Morgan Stanley apre al trading crypto, e sfida tutti sulle commissioni
Con un pilota sulla piattaforma E*Trade, Morgan Stanley entra nel trading crypto. E punta a competere con gli exchange sulle commissioni
Morgan Stanley e il trading crypto
Morgan Stanley accelera sul fronte crypto e lancia un test di trading sulla sua piattaforma E*Trade, puntando a competere direttamente con exchange e piattaforme fintech.
Il pilot prevede commissioni pari allo 0,50% per transazione, secondo Bloomberg inferiori alle tariffe base applicate da player come Coinbase e Robinhood.
Il servizio (attualmente in fase di test) potrebbe essere esteso entro l’anno agli oltre 8,6 milioni di utenti della piattaforma E*Trade. Per una mossa che evidenzia un trend sempre più chiaro: anche le grandi banche di Wall Street entrano nel trading crypto per intercettare i ricavi generati dal segmento retail. Questo terreno è stato finora dominato dagli exchange, ma è sempre più conteso anche dalla finanza tradizionale.
La competizione sulle fee
Nonostante il pricing aggressivo, Morgan Stanley non è la piattaforma più competitiva in assoluto. Kraken, Binance US e Coinbase Advanced continuano a offrire commissioni più basse per utenti esperti. Tuttavia, l’offerta della banca punta a colpire soprattutto il segmento retail base, dove semplicità e fiducia nel brand possono fare la differenza.
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Il lancio del pilot arriva anche a poche settimane dal debutto dell’ETF spot Bitcoin di Morgan Stanley, ed è l’ulteriore segnale di come la banca stia costruendo un’offerta crypto sempre più articolata, spaziando da prodotti finanziari a servizi di trading diretto.
In movimento ci sono anche Goldman Sachs e Charles Schwab, che stanno ampliando la propria esposizione al settore, tra trading spot, ETF e prodotti strutturati. Nel frattempo, istituzioni come BNY Mellon hanno già lanciato servizi di custodia per asset digitali, contribuendo a rafforzare l’infrastruttura istituzionale del mercato.
L’ingresso delle banche nel trading crypto rappresenta una sfida diretta agli exchange, soprattutto sul fronte della fiducia e dell’integrazione con i servizi finanziari tradizionali.
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