Qivalis: il progetto della “stablecoin europea” di espande a 37 banche
Il progetto Qivalis, per il lancio di una stablecoin in euro sostenuta dal sistema bancario, si espande a 37 banche europee (tra cui Intesa)
Il progetto Qivalis
Il sistema bancario europeo è sempre più unito intorno al progetto Qivalis, che mira a costruire una stablecoin in euro sostenuta dal sistema tradFi. Il consorzio ha appena annunciato l’ingresso di 25 nuovi istituti, portando il totale dei partecipanti a 37 banche europee.
Tra i nuovi nomi figurano ABN Amro, Intesa Sanpaolo, Rabobank e la lussemburghese Spuerkeess, per un ampliamento che coinvolge lender di diversi Paesi Ue. L’obiettivo, come dichiarato anche in passato, è sviluppare un’infrastruttura regolamentata per pagamenti on-chain denominati in euro.
Qivalis è nata nel dicembre 2025 per mano di un primo gruppo di banche fondatrici, tra cui BNP Paribas, ING, UniCredit, CaixaBank, Danske Bank, DekaBank, KBC, Raiffeisen Bank International, SEB e Banca Sella. La società ha sede ad Amsterdam, e sta cercando l’autorizzazione della banca centrale olandese.
Il progetto prevede l’emissione di una stablecoin garantita 1:1 da euro e altre attività liquide, custodite presso soggetti regolamentati. Secondo il CEO Jan-Oliver Sell, il lancio potrebbe arrivare nella seconda metà del 2026, subito dopo l’eventuale via libera regolatorio.
We are not just building a euro stablecoin; we are laying the European financial rails of the future.
25 new banks have joined Qivalis today – bringing our consortium to 37 major institutions united behind one mission: a native, regulated euro in the on-chain financial system,… pic.twitter.com/J3DTm2uc0y
— qivalis (@qivaliseu) May 20, 2026
La risposta europea al dollaro
La crescita del consorzio a un mercato delle stablecoin che resta dominato quasi interamente dal dollaro. Le stablecoin USD rappresentano ormai oltre 300 miliardi di dollari di offerta complessiva, mentre il comparto in euro resta ancora molto più ridotto.
Proprio questo squilibrio è diventato un tema politico, tanto che lo scorso aprile il ministro francese dell’Economia Roland Lescure aveva definito “non soddisfacente” la debolezza delle stablecoin in euro rispetto a quelle denominate in dollari, invitando le banche europee a muoversi con maggiore decisione.
Paradossalmente, è anche la presidente della BCE Christine Lagarde ad richiamare l’attenzione sul rischio che l’uso crescente di stablecoin in dollari finisca per rafforzare una nuova forma di dipendenza monetaria europea.
Lagarde ha sottolineato come la diffusione di strumenti privati denominati in USD possa incidere sul ruolo internazionale dell’euro e sulle future infrastrutture di regolamento digitale. E in questo scenario, Qivalis prova a costruire un’alternativa europea, facendo leva non su un singolo emittente crypto, ma su un’alleanza tra grandi gruppi bancari.
Il progetto non punta però soltanto ai pagamenti. Secondo i promotori, una stablecoin “bancaria” in euro potrebbe diventare anche un’infrastruttura utile per il regolamento di asset tokenizzati, inclusi strumenti finanziari tradizionali portati su blockchain.
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