Il Senato Usa dice NO agli interessi in stablecoin
Un ddl presentato al Senato Usa intende vietare il pagamento di interessi sul possesso di stablecoin: è una vittoria delle banche sulle crypto?
Novità sulle normative stablecoin in Usa
Molti esperti del settore l’hanno definita una “vittoria delle banche tradizionali” sul settore crypto. Parliamo di una bozza di un ddl presentato nelle ultime ore al Senato Usa, in cui si vieta esplicitamente il pagamento di interessi sul possesso di stablecoin.
Si intende che i fornitori di servizi di questo genere non potranno offrire “alcuna forma di interesse” legato alla detenzione di una stable, e questo a danno di diversi investitori.
Le banche tradizionali, in questo modo, potrebbero tirare un sospiro di sollievo. La formulazione del testo risponde infatti alle loro pressioni sui regolatori, in quanto preoccupate di una possibile fuga di depositi verso strumenti crypto remunerati.
Per diversi analisti il ddl sarebbe molto problematico. Le stablecoin nascono per certi versi per sostituire alcuni servizi delle banche tradizionali, ma questa proposta limita la caratteristica chiave del rendimento passivo, privandole di un vantaggio competitivo.
🚨NEW: Late night plea from Democratic Senators on the Banking Committee for a full hearing ahead of Thursday’s markup.
Sens. @ChrisVanHollen, @TinaSmithMN, and @SenJackReed sent a letter to @BankingGOP leadership criticizing the lack of text (expected to be well over 200 pages)… pic.twitter.com/LNbYsTZVqY
— Eleanor Terrett (@EleanorTerrett) January 13, 2026
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Banche vs crypto
Nulla avviene per caso. Il testo è arrivato infatti in Senato dopo un’intensa attività di lobbying, con attori quali l’American Bankers Association, che ha avvertito i legislatori della messa a rischio di 6.600 miliardi di dollari di depositi senza regole più stringenti.
Sono state concesse eccezioni, tuttavia, per i cosiddetti “activity-based rewards”, come transazioni, pagamenti, trasferimenti, conversioni, rimesse, programmi fedeltà o fornitura di liquidità all’ecosistema.
In parallelo, il testo impone alla SEC e alla CFTC di definire entro 360 giorni nuove regole di trasparenza. Gli intermediari dovranno spiegare chi paga eventuali compensi e chiarire esplicitamente come una “payment stablecoin” non sia un prodotto di investimento.
Si attende ora il voto in settimana, e la maggioranza degli esperti del settore non vede un’approvazione immediata per il poco tempo a disposizione. Il nuovo testo segna comunque un punto a favore per le banche, aprendo il confronto su come le stablecoin potranno competere con i depositi tradizionali senza sconfinare in problemi normativi.
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