioni. La Commissione propone infatti, per la prima volta, uno strumento che permetterebbe di vietare completamente la fornitura di servizi crypto da giurisdizioni non europee.

Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione, ha definito la misura un deterrente contro i Paesi che consentono a queste piattaforme di operare, sottolineando come le sanzioni debbano continuare a colpire le basi economiche dello sforzo bellico russo.

Crypto centrali nel tema sanzioni

Secondo Chainalysis, nel 2025, gli indirizzi crypto ritenuti “illeciti” avrebbero ricevuto complessivamente circa $154 miliardi, mentre la stablecoin ancorata al rublo A7A5 avrebbe facilitato oltre $93 miliardi di transazioni. E proprio la stablecoin russa risulta uno degli esempi più rilevanti di infrastruttura crypto costruita per sostenere pagamenti alternativi fuori dai canali finanziari tradizionali.

Non è un caso, quindi, che questa abbia attirato l’attenzione dei regolatori, perché mostra concretamente come stablecoin e exchange offshore possano diventare strumenti utili per aggirare restrizioni bancarie.

L’Unione Europea aveva già iniziato a colpire più duramente il settore crypto nel 20° pacchetto, con misure contro provider russi, piattaforme legate a stablecoin in rubli e operatori accusati di facilitare transazioni vietate. Con il nuovo pacchetto, Bruxelles prova ad ampliare il raggio d’azione: non solo società russe, ma anche intermediari stranieri che consentono alla rete finanziaria di Mosca di restare operativa attraverso giurisdizioni meno cooperative.

Le sanzioni europee richiedono l’approvazione unanime degli Stati membri, e alcuni Paesi potrebbero chiedere chiarimenti, ma la direzione politica di Bruxelles sembra ormai chiara.

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