2 min read 25 May 2026

Il Papa, le sfide dell’AI, e una finanza che deve cercare “moralità”

Papa Leone XIV sfida le Big Tech con la sua prima enciclica: lo sviluppo tecnologico si accompagna alla “sfida sociale del nostro tempo”

Il Papa, le sfide dell’AI, e una finanza che deve cercare “moralità”

L’AI al centro della prima enciclica del Papa

Per la sua prima enciclica (“Magnifica Humanitas”), Papa Leone XIV ha deciso di mettere l’intelligenza artificiale al centro. L’AI, insomma, in relazione alla tutela della persona, chiedendo maggiore controllo e trasparenza sulle grandi piattaforme tecnologiche.

Il documento segue le tracce, in un certo senso, della Rerum Novarum di Leone XIII, l’enciclica che aveva affrontato le trasformazioni sociali della rivoluzione industriale nel diciannovesimo secolo, e il parallelismo è evidente: l’AI è ciò intorno a cui sta ruotando il mondo attuale.

Uno dei passaggi più forti dell’enciclica riguarda la presunta neutralità della tecnologia. Secondo il Papa, gli strumenti digitali possono aiutare a curare, educare e connettere le persone, ma possono anche generare nuove ingiustizie. Questo, se la tecnologia in questione riflette le scelte di chi la progetta, la finanzia, la governa e la utilizza.

Leone XIV avverte quindi rispetto a un AI che non può essere trattata come un sistema “imparziale”, con il rischio che sistemi automatizzati intervengano su decisioni delicate come accesso al credito, selezione del personale o servizi essenziali.

Contro il transumanesimo

Si pone l’accento, inoltre, sui pericoli derivati dalla concentrazione dei dati nelle mani delle grandi aziende tecnologiche. Brevetti, algoritmi, piattaforme digitali e infrastrutture tecnologiche rientrano ormai tra le nuove forme di ricchezza, e queste “non possono restare accessibili soltanto a pochi soggetti privati”.

Non si risparmiano nemmeno le criptovalute, inquadrate come sintomo concreto delle conquiste della “nuova finanza”, ma anche come causa di abusi ed ingiustizie derivati da “un’intermediazione finanziaria slegata da adeguati fondamenti antropologici e morali”.

Il Vaticano entra quindi direttamente anche nel dibattito globale sulla regolamentazione delle nuove tecnologie, con un approccio molto critico anche al transumanesimo, ossia l’idea che la tecnologia possa superare i limiti biologici e morali dell’essere umano. Una posizione antitetica rispetto a una certa “intellighenzia finanziaria”, su tutti Peter Thiel (fondatore di Palantir e PaPal), che invece vede proprio nel “determinismo biologico” il nemico da abbattere con la tecnologia.

A rendere ancora più rilevante l’enciclica è stata la presenza nel documento del contributo di Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic. Olah ha partecipato alla presentazione nell’Aula del Sinodo insieme a due cardinali e ad accademici esperti di dottrina sociale ed etica, e nel suo intervento ha sottolineato la necessità che lo sviluppo dell’AI venga valutato anche da soggetti esterni alle grandi aziende tecnologiche, incluse istituzioni pubbliche e società civile.

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